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5 Obiettivi Daniela Carraro, Direttore Generale · L’Ulss 4 ha aderito inoltre alla Giornata...

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BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI 59 5 Obiettivi Daniela Carraro, Direttore Generale Quali sono i principi che ispirano l’operare dell’Ulss 4 per la tutela ed il miglioramento della salute dei i cittadini dell’Alto Vicentino? L’Ulss 4 si ispira, in collaborazione con le altre Istituzioni e con le Organizzazioni sociali, ai principi, alle strategie ed alle azioni prioritarie, fissate dalla Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) nella Carta di Ottawa 1 , le quali mantengono ancora oggi tutto il loro valore. Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono riconosciute essere: la pace, l’abitazione, l’educazione, il cibo, il reddito, un ecosistema stabile, l’uso sostenibile delle risorse, la giustizia sociale e l’equità. Tutti i miglioramenti della salute richiedono un sicuro fondamento in questi prerequisiti. Le principali strategie da mettere in campo, utili nella pratica quotidiana di tutti coloro che si occupano di salute, sono: lanciare e sostenere l’idea della salute, lavorare per l’equità nelle opportunità di salute; rendere capaci le persone di migliorare la salute propria e della comunità; mediare tra gli interessi diversi esistenti nella società. Le azioni prioritarie che le Istituzioni e le Organizzazioni sociali sono chiamate a realizzare sono: - Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza. - Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci. - Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale. - Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana. - Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità. 1 Nel settembre del 1986 si tenne ad Ottawa la prima Conferenza Internazionale per la Promozione della Salute, in cui furono definite le azioni necessarie per raggiungere la salute per tutti. Carta di Ottawa
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BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

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5 Obiettivi

Daniela Carraro, Direttore Generale

Quali sono i principi che ispirano l’operare dell’Ulss 4 per la tutela ed il miglioramento della salute dei i

cittadini dell’Alto Vicentino?

L’Ulss 4 si ispira, in collaborazione con le altre Istituzioni e con le Organizzazioni sociali, ai principi, alle

strategie ed alle azioni prioritarie, fissate dalla Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) nella Carta di

Ottawa1, le quali mantengono ancora oggi tutto il loro valore.

Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono riconosciute essere: la pace, l’abitazione,

l’educazione, il cibo, il reddito, un ecosistema stabile, l’uso sostenibile delle risorse, la giustizia sociale e

l’equità. Tutti i miglioramenti della salute richiedono un sicuro fondamento in questi prerequisiti.

Le principali strategie da mettere in campo, utili nella pratica quotidiana di tutti coloro che si occupano di

salute, sono: lanciare e sostenere l’idea della salute, lavorare per l’equità nelle opportunità di salute;

rendere capaci le persone di migliorare la salute propria e della comunità; mediare tra gli interessi diversi

esistenti nella società.

Le azioni prioritarie che le Istituzioni e le Organizzazioni sociali sono chiamate a realizzare sono: - Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza. - Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci. - Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale. - Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana. - Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità.

1 Nel settembre del 1986 si tenne ad Ottawa la prima Conferenza Internazionale per la Promozione della Salute, in cui furono

definite le azioni necessarie per raggiungere la salute per tutti.

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L’Ulss 4 ha adottato un sistema di misurazione e valutazione delle attività realizzate?

L’Ulss 4, secondo quanto definito dal D.Lgs. 150/2009, ha individuato un sistema di definizione, misurazione

e valutazione dei risultati organizzativi. Tale percorso è iniziato con l’adozione del “Documento Direttive” in

cui sono state indicate le linee strategiche ed operative per l’anno 2013. Nella stesura del documento si è

tenuto conto degli obiettivi assegnati dalla Regione Veneto alle Aziende Sanitarie2, anticipati prima

dell’approvazione formale.

Partendo dal Documento delle Direttive ha preso avvio la traduzione degli obiettivi strategici in obiettivi

operativi collegando la dimensione economico-finanziaria della gestione e la dimensione organizzativa con

le dimensioni della tutela della salute, la soddisfazione dei cittadini ed il coinvolgimento degli operatori.

Gli obiettivi, definiti con il coinvolgimento di tutti i profili professionali appartenenti all’Unità Operativa,

sono stati negoziati e concordati dai Responsabili di Struttura e dalla Direzione aziendale.

Nel 2014 l’Ulss 4 ha verificato il raggiungimento degli obiettivi di budget per tutte le strutture aziendali e ha

rendicontato un preconsuntivo del raggiungimento degli obiettivi regionali riferiti all’anno 2013.

L’Organismo Indipendente di Valutazione ha valutato positivamente la Relazione sulla Performance per

l’anno 2013 predisposta dall’Ulss4.

1 Obiettivi strategici e operativi

La Direzione individua annualmente le priorità aziendali su cui tutti gli operatori sono

chiamati a focalizzare il loro operato; inoltre assegna ad ogni Unità Operativa gli

obiettivi, gli indicatori e gli standard da raggiungere. Per il 2013 sono stati individuati 4

ambiti di priorità e i relativi obiettivi strategici.

Tabella 5.1 Performance organizzativ. Anno 2013. Ulss 4

Obiettivi Risultati

Ambito I - Valorizzazione e motivazione del personale 84,5%

L.R. 22/ accreditamento e qualità 68,9%

Formazione 100,0%

Sistema di Gestione della Sicurezza 99,6%

Ambito II - Soddisfazione dei Cittadini e dei Portatori di interessi nella comunità 85,8%

Tempi di attesa e presa in carico 78,2%

Valutazione qualità percepita 91,8%

Ambito III - Prospettiva dei risultati di salute 84,8%

Sicurezza paziente 72,6%

Efficacia dei trattamenti 87,5%

Appropriatezza 88,6%

Ambito IV - Prospettiva economica, finanziaria ed organizzativa 93,8%

Obiettivi Regionali 100,0%

Attività di ricovero 94,5%

Attività ambulatoriali/Ps 97,8%

Efficienza organizzativa 90,8%

Efficienza finanziaria 93,0%

Efficienza nell'uso dei fattori produttivi 87,1%

Partecipazione allo sviluppo della "cartella clinica" 100,0%

TOTALE 88,5%

di cui: Ospedale 85,9% Territorio 84,0% Prevenzione 93,1% Servizi di supporto 92,3%

2 DGRV n. 1237 del 16 luglio 2013

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Procedure: documenti che descrivono

dettagliatamente e sequenzialmente le azioni,

supportate scientificamente, necessarie per

l'esecuzione di una specifica attività.

Rischio clinico: probabilità che un paziente sia

vittima di un evento avverso e subisca un

danno o un disagio imputabile, anche se in

modo involontario, ad un trattamento

sanitario prestato durante la degenza, capace

di causare un prolungamento della stessa, un

peggioramento dello stato di salute o,

addirittura, la morte.

Tra tali obiettivi è opportuno soffermarsi su alcuni particolarmente significativi per

l’impegno che hanno richiesto: la sicurezza del paziente, gli obiettivi regionali.

Sicurezza paziente

L’Ulss 4 nel 2013 ha definito alcune procedure operative al

fine di ridurre il rischio clinico legato all’attività sanitaria. A tal

fine sono stati istituiti dei gruppi di lavoro e realizzati specifici

momenti formativi rivolti agli operatori, a cui è seguito

un’osservazione sul corretto utilizzo degli strumenti adottati.

A titolo esemplificativo sono state predisposte:

• raccomandazioni corretta identificazione paziente e sito

chirurgico;

• raccomandazioni prevenzione reazione trasfusionale;

• raccomandazioni prevenzione morte o danno da farmaci;

• raccomandazione prevenzione e gestione della caduta del

paziente nelle strutture sanitarie;

• manuale per la sicurezza in sala operatoria.

L’Ulss 4 ha aderito inoltre alla Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani, svoltasi il 5

Maggio, per incentivare il frizionamento delle mani sia nelle stanze di degenza per

pazienti e visitatori, sia all’ingresso dell’Ospedale. Il lavaggio delle mani, riconosciuto

come il più importante metodo di controllo e prevenzione delle infezioni nelle

organizzazioni sanitarie, è in grado di ridurre le infezioni correlate all’assistenza del 15 -

30%.

Nell’ottica di garantire una corretta e completa informazione agli utenti sul livello di

sicurezza delle cure presente nell’Ulss 4, è stata realizzata una pagina web all’interno del

sito aziendale. L’utenza può quindi reperire guide utili per l’assistenza a casa del

paziente, indicazioni per l’uso corretto di farmaci, una guida per il paziente oncologico,

informazioni utili per i famigliari ed i pazienti stessi, per gli operatori, ecc.

Tutte le guide riportate sono conformi a quanto previsto dal Ministero per la Salute.

Sono reperibili sul sito aziendale alla voce:

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/Azienda/sicurezza_paz

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Obiettivi regionali

La Regione Veneto, con DGRV 1237/2013, ha definito obiettivi ed indicatori di

performance per le varie aree di attività e di intervento delle aziende sanitarie.

Allo stato attuale l’Ulss 4 ha una percentuale di raggiungimento deli obiettivi pari al 90%

(67,83 punti su 75 punti assegnabili).

Tabella 5.2 Riepilogo obiettivi assegnati DGRV 123/2013 e valutazione aziendale Ulss 4. Anno 2013.

Co

d.

Descrizione Obiettivi Obiettivo regionale

Valutazione aziendale

A - OSSERVANZA DELLE LINEE GUIDA ED INDIRIZZI IN MATERIA DI CONTROLLO E DI PROGRAMMAZIONE DELL'ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI

8 8 100%

A.1 Adeguamento della organizzazione distrettuale agli indirizzi previsti dalla LR n.23/2012 PSSR 2012-2016

2 2

A.2 Sviluppo delle cure primarie attraverso l’implementazione diffusa del modello di medicina di gruppo integrata:

2 2

A.3 Adeguamento della organizzazione ospedaliera agli indirizzi previsti dalla LR n.23/2012 PSSR 2012-2016

2 2

A.4 Valutazione e monitoraggio dell’attuazione del Piano di Zona 2 2

B - CORRETTA ED ECONOMICA GESTIONE DELLE RISORSE ATTRIBUITE ED INTROITATE 5 5 100%

B.1 Riduzione prezzi di acquisto all'interno delle soglie di prezzo unitario di riferimento Regionale, come indicato dai documenti dell'Osservatorio Prezzi (OPRVE)

3 3

B.2 Sviluppo del Sistema di Controllo Interno Revisione di Bilancio ed Autoassicurazione 2 2

C - OBIETTIVI DI SALUTE E FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI 12 12 100%

C.1 Copertura Vaccinazioni già Obbligatorie e Screening Oncologici 3 3

C.2 Sicurezza sul Lavoro 1 1

C.3 Ottimizzazione del Tasso di ospedalizzazione 2 2

C.4 Aumento dell'appropriatezza dell'attività di Ricovero 2 2

C.6 Adesione al Percorso di Monitoraggio degli Indicatori di Qualità dell'Assistenza Sanitaria (definizione indicatori: 1° incontro a settembre)

2 2

C.7 Sperimentazione Clinica ed Aumento delle segnalazioni ADR per farmaci e vaccini 2 2

D - EQUILIBRIO ECONOMICO 30 30 100%

D.1 Rispetto dei Tetti ex DGR 2864/2012 15 15

D.2 Equilibrio Economico-Finanziario 15 15

E - LISTE D'ATTESA 12 5 42%

E.1 Piena implementazione delle modalità organizzative ed erogative per il contenimento dei tempi d'attesa secondo le disposizioni della DGR 320/2013

7

E.2 Ottimizzazione del Numero di Prestazioni per Abitante 3 3

E.3 Inserimento dei privati convenzionati nel CUP Aziendale secondo la programmazione aziendale 2 2

F - RISPETTO DEI CONTENUTI E DELLE TEMPISTICHE DEI FLUSSI INFORMATIVI RICOMPRESI NEL NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO

8 7,83 98%

F.1 Adempimenti Questionario LEA 2 2

F.2 Implementazione del FSE (DGR 1671/2012) 2 1,83

F.3 Dematerializzazione della ricetta cartacea (Decreto MEF del 2 novembre 2011) 1 1

F.4 Qualità dei flussi informativi relativi ai Beni Sanitari 1 1

F.5 Adempimenti in materia di gestione informatica della residenzialità extraospedaliera (anziani e disabili) come da DGR 2961 e 2960 del 28 Dicembre 2012 e da comunicazione del Segretario del 7 Gennaio 2013 (prot. 6102 Cl E900).

