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All’interno il calendario del 2016 - .La spensieratezza e...

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Periodico di approfondimento sportivo regionale

COPIA OMAGGIO - Anno XIII n 6 - Venerd 11 dicembre 2015

Allinterno

il calendario

del 2016

Paura di volare

OBIETTIVO NAPOLI2

di Eduardo Letizia

La vetta non fa bene agli azzurri,in difficolt nel finale controlInter e ko a BolognaQuando ti ritrovi lass, tutto solo, e non ci sei abitua-to, un po di vertigine rischia di venirti. Perdi i puntidi riferimento, gli appoggi, e tutto dipende solo da te.Ecco che allora pu subentrare la paura, paura divolare, di spiccare il volo sopra tutti gli altri, lascian-doli alle spalle mentre insegui il tuo sogno. Al Napoli successo un po questo. Si ritrovato da solo intesta alla classifica, cosa che non gli succedeva dadecenni, e si fatto prendere da una sorta di panico.La spensieratezza e lattenzione nei vari aspetti dellepartite, sempre massimale nel suo gioco, improvvi-samente venuta meno, lasciando spazio spazio a spet-tri delle scorse stagioni, che da alcuni mesi a questaparte parevano flebili ricordi, di un passato ormailontano che non sarebbe pi tornato.Dopo il gol del 2-0 contro lInter, gli azzurri sonopiombati in una spirale di incertezza totale e la suc-cessiva sconfitta contro il Bologna ha confermato ledifficolt di una squadra apparsa nervosa e poco soli-da, eccessivamente vincolata ai capricci della DeaBendata. Contro i nerazzurri la fortuna aveva strizza-to locchio ai partenopei, con i due pali nel finale chehanno permesso allundici di Sarri di conservare il 2-1 di vantaggio. A Bologna, invece, la buona sorte haarriso agli emiliani, con le tante occasioni sprecatedagli azzurri nel corso del match, tra pali, errori dimisura e prodezze di Mirante, ormai, insieme aDestro, affezionato membro del club giocatori cheresuscitano solo contro il Napoli.Se nel secondo tempo contro lInter il calo dei parte-nopei era stato dettato quasi esclusivamente da timo-ri di natura psicologica, contro il Bologna gli erroridegli azzurri sono stati evidenti in tutte le fasi digioco e zone del campo. Difensivamente la squadraha concesso troppo a Destro, unica punta dei rosso-bl, che facilmente trovava lo spazio ed il tempo perinserirsi alle spalle di Albiol e Koulibaly. Questi ulti-mi si sono dimostrati troppo disattenti nelle chiusureed insieme a Reina hanno contribuito a determinareun clima di complessiva fragilit dalle parti dellaretroguardia. A rafforzare i problemi difensivi hannocontribuito anche gli errori dei terzini e la provanegativa di Jorginho, la prima della stagione, inimbarazzo al cospetto dellardore di Diawara, che neha impedito una ragionata gestione del pallone.In zona offensiva, poi, Sarri sta patendo una limitatapossibilit di ricorrere a cambi che possano dare unascossa alla gara. Hamsik, unico centrocampistaoffensivo in rosa, non ha alcun ricambio naturale, ed costretto a giocarle tutte con prevedibili conseguen-ze sulla sua lucidit. Con Gabbiadini out per infortu-

nio, manca unalternativa in attacco, che possaaffiancare Higuan in gare come quelle di Bolognanelle quali, nei minuti finali, serve anche buttarequalche pallone in area e sperare. Con i problemi fisi-ci patiti da Mertens, inoltre, a Sarri mancata nelleultime giornate una vera alternativa sulle due fasce,soprattutto a destra, dove un vero sostituto diCallejn non proprio presente nella rosa a suadisposizione.I tifosi azzurri possono comunque trovare una, sep-pur magra, consolazione nei due gol realizzati daHiguan nel finale della partita contro il Bologna.Seppur inutili ai fini della classifica finale, essi hannorappresentato una scossa in una gara in cui il Napolisembrava essersi arreso troppo facilmente, vittima diun calo atletico e psicologico che sarebbe stato moltopreoccupante senza la reazione finale. Le due reti delPipita consegnano alle cronache un Napoli comun-que vivo che, pur nella peggior gara della sua stagio-ne, ha rischiato di portare a casa un punto che allafine sarebbe stato pure meritato, nonostante i tantierrori, lapproccio sbagliato e la grande prestazionedegli avversari. Questo potrebbe consentire a Sarri eai suoi giocatori di passare oltre a questa debacle conpi facilit. Una grande squadra quella che riesce atrarre insegnamenti dalle sconfitte, studiandoneattentamente tutti gli aspetti, archiviandole e ripar-tendo con una ritrovata consapevolezza dei propripunti di forza e degli aspetti da migliorare. Daltraparte non pu essere una sola sconfitta a ridimensio-nare 105 giorni di imbattibilit ed una stagione, fino-ra, comunque esaltante. La partita contro la Romasar loccasione perfetta per rilanciare le ambizionidegli azzurri, che in ogni caso dovranno sempre tene-re i piedi ben piantati sul terreno, senza farsi vincere,nuovamente, dalla paura di volare.

