Gli aborigeni australiani. L'Australia appare come un territorio veramente singolare: è un isola...

Post on 02-May-2015

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Gli aborigeni australiani

L'Australia appare come un territorio veramente singolare: è un isola immensa, una volta e mezza più grande dell'Europa.

La sua popolazione è molto scarsa, concentrata principalmente nelle città sulla costa orientale, la parte più

fertile dell'Australia.

Mentre le famiglie di contadini che abitano nelle pianure centrali si trovano a volte a 300 km di distanza l'una

dall'altra, tanto che per far visita al “ vicino di casa” si usa l'elicottero o l’aereo.

Significato di aborigeno

Vengono detti aborigeni gli australiani appartenenti alle popolazioni autoctone dell’Australia. I loro antenati vi giunsero probabilmente 60.000 anni fa. La parola aborigeno, dal latino ab-origine, ”fin dall'origine”, in uso in inglese fin dal XVII secolo con significato di “indigeno“, è stata usata in Australia sin dal 1789 e divenne presto il nome accettato per gli indigeni australiani.

Abitudini di vita I tradizionali Aborigeni

Australiani vivevano di

nomadismo, seguendo le

stagioni ed il cibo.

Con pochi e semplici oggetti,

utilizzati con incredibile

maestria, gli Aborigeni

avevano imparato a vivere

nel severo ed insopportabile

entroterra australiano.

È possibile che i primi

Aborigeni abbiano cacciato

la cosiddetta “mega-fauna”

australiana (come i canguri

giganti) fino all'estinzione.

Caratteristiche

In Australia vi sono

circa 500 diverse

popolazioni di

Aborigeni, ciascuna

con la propria identità

linguistica e

territoriale e,

generalmente

organizzati in clan

distinti.

La loro terra è stata

invasa a partire dal

diciottesimo secolo,

con conseguenze

disastrose.

Prima della colonizzazione

Prima della colonizzazione,

la maggior parte degli

Aborigeni abitava in

comunità semi-stanziali

lungo le coste, sostentandosi

di agricoltura e allevamento

di animali. Gli aborigeni che popolavano

invece il bush australiano

(boscaglie e praterie) o il

deserto dell'entroterra

vivevano di caccia e di

raccolta. Bruciavano le sterpaglie per

favorire la crescita delle

piante preferite dalle loro

prede ed erano molto esperti

nella ricerca dell'acqua.

La colonizzazione

Gli Aborigeni sono stati derubati delle loro terre sin dai primi anni della colonizzazione britannica. Il principio giuridico che regolava la questione indigena nella legislazione inglese, e pertanto anche in quella australiana, era quello della “terra nullius” .

Questo della “terra nullius” era un principio che definiva la terra australiana, prima dell’arrivo dei Britannici, come una terra vuota, una terra di nessuno che, pertanto, poteva essere legittimamente occupata dai coloni.

Cioè: le confische operate dall'impero britannico in Australia furono eseguite sotto l'ala protettrice delle leggi britanniche che legittimava il palese furto da parte dei coloni. L'idea base era che non fosse possibile derubare la popolazione aborigena di qualcosa di cui non erano proprietari.

A questo sopruso si aggiunsero le malattie che i coloni importarono in Australia: la varicella, il vaiolo, l'influenza, le malattie veneree ed il morbillo si diffusero ampiamente tra il XVIII ed il XIX secolo. Le popolazioni aborigene non avevano alcuna conoscenza delle malattie europee, né tantomeno avevano sviluppato gli specifici anticorpi, questo portò alla decimazione della popolazione: si stima che la scomparsa del 90% della popolazione aborigena sia stata il risultato dei contagi che precedettero l'espandersi dei coloni europei.

Nell’arco di un solo secolo dall'arrivo dei colonizzatori, la popolazione aborigena si ridusse da un numero presunto di almeno 1.000.000 di persone a soli 60.000 individui.

Nel corso del ventesimo secolo, inoltre, allo sterminio diretto si era sostituita una politica brutale, volta a togliere i bambini aborigeni ai loro genitori per affidarli alle famiglie dei bianchi

o ai collegi dei missionari con l’obiettivo di sradicare ogni traccia della loro cultura e della lingua.

E oggi?

Oggi più della metà degli Aborigeni risiede nella città, spesso in condizioni terribili nelle periferie più degradate.

Molti lavorano come braccianti in quelle stesse fattorie sorte nella loro terra occupata con prepotenza dai padroni, ma altri, soprattutto nelle parti settentrionali del continente, vivono ancora di caccia e raccolta.

Gli Aborigeni sono ancora oggi oggetto di razzismo e violenza, e molti di loro vivono in condizioni disumane. Di conseguenza si riscontra un altissimo tasso di suicidi e di mortalità. Senza contare inoltre che il numero degli Aborigeni in carcere è altissimo.

Nonostante l'abolizione del principio razzista della “terra nullius”, avvenuta nel 1992, il governo australiano continua a fare di tutto per ostacolare le rivendicazioni territoriali degli aborigeni. Ciò nonostante alcune tribù, come quella dei Martu dell‘Australia occidentale, sono finalmente riuscite a farsi riconoscere i diritti di proprietà delle loro terre.

Ma come spesso accade quando un popolo viene sfruttato e oppresso molti di loro stanno ancora

aspettando la restituzione della maggior parte delle loro terre.

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