1 1

F.6 Implementazione tempestiva del flusso informativo delle Cure Domiciliari secondo il tracciato della DGR 2372

1 1

TOT PUNTI COMPLESSIVI 75 67,83 90%

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Punti di eccellenza

Il tasso di ospedalizzazione standardizzato (numero di ricoveri per 1.000 abitanti) ha

mantenuto il trend in diminuzione degli anni precedenti attestandosi al 117.5‰,

pertanto si mantiene più basso dello standard regionale del 140‰ previsto come

obiettivo del 2013.

La percentuale di ricoveri in Day Hospital medico con finalità diagnostica è pari a

25.10%, nettamente inferiore al valore soglia del 40%. Tale risultato è ottenuto

attraverso l’attenta valutazione delle tipologie di ricovero.

L’ottimizzazione del numero di prestazioni specialistiche per abitante, ha un valore pari

a 3,55 (valore soglia 4). Il risultato conferma pertanto l’impegno profuso dall’Ulss 4 per

gestire al meglio la domanda.

Gli screening oncologici presentano livelli di adesione nettamente superiori ai valori

soglia regionali.

Punti di miglioramento

Il contenimento dei tempi d’attesa richiesto dalla Regione Veneto è stato raggiunto per

il 42% e quindi non è stato soddisfatto integralmente l’obiettivo regionale.

L’azione più importante di carattere organizzativo è stata l’individuazione per ogni

reparto ospedaliero di una persona denominata “regista” con il compito specifico di farsi

carico delle richieste di prestazioni che, non trovando collocazione entro i tempi stabiliti,

sono posizionate, da parte del personale del CUP, all’atto della prenotazione, in

specifiche liste di appoggio. Questa soluzione ha consentito di avere una situazione

sempre aggiornata delle prestazioni che potevano risultare fuori standard, ma

soprattutto ha responsabilizzato maggiormente i Servizi e le Unità Operative nel

collaborare per trovare le modalità e gli spazi di erogazione.

Contemporaneamente è proseguita in diverse sedi ed occasioni la sensibilizzazione dei

medici di famiglia nell’ apposizione del quesito diagnostico in ricetta come elemento

essenziale nella valutazione dell’appropriatezza della tempistica della prestazione.

I risultati di tali azioni poste in essere nelle seconda metà dell’anno sono evidenti e nei

primi mesi del 2014 si registra un miglioramento dei tempi di erogazione delle

prestazioni garantite.

2 Indicatori di salute e di servizi

A livello nazionale la valutazione e comparazione dell’attività sanitaria è stata sviluppata

dal Laboratorio di Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore di Sant’Anna di

Pisa tramite il progetto “Network delle Regioni”, a cui la Regione Veneto ha aderito a

partire dal 2012.

L’obiettivo del progetto è fornire un quadro dell’andamento del sistema sanitario

regionale e delle aziende operanti nelle diverse Regioni attraverso il confronto di

indicatori condivisi. Le dimensioni di analisi riguardano:

1. valutazione dello stato di salute della popolazione,

2. capacità perseguimento degli obiettivi regionali,

3. valutazione socio-sanitaria,

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4. valutazione esterna,

5. valutazione interna,

6. valutazione economico finanziaria ed efficienza operativa).

Il “Network delle Regioni” consente di valutare le performances sanitarie delle 10

regioni italiane aderenti e delle singole Ulss, nonché di effettuare il confronto tra le

diverse realtà.

Con modalità condivise sono calcolati circa 160 indicatori, raggruppati in indicatori

bersaglio di sintesi, rappresentati nella forma grafica del bersaglio, con 5 fasce di

valutazione: le fasce verdi indicano i punti di forza, le fasce rossa ed arancio evidenziano

le aree di miglioramento.

Dall’analisi dei dati provvisori 2013 emerge che il 54% degli indicatori bersaglio dell’Ulss

4 si collocano nella fascia ottima/buona, il 26% nella fascia intermedia e il 19% nella

scarsa/pessima.

Grafico 5.1 Bersaglio Ulss 4. Dati provvisori Anno 2013.

Performance ottima Performance buona Performance media Performance scarsa Performance molto

scarsa

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Tabella 5.3 “Network delle Regioni”, indicatori Ulss 4 e Regione Veneto. Dati provvisori Anno 2013.

I dati 2013 non sono confrontabili con il 2012 in quanto sono stati inseriti nuovi

indicatori e sono state apportate alcune modifiche nella metodologia di calcolo degli

indicatori.

I dati relativi al 2013 evidenziano come punti di forza: lo screening oncologico, la

capacità di governo della domanda, l’efficienza pre-operatoria, la gestione della salute

mentale, la percentuale di dimissioni ospedaliere volontarie.

Le aree di miglioramento sono invece relative a: mortalità per patologie circolatorie e

controllo del dolore.

I dati sono utilizzati dall’Ulss 4 per avviare un processo interno di miglioramento

formalizzato attraverso il Piano della Performance 2014 e la contrattazione di budget.

Ulss 4 Veneto Ulss 4 Veneto

A - Stato di salute della popolazione

A1 Mortalità Infantile 1,50 2,67 A4 Mortalità per suicidi 5,60 6,20

A2 Mortalità per tumori 158,10 163,40 A6 Stili di vita 2,47 2,55

A3 Mortalità per patologie circolatorie

171,40 147,50 A7 Speranza di vita 3,36 3,38

B - Capacità perseguimento orientamenti regionali

B4 Controllo del dolore 0,99 2,88 B7 Copertura vaccinale 3,08 3,23

B5 Screening oncologici 5,00 4,26

C – Valutazione socio sanitaria

C1 Governo della domanda 4,57 4,10 C10 Percorso oncologico Osserva-zione

Osserva-zione

C2a Efficienza degenza ospedaliera (in fase di rivisitazione)

0,47 0,66 C11a Efficacia assistenziale delle patologie croniche

2,88 2,99

C3 Efficienza pre-operatoria 0,40 0,86 C13a Appropriatezza Risonanza. Magnetica muscolo-scheletrica negli anziani

2,14 0,96

C14 Appropriatezza medica 3,13 2,73 C15 Salute mentale 5,00 4,45

C4 Appropriatezza chirurgica 2,83 2,95 C16 Pronto soccorso 3,40 3,90

C5 Qualità clinica 3,10 3,04 C17 Volumi erogati ND ND

C7 Percorso materno infantile 2,57 2,74 C18 Appropriatezza chirurgia elettiva

3,98 3,56

C8a Integrazione ospedale-territorio

3,77 3,00 C19 Esiti -0,04 0,04

C9 Appropriatezza prescrittiva farmaceutica

3,61 3,19

D – Valutazione esterna

D9 % abbandoni dal pronto soccorso

1,63 2,68 D18 % dimissioni ospedaliere volontarie

0,26 0,61

F – Valutazione economico finanziaria ed efficienza operativa

F10 Spesa farmaceutica territoriale pro-capite

148,13 165,09 F17 Costo sanitario pro-capite 1.668,55 1.787,02

F12a Efficienza prescrittiva farmaceutica

2,66 2,53 F18 Costo medio assistenza ospedaliera

1,18 2,16

F15 Sicurezza sul lavoro 2,63 2,58 F19 Costo medio per prestazione diagnostica ponderato

0,70 1,29

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3 Indicatori di efficienza e di costo per paziente

Analisi del costo per paziente (ACG)

ACG è un sistema di raggruppamento che stratifica gli assistiti in base alle malattie co-

presenti in ogni persona, mappandone così la distribuzione nel territorio e l’impatto

sull’utilizzo delle risorse sanitarie.

Utilizzando i dati provenienti dai flussi informativi aziendali (diagnosi, farmaci, costi),

misura lo stato di salute della popolazione raggruppando le diagnosi di malattia e l’uso di

farmaci in gruppi clinicamente coerenti, assegnando ciascun individuo a una singola

categoria, o gruppo ACG, che rappresenta una misura relativa del consumo atteso di

risorse sanitarie.

Metodologicamente il sistema ACG raggruppa i pazienti in 93 gruppi distinti

rappresentando il mix di patologie che la persona sperimenta nel suo percorso che si

snoda tra visite, luoghi di cura e diversi fornitori di servizi sanitari (medici di famiglia,

dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale, privato accreditato, altri convenzionati).

In ciascun gruppo, quindi, gli utenti presentano problemi simili per impatto assistenziale.

Grafico 5.2 Sistema ACG – Input e output.

Il sistema ACG, una volta identificati e mappati i gruppi di soggetti con bisogni

assistenziali più complessi, offre l’opportunità di inserire questi soggetti in programmi

professionali di gestione del caso - “case management” con l’integrazione di Medico di

Medicina Generale, infermiere territoriale e famiglia dell’assistito.

La capacità predittiva dell’analisi ha permesso di evidenziare nell’Ulss 4 n. 973 casi

complessi con una probabilità di ricovero a 12 mesi maggiore del 30% (384 ricoveri

attesi).

Per l’Ulss 4 l’analisi evidenzia interessanti informazioni soprattutto per quelle patologie

di minor gravità che, non richiedono il ricovero in ospedale o la certificazione di

esenzione o il ricorso al Pronto Soccorso, ma che comunque riguardano una quota

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rilevante di popolazione e individuano in modo più preciso i problemi di salute associati

all’utilizzo dei farmaci.

Nelle diagnosi farmaco correlate, la prevalenza in Ulss 4 è superiore alla media delle

aziende sperimentatrici per l’ipertensione, per le malattie dell’apparato respiratorio e

per i fattori psicosociali o legati alla depressione; è inferiore per le malattie respiratorie

e per le malattie legate al metabolismo lipidico (es. diabete).