di Tilde Schiavone

IL PERSONAGGIO 3

Higuain, Docet etImpera. Per il pipitaparlano i numeriIl Napoli da capolista soffre di vertigini! Non abituatoa reggere la pressione e la gara di Bologna lo ha sottoli-neato. Gli azzurri perdono dopo svariate partite la loroimbattibilit contro una squadra che lotta per non andarein B. Amiamo pensare che sia stato un incidente di per-corso, ne possono capitare, e preferiamo partire dalla garacon lInter, quella che per una settimana ha proiettato ilNapoli in testa alla classifica dando illusioni un po fretto-lose. Il Campionato resta appassionante, anzi, unCampionato cos bello e avvincente l Italia non lo ricor-dava da anni, e un Napoli cos,che riesce brillantemente aconiugare l estetica alla solidit non lo si ammirava datempo immemorabile!La squadra del Maestro Sarri stalasciando a bocca aperta tutti coloro che a inizio stagioneavevano storto il naso e abbozzato un ironico sorrisodinanzi a quel Napoli costruito, a loro dire, come unaprovinciale e affidato a un sempliciotto tosco napoleta-no che di grandi piazze e grandi squadre non ne capiva untubo e che, seguendo la scia del suo predecessore cosaavrebbe potuto fare se non condurre la sua nave, piena digente demotivata e disinteressata, verso l ennesima deri-va! Povero Sarri, affermavano costoroCome far afarsi ascoltare, per non dire rispettare da quei top playerscoi mal di pancia che non volevano altro che lasciare ilNapoli e il Vesuvio al termine della scorsa stagione!?Beh il tecnico naif con la tuta di tutto questo scetticismointorno alla sua professionalit e alla sua figura se ne fregato altamente ed andando avanti per la sua strada riuscito a modellare un team compatto ed affidabile cherispecchia il suo carattere e rispetta la sua persona, instau-rando con i suoi ragazzi un rapporto di stima reciproca edi fiducia e riuscendo, non utilizzando pozioni magichema semplicemente l intelletto e la sensibilit, oltre ovvia-mente alla sua competenza, a trarre da essi il meglio eanche di pi! Un nome su tutti? Gonzalo Higuain! Ilpipita non nemmeno un parente lontano dell atleta irri-tabile e inquieto di qualche mese fa.Intendiamoci, le suequalit nessuno le ha mai messe in discussione, le dotitecniche dellargentino sono mirabili ma nell impalpabi-le Napoli beniteziano in cui quasi nulla funzionava adovere il suo talento si perdeva nei meandri dell irrazio-nalit del tecnico spagnolo. Lincontro con Sarri statoper lui una benedizione e dall inizio di questo nuovo per-corso le sue prestazioni sono state un crescendo di prodi-gi che oltre ad essere tradotte in numeri resterannoimpressi indelebilmente nella memoria.Partita dopo par-tita il mostruoso Higuain andato imponendosi semprecon pi determinazione incidendo positivamente in ognigara, ed evolvendosi di prestazione in prestazione fino aconsacrarsi come fuoriclasse assoluto, come leader siatecnico che di cuore nella complicata gara interna contro

l Inter in cui caricandosi sulle spalle la squadra riusci-to, come il pi abile dei condottieri, a guidare il Napoliverso un importante vittoria che lo ha momentaneamen-te proiettato in una posizione di classifica in cui comin-ciava a diventare un po scomodo, ed intervenuto condue sue perle nella gara del DallAra, dalla quale, lo ricor-diamo, il Napoli esce sconfitto, permettendo agli azzurridi uscirne non eccessivamente ridimensionati visto chefino all 88 il match era fermo sul risultato di 3-0 per gliemiliani. Il Napoli pu riprendersi, daltra parte ha ungioco brillante e corale, diverte e si diverte riuscendo atenere alta la concentrazione, prolifico in attacco e gene-ralmente solido in difesa e poi ha qualcosa che gli altrinon hanno: il pipita Higuain che con i suoi numeri strabi-lianti, la tecnica, laltruismo, lo spirito di sacrificio che loporta a mettersi a servizio della squadra e ad improvvisar-si anche difensore e mediano, va consacrandosi matchdopo match, come uno degli attaccanti pi forti e comple-ti, non in Italia ma al mondo. Napoli serena perch sifida della sua squadra e dei suoi campioni e percepiscelattaccamento ai colori il San Paolo tornato a vestir-si a festa e cantare di gioia! Al termine di Napoli Interla gente non voleva saperne di andare via ed rimasta nelTempio a godersi ogni attimo di quell atmosfera gaia efestosaHiguain, il fuoriclasse, era l, sotto la curva acantare anche lui con la genteTante volte lo scorsoanno stato definito mercenario, oggi Gonzalo uno dinoi, un atleta che oltre a compiere egregiamente il suodovere ci mette il cuore e questo ce lo fa amare ancora dipi. Ripartiamo da qui, dalla gara contro i nerazzurriIlCampionato ancora lungo e gennaio vicino, le possi-bilit di rinforzare la rosa e di dar credito a un progetto cisono, tutto passa ora nelle mani di una Societ che nonpu a questo punto tirarsi indietro! Ora c la difficile garacon la Roma, il Napoli torner a brillare, speriamodisicuro la stella Higuain sar l a scintillare.

LANNO CHE VERR4

Direttore generaleVINCENZO LETIZIA

GraficaGIUSEPPE BIZZARRO

StampaGrafica Metelliana

Registrazione Trib. Napoli n. 47 del 07/05/2003

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