DDL 3390

Date post:01-Dec-2014
Category:
View:759 times
Download:5 times
Share this document with a friend
Description:
Norme per la promozione della soggettività femminile e contrasto al femminicidio
Transcript:
  • 1. Senato della RepubblicaDisegno di legge 3390 NORME PER LA PROMOZIONE DELLA SOGGETTIVIT FEMMINILE E PER IL CONTRASTO AL FEMMINICIDIOPrima firmataria Annamaria SERAFINIFINOCCHIARO, ADAMO, AMATI, ANDRIA, ANTEZZA, ARMATO, BASSOLI,BASTICO, BERTUZZI, BIANCO, BIONDELLI, BLAZINA, BUBBICO, CARLONI,CECCANTI, CHIAROMONTE, CHITI, CHIURAZZI, VINCENZO DE LUCA, DE SENA,DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DI GIOVAN PAOLO, DONAGGIO, FERRANTE,FIORONI, FONTANA, FRANCO, GARAVAGLIA, GHEDINI, GRANAIOLA,INCOSTANTE, LEGNINI, MARCENARO, MARINARO, MARITATI, MAZZUCONI,MICHELONI, MONACO, MONGIELLO, PASSONI, PEGORER, PERTOLDI,PIGNEDOLI, PINOTTI, ROSSI, SOLIANI, TOMASELLI, TREU, VITA26 novembre 2012
  • 2. RELAZIONEOnorevoli colleghi, necessaria una nuova legge organica per la promozione della soggettivit femminile e il contrastoal femminicidio, che abbia un approccio integrale e multidisciplinare e che sia formulata anchesecondo le pi recenti Convenzioni internazionali e le Raccomandazioni del Comitato CEDAW.Una proposta di legge in linea con le Raccomandazioni del Comitato CEDAWLa Convenzione sullEliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW-Convention Eliminating All Forms of Discrimination Against Women), adottata nel 1979dallAssemblea generale delle Nazioni Unite, viene intesa comunemente come carta internazionaledei diritti per le donne. Secondo lart. 1 la discriminazione comprende la violenza di genere, vale adire, la violenza che diretta contro le donne in quanto donne, o che colpisce le donne in modosproporzionato. Vi rientrano le azioni che procurano sofferenze o danni fisici, mentali o sessuali,nonch la minaccia di tali azioni, la coercizione e la privazione della libert.LItalia ha ratificato la CEDAW il 10 giugno 1985 e aderito al Protocollo Opzionale il 29 ottobre2002. Gli Stati che hanno ratificato la CEDAW e le altre carte regionali, si sono assunti un obbligoben preciso: adoperarsi affinch le donne abbiano cittadinanza, ovvero affinch possano in concretogodere dei loro diritti fondamentali. Il che implica per lo Stato lobbligo di attivarsi per rimuoverele situazioni discriminatorie, non solo attraverso modifiche normative ma anche e soprattuttopromuovendo un cambiamento culturale, stabilendo che la libert di scelta della donna, la suaintegrit psico-fisica, sono valori assoluti da riconoscere.Per muoversi nello spirito delle Raccomandazioni del Comitato CEDAW necessario un interventolegislativo organico e integrato che agisca su vari piani: culturale, formativo, legislativo e chesoprattutto abbia un forte impatto sulla societ. Anche perch, come scritto nel Preambolo dellaCEDAW:" Le pratiche discriminatorie ostacolano la partecipazione delle donne ad ogni aspettodella vita del proprio paese in condizioni di parit con gli uomini, il che intralcia la crescita delbenessere delle societ e delle famiglie.La violenza alle donne come genocidio nascostoLa violenza oggi non solo residuale. piuttosto una nuova risposta a cambiamenti introdotti dalledonne. La violenza maschile sulle donne la prima causa di morte delle donne in tutta Europa e nelmondo. La violenza alle donne come genocidio nascosto - per dirla come Amartya Sen - non unresiduo del passato e non va assolutamente sottovalutata. Dietro il femminicidio introdotto neldibattito nazionale ed internazionale c non solo lomicidio di donne - in questo caso si parla difemmicidio, che concetto diverso - ma la continua erosione della loro dignit, il tentativo dinegare la piena espressione della loro personalit. Il femmicidio costituisce solo la cima di unenorme iceberg sommerso che il femminicidio.La violenza sulle donne non solo il frutto di unaggressione individuale. Esiste una dimensionesociale della violenza e il fatto che gran parte della violenza si svolga in famiglia significa che ladimensione sociale include i rapporti coniugali, tra partner e genitoriali. Solo uninfinitesima partedegli aggressori affetta da alterazioni pi o meno momentanea (alcolisti, tossicodipendenti,persone con problemi mentali); un fenomeno trasversale a ceti ed ambienti e bisogna andare afondo per capire perch cittadini ritenuti assolutamente normali, di ogni professione e livelloculturale, attaccano lidentit delle loro mogli o compagne e perch provano, e spesso riescono, adumiliarla e distruggerla.26 novembre 2012