Analisi del costo per episodio di ricovero (CSO)

L’Ulss 4 ha aderito nel 2013 al N.I.San. - Network Italiano Sanitario per la condivisione

dei costi standard, degli indicatori e dei risultati – e adottato lo strumento del CSO,

Controllo Strategico Ospedaliero, grazie al quale è possibile confrontare il proprio livello

di efficacia/efficienza nell’utilizzo delle risorse umane e materiali con quello di altre

realtà del mondo sanitario italiano.

Il sistema CSO permette:

- il calcolo del costo dell’attività ospedaliera e l’analisi di benchmarking tramite il

confronto tra costi aziendali per i dimessi dagli ospedali dell’Ulss 4 ed i costi medi delle

aziende del N.I.San.;

- l’analisi degli interventi chirurgici in sala operatoria e per le prestazioni per ricoverati

fornite da unità diverse da quella di dimissione;

- l’elaborazione e l’analisi dell’organizzazione dei fattori produttivi.

Il 2013 è stato l’anno di avvio per la riflessione sui costi dell’attività ospedaliera.

Partendo dall’analisi del singolo episodio di ricovero si è ad esempio analizzato il costo

medio di una donna dimessa da Ostetricia e Ginecologia per capire se e quanto si

discosta dalla media N.I.San. nonché per individuare per quale raggruppamento

omogeneo di diagnosi i costi si discostano in modo significativo dal dato di confronto.

Tabella 5.4 Costo medio di una donna dimessa da Ostetricia-Ginecologia per tipologia di raggruppamento di

diagnosi. Anno 2012. Ulss 4.

Nr. Dimessi Costo medio Ulss4

Costo medio Benchmarking

Var. % Bench/Ulss

Tutti i ricoveri 3.177 € 2.228,60 € 2.196,09 -1,46%

Tutti i ricoveri eccetto parto naturale

1.893 € 2.432,30 € 2.088,31 -16,47%

Tutti i ricoveri eccetto parti (naturale e cesareo)

1.432 € 2.008,12 € 1.828,39 -9,83%

Parti naturali 1.284 € 1.928,30 € 2.354,97 18,12%

Parti cesarei 461 € 3.750,10 € 2.895,71 -29,51%

Andando ad analizzare più nel dettaglio i 1.432 ricoveri (eccetto parti naturali e cesarei)

si può capire quale tipo di attività e quale fattore produttivo determina lo scostamento

del -9.83% rispetto al Benchmark N.I.San.

Nello specifico lo scostamento è determinato dagli “interventi chirurgici in sala

operatoria” che impiegano risorse superiori in Ulss 4 rispetto agli altri ospedali per

“Personale medico”, “Altre figure professionali” e “Farmaci”.

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Grafico 5.3 Analisi dimessi (esclusi parti) Ostetricia-Ginecologia. Anno 2012. Ulss 4.

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Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che

devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza.

Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci.

Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità.

Carta

di Ottawa

Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale.

Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

70

Roberto Toffanin, Direttore Sanitario Che cosa significa per l’Ulss 4 “riorientare i servizi sanitari”?

Riorientare i Servizi Sanitari significa innanzitutto erogare le prestazioni efficaci, quelle cioè che migliorano

la salute dei cittadini e degli utenti: è necessario combattere invece le prestazioni inutili o perfino dannose

per la salute, indotte dal consumismo sanitario. Le prestazioni efficaci dobbiamo cercare di erogarle con

efficienza e con appropriatezza, fornendo la prestazione nel tempo giusto, alla persona giusta, con il costo

minimo.

Significa in secondo luogo sviluppare l’assistenza primaria, volgarmente chiamata “assistenza territoriale”,

che dà i maggiori vantaggi per i cittadini in termini di durata e di qualità della vita.

Quali sono le principali azioni attivate per porre l’attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto

nella sua interezza?

Il trasferimento nel nuovo ospedale ha rappresentato una profonda modifica organizzativa con il passaggio

di tutto il sistema sanitario locale ad un’organizzazione per “intensità di cure” ove il fulcro è rappresentato

dalla persona e dai suoi bisogni. Il passaggio, non certo facile nella sua immediata applicazione, ha

necessitato nel 2013 di un continuo monitoraggio e rivalutazione per meglio rispondere alle esigenze

dell’utenza in termini di efficienza ed efficacia. Si citano per l’innovazione organizzativa e dei servizi:

SOAP – E’ Struttura Operativa per l’Accettazione e la Programmazione clinico assistenziale di 22 posti

letto e ospita, in un arco temporale di 1-4 giorni, pazienti con diagnosi di entrata che necessita di

definizione. Il servizio individua l’appropriato percorso assistenziale per le singole patologie, sia ospedaliero

che territoriale

DID – Avviato a novembre 2013, il nuovo reparto di Degenza a Integrazione Didattica, con iniziali 8 posti

letto, è strutturato secondo un progetto unico in Veneto, in collaborazione con l'Università di Padova.

Caratteristica del reparto è di ospitare i pazienti che hanno superato la fase acuta, quindi con situazione

clinica stabilizzata, che necessitano ancora di assistenza infermieristica (igiene personale, mobilizzazione,

alimentazione, educazione alla salute, capacità di autocura) e non possono ancora essere dimessi. Sono in

essa impegnati anche studenti e tirocinanti del Corso di laurea in infermieristica. Il ricovero in DID deve

quindi facilitare il recupero funzionale ed il rientro a domicilio o l’inserimento in altri percorsi assistenziali

territoriali.

PMA - Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Ulss 4 è l’unico pubblico della provincia di

Vicenza; è competente a risolvere l’infertilità grazie al percorso della procreazione assistita. Il Centro offre

colloqui medici, visite, approfondimenti diagnostici, consulenze di esperti (quali urologo, endocrinologo e

psicologo), dopo i quali il ginecologo e il biologo discutono con la coppia le terapie più idonee ai fini

dell’ottenimento di una gravidanza.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

71

Il 15 novembre 2013 è stato inaugurato il nuovo Ospedale Alto Vicentino, struttura innovativa, antisismica, tecnologicamente all’avanguardia, che garantisce il massimo livello assistenziale ai pazienti e i migliori strumenti diagnostici e terapeutici agli operatori. L’Ospedale dell’Alto Vicentino, dotato di 470 posti letto, è destinato all’acuzie, all’assistenza in emergenza e alle attività di ricovero programmato.

La piattaforma produttiva della degenza si basa sulla definizione di intensità/complessità di cura ed assistenza. L’Ospedale è dotato di: - 13 sale operatorie e 2 sale

cesareo - 8 sale endoscopiche

(endoscopia digestiva, isteroscopia, uroscopia, broncoscopia)

- 6 sale parto - 6 sale radiografiche tradizionali

(3 sale dirette, 1 morfo-

funzionale, 1 radiologica dentale, 1 densitometria ossea)

- area TAC (2 sale diagnostiche) - area Risonanza magnetica - area eco/doppler (2 sale) - area mammografica (1 sala

mammografica interventistica ed 1 sala ecografica)

- 1 sale di interventistica ecoguidata.

L’area Pediatrica è dotata di 6 incubatrici, 3 isole neonatali e 34 culle.

AREA MATERNO – INFANTILE

AREA CRITICA AREA CHIRURGICA

AREA MEDICA

Ospedale

Alto Vicentino

AREA SERVIZI DIAGNOSTICI

AREA RIEDUCAZIONE

FUNZIONALE

POLIAMBULATORI AREA SALUTE MENTALE

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

72

1 Ospedale

1. Area Critica

L’Area Critica comprende: - Pronto Soccorso e 118, Osservazione

Breve Intensiva (OBI)

- Terapie Intensive (Terapia Intensiva e

Rianimazione, Terapia Intensiva Post

Operatoria, Semintensiva internistica,

Unità di Cura Intensiva Coronarica, Stroke

Unit, Emodinamica)

Pronto Soccorso

L’accesso alle cure in Pronto Soccorso

avviene non sulla base dell’ordine di

arrivo dei cittadini ma della gravità delle

loro condizioni, stabilite tramite il metodo

di smistamento chiamato “Triage”. Tale

metodo ha introdotto l’utilizzo di specifici

“codici colore” ai quali corrisponde un differente livello di gravità.

Si nota in questi ultimi anni, una lieve ma progressiva diminuzione dei codici bianchi,

dovuta anche alle politiche aziendali di forte informazione e al sostegno richiesto alla

medicina di base.

Nel 2013 gli accessi avvenuti con ambulanza 118 sono stati 5.691, mentre con il ricorso

all’eliambulanza 53. Dei pazienti arrivati con ambulanza 315 hanno codice rosso, 2.215

codice giallo, 2.976 codice verde e 183 codice bianco3.

Tabella 5.5 Accessi al Pronto Soccorso anno 2011 e 2013 per codice triage d’ingresso. Ulss 4.

2012 2013 Var. % 2013/2012

Var. % 2013/2012

Triage Accessi % di cui

esitati in

ricovero

Nr. OBI

Accessi % di cui

esitati in

ricovero

N OBI Totale

Accessi

di cui

esitati in

ricovero

Non attivato

9.761 16% 1.457 657 10 0% 1 -99,90% -99,93%

Rosso 375 1% 280 35 426 1% 321 33 13,60% 14,64%

Giallo 4.938 8% 1.984 1.154 5.929 11% 2.175 918 20,07% 9,63%

Verde 16.010 27% 3.224 1.608 23.082 41% 4.234 1.455 44,17% 31,33%

Bianco 28.838 48% 1.185 596 26.173 47% 1.473 676 -9,24% 24,30%

Totale 59.922 100% 8.130 4.050 55.620 100% 8.204 3.082 -7,18% 0,91%

3 N. 2 pazienti risultano con codice non attivato.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

73

Grafico 5.4 Distribuzione degli accessi al Pronto Soccorso per codice triage d’ingresso e ora, anno 2013. Ulss 4.

0

500

1.000

1.500

2.000

2.500

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24

Rosso

Giallo

Verde

Bianco

26173, 47%

23082, 42%

5929, 11%

426, 1%

Come illustrato nel grafico precedente, gli accessi si concentrano nella mattinata, verso

le ore 10.00, in particolar modo per i codici bianchi e verdi, cioè quelli con urgenza

bassa o nulla, ovvero con problematiche che dovrebbero essere gestite dal medico di

famiglia, ma che, in Pronto Soccorso, aggravano il carico di lavoro ed allungano le attese.

Grafico 5.5 Numero accessi al Pronto Soccorso per fascia oraria e percentuale codici triage per fascia oraria. Anno 2013. Ulss 4.

3 1 1 1 2 1 159

60

59

63

65

62

58

94

5

81

5

87

0

84

7

88

4

81

6

75

2

3.6

44

3.3

04

3.3

60

3.3

01

3.4

27

2.9

97

3.0

49

4.1

72

3.6

61

3.5

13

3.5

24

3.7

48

3.7

72

3.7

83

0

500

1.000

1.500

2.000

2.500

3.000

3.500

4.000

4.500

5.000

lun mar mer gio ven sab dom

Non attivato Rosso Giallo Verde Bianco

Accessi 2013 per triage d'ingresso e giorno della settimana

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

74

Osservazioni Brevi Intensive (OBI)

Aggregata al Pronto Soccorso, l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) è la struttura in cui

vengono fornite prestazioni diagnostiche e terapeutiche ai pazienti in un periodo di

tempo molto circoscritto (24 ore, mentre fino a 4 ore si parla di “Osservazione Breve”).

Attraverso l’OBI è quindi possibile avere l’accesso immediato agli esami diagnostici

necessari, senza tempi di attesa e con priorità su tutte le altre richieste.

L’Ospedale Alto Vicentino offre questo servizio con 10 posti letto.

Grafico 5.6 Osservazioni Brevi Intensive complessive fino ed oltre le 4 ore in percentuale. Anno 2013. Ulss 4.

Area delle Terapie Intensive

L’Area raggruppa più unità operative affini: la Rianimazione, l’Unità Coronarica, la Stroke

Unit, la Semi intensiva e la Terapia Intensiva post operatoria.

L’Area Intensiva è strutturata in aree assistenziali omogenee che contengono più specialità, è un’area

presidiata e centralizzata che cura le reali instabilità cliniche. Le unità operative sono raggruppate per

intensità di cure e integrate, condividono le risorse strutturali (posti letto/tecnologia), ma soprattutto le

risorse umane (assistenza infermieristica integrata).

Tabella 5.6 Ricoveri ordinari e Day Hospital – Area Critica. Anno 2013. Ulss 4.

Area Critica - Ricoveri ordinari Posti letto Pazienti dimessi

Rianimazione 12 110

Semintensiva internistica 6 260

Stroke Unit 6 98

Terapia Intensiva Post Operatoria (TIPO) 3 4

Unità di Cura Intensiva Coronarica (UCIC) 6 83

Totale 33 555

Durata Numero %

Fino a 4 ore 336 10,90%

Da 4 a 6 ore 263 8,53%

Da 6 a 8 ore 165 5,35%

Da 8 a 10 ore 131 4,25%

Da 10 a 12 ore 148 4,80%

Da 12 a 14 ore 200 6,49%

Da 14 a 16 ore 215 6,98%

Da 16 a 18 ore 279 9,05%

Da 18 a 20 ore 289 9,38%

Da 20 a 22 ore 300 9,73%

Da 22 a 24 ore 248 8,05%

Maggiore di 24 ore 510 16,55%

Totali 3.082 100,00%

Area Critica - Day Hospital Posti letto Accessi

Rianimazione 1 6

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

75

Emodinamica Angiografia

L’angiografia rappresenta l’esame radiologico in grado di evidenziare i vasi sanguigni dei

diversi distretti corporei al fine di studiarne morfologia e decorso e svelarne eventuali

alterazioni; è praticabile utilizzando cateteri estremamente sottili che consentono di

raggiungere per via endovascolare il distretto da esaminare. Ogni esame angiografico

può essere condotto a scopi diagnostici o essere esteso a finalità terapeutiche

(angiografia Interventistica).

Tabella 5.7 Angiografia interventistica. Anno 2013. Ulss 4.

Tipologia Intervento Quantità

Angiocardiografia del cuore sinistro 269

Angioplastica percutanea coronarica transluminale (ptca) o aterectomia coronarica

208

Angiocardiografia combinata del cuore destro e sinistro 1

Angiocardiografia del cuore destro 1

Angioscopia percutanea 1

Totale complessivo 480

Servizio di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare “CardioAction”

La riabilitazione e la prevenzione cardiologica favoriscono il recupero psicofisico ottimale

e riducono il rischio di recidive di malattia. La Cardiologia offre ai pazienti ricoverati per

malattia coronarica la possibilità di partecipare al programma “CardioAction”. Il

trattamento riabilitativo consiste nell’insieme delle attività clinico-strumentali e fisico-

psicologiche volte a garantire la ripresa della normale vita attiva nelle migliori condizioni

possibili, compatibilmente con la situazione clinica in atto.

Il percorso prevede tre momenti riabilitativi che rispettano il principio della gradualità e

delle condizioni fisiche del paziente, con una prima fase in ambiente ospedaliero

(convalescenza e iniziale riabilitazione con ricovero ordinario), la seconda fase di

riabilitazione ambulatoriale, e la terza di prevenzione e mantenimento che si protrae a

tempo indeterminato in palestre ed impianti sportivi del territorio.

Il progetto è supportato e condotto con il coinvolgimento dell’Associazione “Amici del

Cuore Alto Vicentino Onlus” e mira a dimostrare come sia di grande aiuto il supporto in

ambito familiare e le testimonianze di coloro che hanno già affrontato un percorso

simile, per incentivare il paziente nelle fasi di ripresa dopo le dimissioni dall’ospedale

(per ulteriori informazioni sull’Associazione ed il suo operato vedasi pg. 137).

Stroke Unit

Tra le malattie cardiovascolari l’ictus in Italia è la seconda causa di morte (10-12% di tutti

i decessi) e prima causa di invalidità e di disabilità nell’adulto. In Veneto vi è un’incidenza

di 225-250 casi per 100.000 abitanti, con circa 10.000 nuovi casi di ictus all’anno; in

considerazione del bacino d’utenza dell’Ulss 4 tale statistica si può tradurre in circa 450-

500 episodi all’anno.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

76

Dal 2010 l'Ulss 4 ha avviato il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la

gestione dell’ictus, che coinvolge un team multidisciplinare composto da medici di

famiglia, medici di continuità assistenziale, Pronto Soccorso, Suem 118, Anestesia e

Rianimazione, Neurologia, Riabilitazione e Recupero Funzionale, nonché personale

infermieristico, logopedisti, fisioterapisti e psicologi.

Tabella 5.8 Numero interventi gestione ICTUS per strutture della Rete. Anni 2011- 2013. Fonte: Regione

veneto

Presidio ospedaliero 2011 2012 2013

Bassano I° livello 13 8 6

Ospedale Alto Vicentino I° livello 11 13 16

Arzignano I° livello 10 16 14

Vicenza II° livello 30 55 67

Reti Cliniche4

Rete trasfusionale Il Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale (DIMT) ha lo scopo di condividere attività di produzione, diagnostica e clinica-assistenziale per raccolta, lavorazione e qualificazione del sangue; omogeneizzare e standardizzare procedure; addivenire ad una condivisa gestione ed amministrazione delle risorse.

Rete Infarto Miocardico Acuto La rete interviene nel caso di occlusione improvvisa di un ramo di una arteria coronarica. Per l’Alto Vicentino punto di riferimento è l’Ospedale di Bassano ed in seconda istanza Vicenza. Le ambulanze del 118 sono dotate di idonei trasmittenti per cui è possibile registrare l’elettrocardiogramma a domicilio del paziente e trasmetterlo al Cardiologo che, in accordo col collega del 118, decide per i casi ad alto rischio il trasporto ed il trattamento nella sede più idonea. Analoga strategia viene attuata per i cittadini che accedono direttamente al Pronto Soccorso.

2. Area Chirurgica

L’Area Chirurgica comprende: Chirurgia

Programmata, Urologia Programmata,

Traumatologia, Protesica, Urgenze

Polispecialistiche (Chirurgia, Urologia,

Ortopedia), Day Surgery polispecialistico

(degenze), Week Surgery degenze:

Oculistica, Otorinolaringoiatria

(testacollo); Week Surgery degenze:

Chirurgia, Ortopedia, Urologia; Polo

Endoscopico: Endoscopia chirurgia, laser

(urologia); Gruppo Operatorio.

4 Le reti cliniche sono modelli adattabili a diversi contesti ed in grado di integrarsi con le reti aziendali già esistenti nelle Aziende

Sanitarie, Università, IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) pubblici e privati ed altre istituzioni. In generale le reti fanno capo a strutture regionali collocate nelle Direzioni Regionali di riferimento.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

77

Tabella 5.9 Ricoveri ordinari e Day Hospital in Area Chirurgica. Anno 2013. Ulss 4.

Ricoveri Ordinari Posti letto Pazienti dimessi

Chirurgia/Ortopedia urgenza 16 664

Ortopedia protesica 16 604

Urologia programmata 10 688

Week surgery chirurgia 15 1.302

Chirurgia programmata 28 1.089

Oculistica/Otorino 18 1.215

Totale 103 5.562

Day Hospital Posti letto Accessi

Chirurgia 5 352

Oculistica 3 1037

ORL 3 11

Ortopedia 4 955

Urologia 3 135

Totale 18 2.490

Attività sale operatorie

Il 2013 ha visto aumentare sensibilmente il numero degli interventi: dopo la fase di

assestamento del nuovo ospedale, vi è stato un incremento dell’attività chirurgica sia in

regime ambulatoriale e di day surgery che in regime di ricovero ordinario.

Va precisato che il numero operati ed il numero interventi non è coincidente, poiché lo

stesso paziente può aver subito, anche in un’unica seduta, più interventi.

Tabella 5.10 Interventi chirurgici e operati per specialità Ulss 4, anno 2013

In ottemperanza alle indicazioni regionali5 alcune prestazioni erogate in regime di Day

Surgery/Day hospital sono state ricondotte a regime ambulatoriale (quali ernie, tunnel

carpale, stripping vene, ecc.) e ciò comporta un aumento dell’attività ambulatoriale che

nel 2013 è incrementata passando da 4.981 a 6.340 episodi.

5 DGRV 2468/2006 e 3734/2007

Interventi chirurgici per specialità

Numero operati per specialità

2012 2013 2012 2013

Chirurgia generale 3.072 3.693 2.474 2.788

Oculistica 4.121 5.613 2427 3.286

Ortopedia e traumatologia 3.720 4.140 2.700 3.113

Ostetricia e ginecologia 4.717 4.474 2.471 2.457

Otorinolaringoiatria 916 1.071 603 682

Terapia intensiva 243 395 243 395

Urologia 2.673 2.828 1.053 1.083

Totale 19.462 22.214 11.971 13.804

Polo endoscopico Urologia 2.391 2.856 1.517 1.769

Emodinamica Elettrofisiologia 2.310 2.861 727 871

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

78

Tabella 5.11 Interventi chirurgici per tipologia di erogazione. Anno 2012-2013. Ulss 4.

Interventi chirurgici per tipologia erogazione (Escluso polo endoscopico,

Emodinamica/ Elettrofisiologia)

Ambulatoriale Day Surgery Ricovero

interventi 2012 2013 2012 2013 2012 2013

Chirurgia generale 401 395 278 379 2.393 2.919

Oculistica 3.495 4.683 290 519 336 411

Ortopedia e traumatologia 224 297 877 1.304 2.619 2.539

Ostetricia e ginecologia 623 568 2.203 1.813 1.891 2.093

Otorinolaringoiatria 1 57 6 858 1.065

Terapia intensiva 236 392 1 2 6 1

Urologia 1 5 450 284 2.222 2.539

Totale 4.981 6.340 4.156 4.307 10.325 11.567

Senologia e il Centro Donna

Il Centro Donna è una struttura ambulatoriale nell’ambito della Senologia: nasce per

armonizzare le forze che nell’Ulss 4 sono dedicate alla lotta ai tumori femminili, in

particolare al tumore al seno. Nel Centro le donne vengono seguite fin dall’inizio della

malattia e accompagnate nel percorso terapeutico da un gruppo multidisciplinare di

specialisti (chirurgo, senologo, radiologo, anatomopatologo, oncologo, personale

infermieristico e da altri specialisti coinvolti in base alle necessità del singolo caso, quali

radioterapista, chirurgo plastico, fisiatra e psicologo) che discutono i casi clinici e

concordano l’iter terapeutico più idoneo per ogni paziente.