  • 3. Femmicidio e femminicidioGi nel 1995, la IV Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite defin la violenza di genere come ilmanifestarsi delle relazioni di potere storicamente ineguali fra donne e uomini. Lelaborazioneteorica accademica utilizza il concetto di femminicidio per identificare le violenze fisiche epsicologiche contro le donne che avvengono in (e a causa di) un contesto sociale e culturale checontribuisce a una sostanziale impunit sociale di tali atti, relegando la donna, in quanto donna, a unruolo subordinato e negandone, di fatto, il godimento dei diritti fondamentali. Il termine il fruttodella collaborazione tra istituzioni accademiche, enti non governativi e movimenti in difesa deidiritti delle donne; da questa congiuntura di idee e competenze nasce una nuova prassi e unfondamentale sviluppo concettuale.Il concetto di femminicidio comprende, infatti, non solo luccisione di una donna in quanto donna(femmicidio), ma ogni atto violento o minaccia di violenza esercitato nei confronti di una donna inquanto donna, in ambito pubblico e/o privato, che provochi o possa provocare un danno fisico,sessuale o psicologico o sofferenza alla donna. Luccisione della donna quindi solo una delle sueestreme conseguenze, lespressione pi drammatica della diseguaglianza esistente nella nostrasociet.Lantropologa messicana Marcela Lagarde, fra le teoriche del concetto di femminicidio, sottolineail carattere strutturale del problema evidenziando come La cultura in mille modi rafforza laconcezione per cui la violenza maschile sulle donne un qualcosa di naturale, attraverso unaproiezione permanente di immagini, dossier, spiegazioni che legittimano la violenza, siamo davantia una violenza illegale ma legittima, questo uno dei punti chiave del femminicidio. E, infatti,proprio il contesto culturale ad implicare la sostanziale impunit sociale e la normalizzazione delfenomeno che legittimano il femminicidio, soprattutto quando le istituzioni si mostrano inadeguatead affrontarne la drammaticit e specificit.Occorre una nuova stagione delle relazioniMolti studi dicono che la violenza sulle donne non mai reazione ad un torto e neanche e soltantolo sfogo maschile a proprie insoddisfazioni o frustrazioni. molto di pi. Richiama un livelloqualitativamente diverso. Attiene a profonde motivazioni culturali, ai modelli del rapporto tra igeneri, tra le persone. Per questo la violenza oggi non purtroppo frutto di arcaismi. La violenza intutte le sue forme piuttosto un modo per riappropriarsi di un ruolo gerarchicamente dominante acui sono connessi privilegi. Ma soprattutto crisi didentit. Il punto vero la crisi di identit nellerelazioni tra uomini e donne, nel campo pi intimo della relazione, nella relazione amorosa.Occorre una nuova grammatica delle relazioni. A fronte di una nuova identit femminile stenta adaffermarsi una nuova identit maschile in grado di porvisi in relazione.La radice della moderna violenza sta nella fragilit dei ruoli e nella fragilit della relazione. Ancoranon abbiamo conseguito una forma di relazione tra soggetti autonomi che siano in grado di stare sudi un piano di pari autonomia e dignit. Per questo dobbiamo compiere un salto di qualit nellabattaglia culturale, nellassunzione di responsabilit dello Stato, perch la violenza ha radicimoderne e non quindi frutto di arcaismi. Un salto di qualit nellazione, perch c un salto diqualit nella violenza, non gi azione residuale di un mondo arretrato, bens risposta nuova di unaconsapevolezza nuova delle donne rispetto ai loro diritti.Un fenomeno in gran parte ancora sommersoDagli studi e dai media emerge un panorama inquietante di un fenomeno in gran parte ancorasommerso. "E violenza di genere sostiene Linda Sabbadini, direttore del dipartimento per leStatistiche sociali e ambientali dellIstat - perch le donne la subiscono in quanto donne, in relazionealla loro diversit sessuale. E la violenza dellintimit e non dellestraneit, la violenza di chi pensi26 novembre 2012
  • 4. che ti ami e non di chi ritieni sia un nemico. E una violenza vissuta in solitudine che non vienedenunciata nella quasi totalit dei casi".Da ulteriori studi si constatato che gran parte delle donne uccise lo sono per mano del marito odel partner. Ma questa ancora violenza rumorosa, eclatante. Come lo quella legata agli stuprietnici e alla prostituzione coatta, moderna forma di tratta delle bianche. purtroppo solo una minima parte delle violenze. La gran parte della violenza per silenziosa enon si lascia rinchiudere, in modo rassicurante, nelle gabbie delle patologie o del mondo esternocattivo. Le case e i centri delle donne ci dicono poi che i dati sono sempre in difetto rispetto allerealt. Infatti nei maltrattamenti e negli abusi intrafamiliari una percentuale molto alta non vienedenunciata allautorit giudiziaria o alla denuncia seguono spesso periodi cos lunghi di violenzamorale che poi (in particolare per violenze non di tipo sessuale) molto difficile procedere. Lalenta reattivit dellordinamento e della risposta giudiziaria espone le donne a ulteriore violenza e leinduce a
Embed Size (px)
Recommended