Qualora sia necessario un intervento chirurgico, le pazienti eseguono gli accertamenti

preoperatori, sono accompagnate al ricovero per l’intervento e successivamente per le

medicazioni postoperatorie e l’iter che segue l’intervento.

3. Area Medica

L’Area Medica include: Medicina,

Neurologia, Cardiologia; Oncologia (Day

Hospital); Malattie Infettive (Day Hospital);

Geriatria, Nefrologia e Dialisi, Struttura

Operativa per l’Accettazione e la

Pianificazione clinico assistenziale (SOAP).

L’area medica, condivisa con la Neurologia

e la Cardiologia, non presenta una

suddivisione rigida delle aree di

competenza ma si adatta con flessibilità alle esigenze dei pazienti. L’attività di ricovero

riguarda la diagnosi e la cura delle malattie acute di competenza della Medicina Interna,

per le quali si prevedono degenze medie intorno ai 10 giorni. Le attività svolte da

Oncologia e Malattie Infettive sono erogate in regime ambulatoriale.

Il Day Service, che afferisce a Medicina, è una modalità innovativa di assistenza

finalizzata alla gestione di casi clinici la cui soluzione richiede l’erogazione di indagini

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

79

plurime e multidisciplinari che non necessitano di monitoraggio continuo in una

struttura ospedaliera.

La SOAP (Struttura Operativa di Accettazione e Pianificazione), è un articolazione della

Medicina nella quale vengono ricoverati pazienti con degenza presumibile inferiore ai 4

giorni o con diagnosi incerta fra pertinenza internistica e pertinenza chirurgica. In

quest’area vengono di norma ricoverati di notte tutti i pazienti internistici.

Tabella 5.12 Ricoveri ordinari e Day Hospital in Area Medica. Anno 2013. Ulss 4.

Ricoveri ordinari Posti letto Pazienti dimessi

Geriatria 27 663

Cardiologia, Medicina, Neurologia 98 3.263

Osservazioni Brevi Intensive SOAP 22 987

Totale 147 4.913

Day Hospital Posti letto Accessi

Cardiologia 1 1.267

Geriatria

L’assistenza alla persona ricoverata in Geriatria si avvale di percorsi che comprendono la

valutazione, la diagnosi, la cura, la terapia, la riabilitazione-riattivazione, il

mantenimento o inserimento nel circuito della continuità assistenziale sul territorio.

Le figure che vi operano sono professionalmente vincolate all’obiettivo comune e

condiviso di essere efficaci ed efficienti con questo particolare target di pazienti.

Malattie Infettive

È centro specialistico per diagnosi, terapia e assistenza a pazienti affetti da patologie

sostenute da infezioni batteriche, virali, micotiche e parassitarie, sia autoctone che

tropicali e si occupa del trattamento dell’infezioni da HIV e delle patologie correlate6.

Vengono accolti pazienti anche di altre Unità Operative per il proseguimento di cure e

terapie dopo consulenza infettivologica.

E’ centro riconosciuto dalla Regione Veneto per la prescrizione di farmaci Antiretrovirali

(infezioni HIV/AIDS) e farmaci per la cura delle Epatiti Virali (B e C).

L’attività è diurna e ambulatoriale; la presa in carico globale dei bisogni della persona

assicura ai pazienti continuità di assistenza tra ospedale e domicilio e piani di cura

personalizzati.

Con modalità di Day Service (degenza diurna) vengono assistiti pazienti più complessi

che richiedono prestazioni multidisciplinari di tipo diagnostico e terapeutico.

6 Esecuzione TEST HIV con counseling secondo la normativa vigente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) Legge 135/90.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

80

Oncologia

Le attività vengono svolte con diverse modalità, sia

ambulatorialmente sia in day service, avvalendosi di percorsi

condivisi e multidisciplinari con la Chirurgia, la Senologia ed il

Centro Donna.

Nel corso del 2013 sono state effettuate 3.273 prestazioni di

chemioterapia su 443 pazienti. Complessivamente nella

specialità di oncologia tra visite, chemioterapia e altre

prestazioni i pazienti sono stati 3.533, di cui 864 nuovi pazienti.

Da agosto 2009 è attivo l’ambulatorio del Nucleo Cure Palliative

(NCP) per la gestione ed il supporto dei malati oncologici con la

presa in carico precoce degli stessi (vedi pg. 99). Nel 2013 è apparso sul Giornale di Vicenza l’articolo “Tumori,

servono i dati; pre-allerta gassificatore”, è stata citata una

petizione (non ancora pervenuta all’Ulss 4), nella quale viene richiesto:

� che l’Ulss 4 sia inclusa nel Registro Tumori del Veneto;

� che sia resa pubblica la documentazione relativa alle richieste di inserimento nel

Registro Tumori delle precedenti Direzioni;

� che il servizio epidemiologico pubblichi i dati in merito all’incidenza del tumori negli

ultimi anni.

In merito ai primi due punti si ritiene che l’estensione del Registro Tumori del Veneto,

che attualmente copre circa il 50% della popolazione regionale, è sicuramente

raccomandabile e auspicabile; l’Ulss 4 ha infatti presentato formale richiesta di adesione

a tale Registro già nel 1996 (con nota del 13/08/1996, Prot. 30832/70.01.82), richiesta

formulata dopo numerosi incontri preliminari intercorsi tra funzionari del Registro

Tumori e dell’Ulss 4 per la valutazione della fattibilità del progetto. Il progetto non è poi

stato realizzato, crediamo a causa di problemi organizzativi ed a seguito di valutazioni

costi-benefici del Registro Tumori.

Per quanto riguarda l’incidenza dei tumori negli ultimi anni sono disponibili i dati per le

Ulss che fanno parte del Registro Tumori: solo una organizzazione molto complessa,

studiata a questo scopo, può infatti mettere insieme i dati relativi ai ricoveri ospedalieri

ed ai referti anatomo patologici di un rilevante numero di pazienti, studiandone le

correlazioni con i determinanti ambientali e comportamentali, anche tenendo conto

della grande mobilità dei pazienti affetti da neoplasia.

Si precisa che l’Ulss 4 pubblica periodicamente analisi epidemiologiche le quali,

partendo dai dati locali di mortalità, sviluppano una costante sorveglianza dello stato di

salute della popolazione (per approfondimenti pg. 5).

«… l’ULSS 4 intende attuare la completa

presa in carico dei problemi del paziente e

della sua famiglia sviluppando un

programma di gestione complessiva del

malato oncologico attraverso il quale

garantire il miglior percorso di diagnosi e

cura, sviluppare un modello organizzativo

completo, capace di dare risposte in termini

di prestazioni sanitarie efficaci per gli utenti

... Allo scopo di realizzare tali condizioni

promuove una forte integrazione tra i servizi

pubblici, le agenzie private e le

organizzazione del volontariato.»

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

81

Neurologia

L’assistenza per acuti si identifica in particolare nel trattamento di encefaliti, neoplasie

cerebrali (gestione integrata con l’Oncologia), poliradicolonevriti, traumi cranici,

patologia demielinizzante acuta, miastenia, malattie del motoneurone.

È presente un area dedicata a vasculopatie acute, la Stroke Unit, con 6 posti letto di

terapia semintensiva e monitoraggio dei parametri vitali, ed una dedicata alla gestione

della trombolisi con terapia specifica per l’ictus ischemico praticata in pazienti

selezionati da criteri di inclusione/esclusione.

Particolare attenzione si pone al trattamento dell’Ictus cerebrale - l’U.O. è centro di I°

Livello (Stroke) nella Rete Regionale per la gestione dell’Infarto miocardico acuto (per

approfondimenti si rimanda al box a pagina 76)

L’assistenza per patologie croniche assicura visite neurologiche di I livello e vari

ambulatori di II livello; di Epilettologia, di Patologie del Sistema Nervoso periferico, per

patologie demielinizzanti, per parkinsonismi.

Nel 2013 sono state erogate 5.483 prime visite e 1.067 visite di controllo e follow up.

Tabella 5.13 Prestazioni di neurofisiopatologia – anno 2013.

Prestazioni Numero

Eco(color)dopplergrafia dei tronchi sovraaortici. Incluso: carotidi, vertebrali, tronco anonimo e succlavia.

998

Elettroencefalogramma. Escluso: EEG con polisonnogramma 1.037

Elettromiografia di Muscoli Speciali [Laringei, perineali]. Escluso: Elettromiografia dello sfintere uretrale, Elettromiografia dell' occhio

8

Elettromiografia Semplice [EMG]. Analisi qualitativa o quantitativa per muscolo.

136

Potenziali evocati acustici 120

Potenziali evocati motori. Arto superiore o inferiore Incluso: EEG 158

Potenziali evocati somato-sensoriali. Per nervo o dermatomero Incluso: EEG 284

Potenziali evocati uditivi. Per ricerca di soglia 32

Potenziali evocati visivi (VEP). Potenziali evocati da pattern o da flash o da pattern ad emicampi

28

La Neurologia inoltre si occupa del Centro per il decadimento cognitivo (Ospedale-

Territorio); La Regione7 nel 2007 ha fornito indicazioni per la gestione delle demenze e

dei casi di Alzheimer; con una recente nota ha restituito alcuni dati relativi alla provincia

di Vicenza:

- nel 2010 l’Ulss 4 ha effettuato 1.399 valutazioni neuropsicologiche nell’ambito

dell’attività correlata alle demenze e al Centro per il decadimento cognitivo;

- i casi incidenti di demenza per la provincia di Vicenza sono nel 2010 pari a 1306

con un tasso di demenza del 50%.

Per approfondimenti vedasi pg. 114.

7 DGRV 3542/07.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

82

4. Area Materno Infantile

L’Area Materno Infantile comprende:

Ostetricia e Ginecologia, Pediatria,

Sezione neonatale e Nido, Terapia

Intensiva Neonatale (TIN) e patologia

neonatale; Area Parto, Pronto Soccorso

Ostetrico, Procreazione Medica Assistita e

Diagnosi Prenatale, Pronto soccorso

pediatrico e Osservazione Breve Intensiva

pediatrica; Day Hospital pediatrico;

Osservazione Breve Intensiva ostetrico-

ginecologica; Day Surgery ginecologico.

Tabella 5.14 Ricoveri ordinari e Day Hospital in Area Materno Infantile. Anno 2013. Ulss 4.

Ricoveri ordinari Posti letto Pazienti dimessi

Ostetricia 28 1.761

Sezione neonatale 16 1.616

Terapia intensiva neonatale 6 83

Pediatria 10 607

Ginecologia 12 1.074

Totale 72 5.141

Day Hospital Posti letto Accessi

Ginecologia 8 934

Pediatria 1 494

Totale 9 1.428

Le nascite

Nell’anno 2013 sono nati 1.723 bambini nel reparto di Ostetricia dell’Ulss 4. Di questi è

italiano il 73%; le donne di cittadinanza straniera sono provenienti, nell’ordine, da

Marocco, Romania, Bangladesh, quindi Moldavia, ex Jugoslavia (Serbia e Montenegro),

Bosnia-Erzegovina, Ghana e infine, ciascuna con l’1%, Cina e Albania.

Nel 2013 l’Ulss 4 ha accolto 1.693 partorienti; il 14% provengono da altre Ulss: il 7,1%

dall’Ulss 6 Vicenza, il 3% dall’Ulss 3 Bassano e il 2,7% dall’Ulss 5 Ovest Vicentino.

Tabella 5.15 Numero di parti cesarei e naturali avvenuti nell’Ulss 4 da residenti e non residenti. Anni 2008-

2013.

Parti 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Parti cesarei 642 671 570 527 482 479

Parti vaginali 1.596 1.475 1.473 1.385 1.320 1244

Totale 2.238 2.146 2.043 1.912 1.802 1.723

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

83

L’Ulss 4 offre la possibilità alle partorienti di ricorrere alla partoanalgesia, senza costi e

h24, ovvero alla somministrazione di farmaci anestetici locali e analgesici, che riducono il

dolore delle contrazioni e del parto, attraverso l’introduzione di un piccolo catetere in

un punto preciso della colonna vertebrale, nello spazio peridurale.

Nel 2013 sono state effettuate 419 analgesie epidurali, praticate per il 32% delle madri.

Centro pubblico di Procreazione Medicalmente Assistita

Attivo dal 2002, grazie all’impegno di un’equipe altamente specializzata, dedica la sua

competenza per risolvere l’infertilità con il percorso della Procreazione Medico Assistita

(PMA). Il Centro offre colloqui medici, visite, approfondimenti diagnostici, consulenze di

esperti (quali urologo, endocrinologo e psicologo), dopo i quali il ginecologo e il biologo

discutono con la coppia le terapie più idonee ai fini dell’ottenimento di una gravidanza.

L’Ulss 4 offre la possibilità di eseguire tecniche di fecondazione di primo livello

(inseminazione intrauterina) e di secondo livello (fecondazione in vitro), adottando le

seguenti Tecniche di Procreazione medico assistita:

• inseminazione Intrauterina (IUI);

• fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionale (FIVET);

• iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI);

• prelievo chirurgico degli spermatozoi (TESE);

• crioconservazione dei gameti femminili e embrioni (criocongelamento di ovociti ed

embrioni con la tecnica di vitrificazione ai sensi della L. 19/02/2004 n. 40 e sentenza

della Corte Costituzionale n. 151 del 08/05/2009).

Tabella 5.16 Dati FIVET. Anni 2012-2013. Ulss 4.

2012 2013

Fecondazioni in Vitro eseguite 166 211

Inseminazioni Intrauterine 151 223

Esami del liquido seminale 512 577

Bambini nati 28 45

Attività pediatrica

Nell’area pediatrica la durata del ricovero viene limitata al tempo necessario per

l’espletamento dell’iter diagnostico e terapeutico assicurando standard di qualità come

previsto dalla Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale (1988).

Ai bambini con patologie infettive sono riservate stanze di degenza con zona filtro, dove

è previsto l’osservazione di regole di asepsi e limitazioni al flusso di visitatori.

Ambulatorio protetto e Day Hospital si rivolgono a pazienti con patologie oncologiche o

croniche (medicazioni, controlli ematici, trasfusioni, prosecuzione chemioterapie); vi

accedono inoltre tutti i bambini sottoposti a prestazioni che richiedono un periodo di

osservazione, valutazione medica e infermieristica di almeno 3 ore nonché l’utilizzo di

farmaci la cui somministrazione necessita di tempi, modalità e controlli di particolare

durata.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

84

Tabella 5.17 Ricoveri Pediatria. Anno 2013. Ulss 4.

Tipologia ricovero Numero

ricovero diurno 577

di cui “ortopedici” 8.7%

di cui “chirurgici” 4.3%

ricovero ordinario 154

Le attività ambulatoriali risultano diversificate; sono infatti presenti con le relative

specifiche cliniche ambulatori di: allergologia, neurologia, cardiologia, infettivologia,

endocrinologia, ambulatorio di diabetologia, ecografie anche, ambulatorio di

nefrourologia, ambulatori di gastroenterologia, ambulatori multidisciplinari

(neuropsichiatra infantile, fisiatra, pediatra), eco cerebrali follow up prematuro,

ambulatori neonato sano e allattamento.

Neonatologia

Sezione neonatale (percorso di bassa intensità di cure con assistenza al neonato fisiologico)

Il piccolo appena nato è posto immediatamente sul grembo materno facilitando così il

contatto pelle-pelle che permetterà l’instaurarsi di un forte legame emotivo tra mamma

e bambino e di avviare l’allattamento al seno nelle migliori condizioni possibili. Trascorse

circa due ore dal parto i bambini sono accolti alla Sezione Neonatale dove vengono

espletate le cure di routine (bagnetto ed igiene del neonato-profilassi con vit K e

profilassi oculare; rilevazione dei dati antropomorfi: peso lunghezza e circonferenza

cranica...).

Tabella 5.18 Ricoveri sezione Neonatale. Anno 2013

Dal 2011, con l'adesione al progetto OMS-UNICEF “Ospedale Amico del bambino” a

sostegno dell'allattamento al seno, l’Ulss 4 ha riportato il rapporto madre-bambino al

centro dell'attenzione degli operatori ospedalieri e di tutta la comunità. Sono stati

organizzati per tutto il personale corsi di accompagnamento alla nascita e ci si è

focalizzati nella gestione di mamma e neonato durante travaglio, parto e puerperio.

Terapia Intensiva Neonatale (TIN) (percorso alta intensità di cure)

Accoglie i neonati a termine e pretermine che richiedono una stretta sorveglianza clinica

ed interventi sanitari, anche complessi ed intensivi.

Vi accedono anche i neonati provenienti da punti nascita di altri ospedali.

Le sale di degenza sono attrezzate con termoculle, isole neonatali e lettini termici; ogni

postazione è dotata di apparecchiature elettromedicali per garantire l’adeguata

assistenza e monitoraggio (supporto ventilatorio meccanico in diverse modalità;

monitoraggio pressorio invasivo e ipotermia).

Tipologia ricovero Numero

Ricoveri sezione neonatale 1.843

Day Hospital (pazienti oncologici, esami in sedazione, EGDS…) 51

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

85

Tabella 5.19 Ricoveri Terapia Intensiva Neonatale, anno 2013.

Numero

Ricoveri Terapia Intensiva Neonatale 169 di cui pretermine < 35 settimane gestazionali (s.g.) 62 (con < 32 s.g. = 20)

di cui neonati < 1.500 gr 22 (di cui < 1.000 gr = 7)

di cui ventilati (ventilazione non invasiva) 61

di cui ventilati (ventilazione invasiva) 13

di cui alti flussi 22

di cui trattati con surfattante 17

di cui pazienti trattati con ipotermia 2

Giorni totali di ventilazione non invasive e alti flussi 281

Giorni di ventilazione invasiva 52

Pronto soccorso e Osservazione Breve Intensiva pediatrica

La dinamica dell’accesso al Pronto Soccorso Pediatrico prevede che il bambino sia

inviato direttamente in Pediatria, evitando così di doversi affiancare nell’attesa o

nell’accoglienza agli adulti, ma recandosi in un ambiente a lui più adatto con l’offerta

dell’assistenza pediatrica immediata.

Gli accessi effettuati come Pronto Soccorso Pediatrico sono stati 4.496 ed è avvenuto nel

39% dei casi per piccoli di età inferiore all’anno.

Grafico 5.7 Visite di Pronto SoccorsoPediatrico per fascia di età e per codice triage – anno 2013.

I dati in merito ai codici di triage attribuiti evidenziano che la quantità di codici rossi è

esigua, così come i codici gialli, si rileva invece un elevato numero di codici verdi e

bianchi.

Il 5% degli accessi di pronto soccorso pediatrico sono esitati in ricovero; di questi il 39%

è riferito a bambini di età inferiore all’anno ed il 33% per età dai 6/13 anni.

Grafico 5.8 Pronto Soccorso pediatrico esito ricovero. Anno 2013. Ulss 4.

Rosso0%

Giallo2%

Verde23%

Bianco75%

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

86

Come per gli adulti anche per i piccoli pazienti è previsto il ricorso Osservazioni Brevi

Intensive al fine di garantire:

• migliore assistenza per il bambino in tempi più accettabili e soddisfazione del

paziente e della famiglia;

• una diminuzione di errori diagnostici e una migliore valutazione degli effetti di

terapie;

• una migliore valutazione dell’evoluzione del quadro clinico e maggiore sicurezza

nella dimissione dal Pronto Soccorso o migliore accuratezza nel ricovero.

Le osservazioni brevi intensive pediatriche nel 2013 sono state 685; il 45% di esse ha

richiesto un’osservazione dalle 12 alle 24 ore.

Tabella 5.20 Osservazione Breve Intensiva pediatrica percentuali per fascia oraria di osservazione.

Osservazioni Brevi Intensive pediatriche Numero Accessi %

Fino a 4 ore 95 14%

Da 4 a 6 ore 82 12%

Da 6 a 12 ore 148 22%

Da 12 a 24 ore 309 45%

Maggiore di 24 ore 51 7%

Totale 685 100%

Tabella 5.21 Osservazione Breve Intensiva Pediatrica: percentuali per fascia oraria d’entrata

fascia oraria d’entrata %

H 24-8 11%

H 8-20 70%

H 20-24 20%

5. Area dei Servizi Diagnostici

L’area dei Servizi Diagnostici comprende:

- Laboratorio Analisi

- Servizio Immuno-Trasfusionale

- Radiologia

- Anatomia Patologica

Laboratorio Analisi

Il Laboratorio Analisi esegue indagini

ematochimiche, microbiologiche e

molecolari fondamentali per diagnosticare malattie sistemiche e d’organo, verificare

l’andamento delle patologie, monitorare l’efficacia di terapie con farmaci di uso critico,

valutare lo stato immunitario, controllare il decorso della gravidanza, verificare l’abuso

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

87

di droghe, evitare il rischio di trasmissione di malattie infettive, prevenire incidenti

conseguenti ad attività sportive o sanitarie o professionali.

Le prestazioni erogate per utenti esterni, svolte in regime ambulatoriale, sono accessibili

a cittadini assistiti dal Sistema Sanitario Nazionale e a pazienti paganti in proprio.

I punti prelievo

Le attività di accettazione e prelievo vengono svolte nei Centri Prelievo dislocati sul

territorio dal Lunedì al Venerdì (Thiene, Schio, Arsiero, Breganze, Malo, Marano,

Pedemonte, Piovene Rocchette, Valli del Pasubio, Zugliano).

Nel 2013 il Laboratorio Analisi ha attivato l’apertura del punto prelievi dell’Ospedale

anche al Sabato (a partire dal 18 Maggio 2013) e alla Domenica (attivato da domenica 15

settembre 2013) e la possibilità di integrare l’accesso diretto ai prelievi per utenti esterni

con un servizio di prenotazione telefonica e/o e-mail.

Tabella 5.22 Numero prelievi di Laboratorio per tipologia. Anno 2013. Ulss 4.

Descrizione Tariffario Numero prestazioni

Prelievo di sangue capillare 250

Prelievo di sangue arterioso 453

Prelievo di sangue venoso 185.894

Totale 186.597

Tabella 5.23 Numero prestazioni di Laboratorio per tipologia erogazione. Anno 2013. Ulss 4.

Tipologia erogazione 2013

Prestazioni per esterni (incluse le richieste del pronto soccorso al laboratorio)

1.588.398

Prestazioni per interni 1.018.043

Totale 2.606.441

Il Servizio Immunotrasfusionale

Il Servizio Immunotrasfusionale garantisce il fabbisogno di sangue, plasma e piastrine ai

cittadini residenti nell’Ulss 4 e contribuisce a soddisfare anche la domanda di altre

strutture sanitarie, tramite la cessione di significative quantità di sangue. Il Servizio fa

parte del Dipartimento interaziendale di Medicina Trasfusionale (DIMT), cui afferiscono

le quattro Ulss della provincia di Vicenza.

Si occupa inoltre di donazione di midollo osseo ed ora anche della raccolta sangue da

cordone ombelicale.

Donazioni di sangue e plasma

Un’attenta politica di programmazione da parte del Servizio Trasfusionale si è sviluppata

creando una proficua collaborazione con le Associazioni dei Donatori che svolgono la

loro azione di Volontariato nel territorio dell’Ulss 4. L’attività soddisfa le esigenze dei

pazienti ricoverati nei reparti di degenza con copertura h24 per l’urgenza ed emergenza.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

88

E’ altresì gestito un ambulatorio per pazienti che devono sottoporsi ad interventi

chirurgici per i quali sia prevedibile la necessità di supporto trasfusionale (programmi

auto trasfusionali).

Nell'anno 2013 l’Ulss 4 ha raccolto 12.058 sacche di sangue intero, 2.886 sacche di

plasma da aferesi e 235 sacche di plasma piastrino aferesi.

Grafico 5.9 Numero donazioni di sangue e plasma nell’Ulss 4. Anni 2010-2013.

Nel 2013 sono state utilizzate 5.654 sacche di sangue, destinate principalmente ai servizi

dell’Ulss 4.

Tabella 5.24 Quantità di sacche utilizzate per Unità Operativa richiedente. Anno 2013. Ulss 4.

Unità richiedente Numero sacche

Area Emergenza e Intensiva 1.632

Area Chirurgica (incluso Day Surgey, Week Surgey) 1.600

Area Medica 1.121

Esterni Day Service 852

Area Materno Infantile 188

Assistenza domiciliare integrata Ulss 4 123

Case di Riposo, RSA UPA ecc.. 103

RRF, Psichiatria, altro… 32

Altre Ulss 3

Donazioni di cordone ombelicale

Le donne che partoriscono nell’Ospedale Alto Vicentino possono donare

volontariamente sangue placentare del cordone ombelicale, grazie alla collaborazione

con la Banca Cordonale di Verona.

Solo una piccola quota di tutte le sacche raccolte sono idonee al congelamento, in

quanto i criteri per la selezione sono restrittivi, a tutela del ricevente. I motivi che

portano le unità a non essere idonee al congelamento sono principalmente legati alla

quantità di cellule staminali presenti nella sacca, che devono essere in numero adeguato

per garantire un buon esito dell’eventuale trapianto. Pertanto è importante che più

mamme donino al fine di avere più probabilità di raccogliere unità valide.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

89

Tabella 5.25 Attività di donazione cordone ombelicale. Dal 23.07.13 al 30.06.14. Ulss 4.

Tipologia attività raccolta Numero

Madri valutate per l’ idoneità nei centro trasfusionale 188

Madri arruolate 135

Madri non arruolate per motivi anamnestici 53

Parti avvenuti nel periodo di riferimento 124

Unità di sangue cordonale raccolte 70

Radiologia

La Radiologia svolge attività di diagnostica ad immagini e fornisce un valido ausilio

diagnostico - terapeutico a tutti i pazienti mediante l'utilizzo delle più avanzate tecniche

di Radio-Diagnostica ed Interventistica, al fine di migliorare la qualità dell’assistenza

sanitaria.

Il servizio è rivolto per utenti ricoverati e per pazienti ambulatoriali programmati o

urgenti, nonché per coloro che provengono dal Pronto Soccorso.

Tabella 5.26 Numero prestazioni complessive di Radiologia. Anno 2013.

Radiologia Totale ospedale di cui Pronto

Soccorso

di cui screening

Ecografie 19.361 4.895

Mammografie 19.774 - 15.081

Risonanze magnetiche 10.639 40

Tac 16.264 7.149

Doppler tronchi sovraortici 80 -

Doppler arti superiori e inferiori 46 -

Altro 65.845 30.407

Totale 132.009 42.491

6. Area Rieducazione Funzionale

L’area include la Riabilitazione post-acuzie,

le palestre, la degenza fisiatrica e l’attività

ambulatoriale.

La riabilitazione è un processo di soluzione

dei problemi e di educazione nel corso del

quale si porta una persona disabile a

raggiungere il miglior livello di vita

possibile sul piano fisico, funzionale,

sociale, emozionale, intellettivo e

relazionale.

Si distingue un’attività ospedaliera (di

degenza ed ambulatoriale) ed una prevista

sul territorio.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

90

L’attività di degenza prevede 22 posti letto di riabilitazione intensiva suddivisi in due

moduli: riabilitazione neurologica (12 posti letto) e riabilitazione ortopedica (10 posti

letto).

Tabella 5.27 Numero ricoveri Recupero e rieducazione funzionale. Anno 2013. Ulss 4.

Ricoveri ordinari posti letto Pazienti dimessi

Recupero e rieducazione funzionale 22 336

L’attività ambulatoriale: la maggior parte delle sedute ambulatoriali sono dedicate alle

visite fisiatriche di 1° livello per l’età adulta; l’attività ambulatoriale di 2° livello è

supportata dal Laboratorio computerizzato per l’analisi del movimento in clinica, che

permette lo studio dei parametri cinematici, cinetici ed elettromiografici del movimento.

L’attività ambulatoriale è rivolta

• a pazienti esterni: una piccola quota di pazienti accede per i trattamenti riabilitativi

ambulatoriali (pazienti dimessi dalla Sezione Degenza che devono completare il

percorso riabilitativo – si tratta per lo più di pazienti con disabilità neurologiche – e

pazienti con patologie ortopediche complesse)

• all’età evolutiva: una fisiatra dedicata all’età evolutiva partecipa all’Ambulatorio

Multidisciplinare (con Neuropediatra e Neuropsichiatra Infantile) per la promozione

dello sviluppo e svolge sedute di trattamento con tossina botulinica per la spasticità.

7. Area Salute Mentale

Il Dipartimento di Salute Mentale dispone

di un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e

Cura (SPDC) in ospedale ma eroga la

maggior parte della propria attività sul

territorio.

Si riportano i dati del Servizio Psichiatrico

di Diagnosi e Cura del 2013.

Nel 2013 sono stati ricoverati 340 pazienti

di cui 14 in Trattamento Sanitario

Obbligatorio (TSO).

Tabella 5.28 Ricoveri Dipartimento Salute Mentale. Anni 2011- 2013. Ulss 4.

Dipartimento di Salute Mentale 2011 2012 2013

Ricoveri ospedalieri 340 316 340

di cui in Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) 19 16 14

Ricoveri in Day-hospital psichiatrico 34 23 2

Pazienti seguiti 2.779 2.816 2.718

Prestazioni mediche ambulatoriali (nomenclatore) 16.776 17.008 17.209

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

91

I dimessi sono affetti per quali la metà dei casi da psicosi (45%). La distribuzione in

percentuale delle diagnosi principali degli utenti del Dipartimento sono di seguito

riportate.

Tabella 5.29 Principali diagnosi. Anno 2013. Ulss 4.

Diagnosi Numero %

Psicosi 155 47%

Nevrosi eccetto nevrosi depressive 64 19%

Abuso o dipendenza da alcool/farmaci senza terapia riabilitativa senza complicanze

29 9%

Nevrosi depressive 25 8%

Avvelenamenti ed effetti tossici dei farmaci, età > 17 anni senza complicanze

14 4%

Disturbi della personalità e del controllo degli impulsi 8 2%

Disturbi mentali dell'infanzia 8 2%

Reazione acuta di adattamento e disfunzione psicosociale 7 2%

Disturbi organici e ritardo mentale 6 2%

Abuso o dipendenza da alcool/f 5 2%

Altre diagnosi relative a disturbi mentali 4 1%

Avvelenamenti ed effetti tossici dei farmaci, età > 17 anni con complicanze

4 1%

Totale 329

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

92

Alberto Leoni, Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione territoriale Che cosa significa “riorientare i servizi sanitari” nel territorio dell’Ulss 4?

L’Ulss 4 opera mediante 18 punti di erogazione a gestione diretta e 40 strutture convenzionate.

Il 2013 è stato un anno di accelerazione nel percorso di sviluppo e riorganizzazione dell’assistenza primaria

per cercare di dare risposte più rapide ai bisogni delle persone.

Dal punto di vista logistico sono state pressoché configurate, anche con una decisa riconversione delle

strutture degli ex Ospedali in Centri Sanitari Polifunzionali, le sedi della Aggregazioni Funzionali Territoriali8

di Schio e di Thiene. Si sono compiuti importanti investimenti prevalentemente organizzativi e di dotazione

strumentale per completare l’assetto della Aggregazioni Funzionali Territoriali “Nord” nelle sedi di Piovene

e di Arsiero e, in particolare dal punto di vista funzionale, sono state promosse azioni di omogeneità di

gestione dei casi, in particolare della cronicità, nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali “Nord Ovest e “Sud

Est”.

Le sedi distrettuali di Schio e di Piovene Rocchette sono state nel 2013 il punto catalizzatore, consentendo

di realizzare le sinergie professionali ed organizzative proprie del nuovo modello strutturando il lavoro di

equipe tra medici di famiglia, infermieri, specialisti ed amministrativi.

Facendo propri gli obiettivi regionali fissati nel Piano Sociosanitario ed in continuità con una strategia

aziendale consolidata negli ultimi anni, l’Ulss 4 ha dato un forte impulso per concretizzare 4 nuove

medicine di gruppo integrate e per porre le basi per la costituzione di altre 3. Nel 2013 il 65% dei medici è in

Medicina di gruppo semplice od integrata.

Oltre allo sviluppo delle forme associative, la medicina generale nel 2013 ha proseguito nell’obiettivo di

garantire ai cittadini ampia accessibilità di orario e una rintracciabilità telefonica certa garantita tramite un

servizio esternalizzato. Il 70% dei medici di famiglia lavora per appuntamento ed ha una rintracciabilità

telefonica 8:00 – 20:00. Inoltre nel corso dell’anno è stata attivata una modalità di prenotazione di visite e

richieste farmaci via web per aumentare ancor più la possibilità per l’assistito di accedere al proprio medico

di famiglia.

Sul fronte dei servizi distrettuali la piena attivazione della Centrale Operativa Unica del territorio

rappresenta un passo importante, con l’attivazione degli ambulatori per patologia integrati con la medicina

generale, per la gestione dei percorsi assistenziali con particolare riferimento alle cure palliative, all’area

cardiovascolare, al diabete e alle demenze.

Nel 2013 è stata agevolata l’integrazione fra medici di famiglia e medici di continuità assistenziale con

l’utilizzo di un software adeguato.

8 Strumento di coordinamento dei medici di famiglia e come ambito geografico e organizzativo atto a realizzare le Medicine di

gruppo integrate nel territorio dell’Azienda

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

93

AREA SALUTE MENTALE AREA MARGINALITÀ E

SERVIZIO INTEGRAZIONE

LAVORATIVA (SILAS)

AREA ADULTI ANZIANI

AREA DIPENDENZE

Territorio

Alto Vicentino

AREA MINORE E FAMIGLIA

AREA DISABILITÀ

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

94

2 Territorio

La valutazione del carico assistenziale

I cittadini coinvolti nell’assistenza territoriale necessitano di un gradiente di carico

assistenziale via via maggiore all’aumentare della complessità/gravità delle

problematiche che presentano. All’aumentare della complessità assistenziale, il numero

di persone che necessitano dei relativi interventi diminuisce e, nel contempo, variano gli

strumenti utilizzati per rispondere alle necessità assistenziali.

Il principale strumento di valutazione per definire il carico assistenziale

ed adottare gli opportuni strumenti di gestione è la Scheda di

Valutazione Multidimensionale Distrettuale.

L’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale (UVMD),

attraverso la valutazione multidimensionale e multiprofessionale

(sanitaria, sociale, relazionale, ambientale) elabora un progetto

personalizzato degli interventi, individuando la migliore soluzione

possibile, anche in relazione alle risorse disponibili ed attivabili (quali

professionisti, quali prestazioni, quali servizi, in che misura, con che

modalità e per quanto tempo).

Nel 2013 l’Ulss 4 ha discusso e trattato 2.164 casi e considerato in esame

2.425 Schede di valutazione multidimentsionale.

Tabella 5.30 UVMD Ulss 4. Anni 2010-2013.

anno 2010 2011 2012 2013

UVMD complessive 2.488 2.503 2.386 2.425

Riorganizzazione degli ambulatori dei medici di famiglia

Il Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2016 mira a una radicale riorganizzazione

dell’assistenza primaria per garantire una maggior continuità dell’assistenza anche

attraverso la costituzione di équipe multi professionali che vedono coinvolti medici,

infermieri, assistenti sociali, specialisti ed altro personale.

L’organizzazione dell’assistenza territoriale vede un raggruppamento della medicina del

territorio in Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).

Le cinque AFT previste per il territorio dell’Ulss 4 stanno evolvendo: sono sempre più

articolate in associazioni mediche e medicine di gruppo, dislocate in varie sedi e

garantiscono l’erogazione delle prestazioni di base attraverso l’attività ambulatoriale dei

medici e pediatri di famiglia, continuità assistenziale, assistenza domiciliare.

L’Ulss 4 dal 2004 ha attivato in via sperimentale la prima Utap del Veneto, ed ancora

oggi sta proseguendo nella promozione dell’aggregazione e l’integrazione di medici con

altri professionisti. Nel 2013, con l’attivazione della Medicina di Gruppo di Marano, una

Medicina di Gruppo a Thiene, la Medicina di Gruppo di Piovene, la Casa della salute a

Schio, ha impresso ulteriore accelerazione a questo processo, avendo ormai raggiunto

l’obiettivo del 65% dei medici in gruppi e gruppi integrati.

Sportello Unico Integrato

Garantisce la presa in carico sin dalla comunicazione del bisogno, indipendentemente dal luogo in cui venga raccolta: le attività dello Sportello integrato sono svolte nei Comuni e nelle sedi dei servizi distrettuali. Il tempo di attesa per l’attivazione della UVMD non può superare i 30 giorni.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

95

Figura 5.1 Forme di assistenza primaria.

Servizio di Continuità assistenziale

Il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia medica notturna, festiva e

prefestiva) garantisce l’erogazione delle prestazioni assistenziali territoriali

non differibili negli orari in cui il medico o il pediatra di famiglia non esercita

la propria attività.

Il servizio è garantito da una Centrale operativa unica che, oltre a dare

certezza e tracciabilità delle chiamate, consente di mettere in collegamento il

medico con l’infermiere reperibile nei turni festivi e/o notturni.

Sedi operative: Schio, Thiene e ad Arsiero. Giorni feriali 20:00 - 8:00. Giorni festivi dalle 10:00 del giorno precedente la festività alle 8:00 del mattino successivo alla festività

Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) Sono organizzazioni funzionali e non strutturali, caratterizzate dall’appartenenza obbligatoria dei medici di famiglia. Attraverso l’apporto dei Medici di Continuità Assistenziale si attua un'assistenza H24 e, a tale scopo, è in fase di realizzazione un progetto sperimentale per l’integrazione della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica).

Medicina di Gruppo Integrata/UTAP Sono team multi professionali caratterizzati per: - presenza nella sede centrale di almeno un medico per 7 ore al giorno dal lunedì al venerdì; - accesso agli ambulatori dei medici di famiglia avviene mediante un servizio di prenotazione delle visite, - ogni medico è rintracciabile dalle 8:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì. - tramite collegamento informatico, i medici di famiglia ricevono in tempo reale le informazioni di ricovero o di accesso al Pronto Soccorso dei propri assistiti, nonché i referti degli accertamenti.

Medicina di gruppo Si differenzia dalla Medicina in rete per: - sede unica del gruppo articolata in più studi medici, ferma restando la possibilità che singoli medici possano operare in altri studi del medesimo ambito territoriale ma in orari aggiuntivi a quelli previsti, nella sede principale, per l’istituto della medicina di gruppo; - utilizzo, per l’attività assistenziale, di supporti tecnologici e strumentali comuni; - utilizzo da parte dei componenti il gruppo di eventuale personale di segreteria o infermieristico comune.

Medicina in rete Si differenzia dalla Medicina in associazione per: - distribuzione territoriale degli studi di assistenza primaria, non vincolati a sede unica, coerenti con l'articolazione territoriale del distretto. Possono essere presenti, inoltre, uno o più studi nel quale i medici associati svolgano a rotazione attività concordate; - gestione della scheda sanitaria individuale su supporto informatico mediante software tra loro compatibili; - collegamento reciproco degli studi dei medici con sistemi informatici tali da consentire l’accesso alle informazioni relative agli assistiti dei componenti l’associazione; - utilizzo da parte di ogni medico di sistemi di comunicazione informatica di tipo telematico, per il collegamento con i centri di prenotazione dell’Ulss e l’eventuale trasmissione dei dati epidemiologici o prescrittivi.

Medicina in associazione Si caratterizza per: - distribuzione territoriale degli studi di assistenza primaria, non vincolati a sede unica, coerenti con l'articolazione territoriale del distretto; - chiusura pomeridiana di uno degli studi della associazione non prima delle ore 19,00; la condivisione e implementazione di linee guida diagnostico terapeutiche per le patologie a più alta prevalenza; - la realizzazione di momenti di revisione della qualità delle attività e della appropriatezza prescrittiva interna all'associazione e per la promozione di comportamenti prescrittivi uniformi e coerenti con gli obiettivi dichiarati dall'associazione.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

96

numero verde

800 239 797

24 ore su 24

Tabella 5.31 Dati di attività dei medici di Continuità Assistenziale. Anni 2010-2013. Ulss 4.

2010 2011 2012 2013

Medici 26 27 27 27

Ore totali Effettuate 31.278 31.501 31.877 33.799

Chiamate Complessivamente Gestite 25.210 29.899 24.791 25.572

Visite di tipo Ambulatoriale 8.883 11.026 8.360 9.419

Visite di tipo Domiciliare 1.713 1.915 1.699 1.737

Territorio h 24: Centrale Operativa Territoriale

La Centrale Operativa Territoriale di Distretto rappresenta dal 2012 un

innovativo modello di presa in carico dei bisogni sanitari e socio–assistenziali

dei cittadini con particolare attenzione alla cronicità complessa, alla adesione

ai percorsi di cura e alla continuità di cura. È composta da una équipe

multiprofessionale che comprende personale medico, infermieristico,

assistenti sociali e amministrativi.

La Centrale operativa monitora l’andamento dei percorsi assistenziali e prende

in carico le eventuali criticità.

A livello organizzativo e funzionale la Centrale operativa è costituita da 4 gruppi di

lavoro:

• Gruppo Unico Dimissioni: con la funzione della presa in carico del paziente fragile

ricoverato in unità operative ospedaliere per la definizione del Progetto

Assistenziale Individualizzato (PAI).

• Residenzialità: con la funzione di presa in carico di tutta la domanda di

residenzialità sia essa definitiva e/o temporanea e di semiresidenzialità.

• Domiciliarità sociale: con la funzione di presa in carico e monitoraggio delle

situazioni domiciliari fragili dal punto di vista sociale, promuovendo la

collaborazione con i Comuni.

• Domiciliarità sanitaria (cure domiciliari/cure palliative): con la funzione di presa in

carico e monitoraggio dell’utente fragile complesso dal punto di vista clinico-

assistenziale.

Dimissioni Protette

La dimissione protetta è un progetto di tutela della persona “fragile”: con questo

termine si individuano le persone “a rischio” sia per le condizioni cliniche precarie che

per la mancanza di un adeguato supporto di reti famigliari, amicali o parentali e, a volte,

per inadeguatezza socio-economica.

Tale modalità di presa in carico si prefigge quale obiettivo primario la riduzione dei

ricoveri inappropriati, cioè di persone che potrebbero trovare a domicilio le stesse

garanzie di cura che in ospedale, e la riduzione dell’ingresso in strutture residenziali

nonchè di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di chi presta loro le cure

(caregiver). La maggior parte dei pazienti presi in carico dalle dimissioni protette

tornano al proprio domicilio, seguiti dal medico di famiglia e dall’infermiere.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

97

Il percorso Dimissioni Protette dell’Ulss 4 si avvia con la segnalazione da parte delle

unità operative ospedaliere per i pazienti non conosciuti dal Territorio ed

autonomamente, invece, al momento del ricovero per tutti i pazienti fragili per i quali

sono già attivi a domicilio accessi di operatori del territorio.

Le strutture intermedie

Le strutture intermedie sono preposte all’accoglienza di pazienti in fase

lungoassistenziale da dimissione ospedaliera e per i quali non è possibile la dimissione

nella propria abitazione poiché necessitano della prosecuzione di cure appropriate o di

attività riabilitative o perché pazienti terminali destinati alle cure palliative.

L’RSA di Riabilitazione estensiva “Muzan” di Malo mette a disposizione 50

posti, finalizzati alla gestione di pazienti con esiti da ictus o danno

ortopedico in fase post-acuta e per pazienti con perdita di autonomia per

patologie internistiche varie. Nel 2013 sono state accolte

complessivamente 385 persone, con 44 giorni di degenza media.

Sono attivi 10 posti nell’Opera Immacolata Concezione (OIC) di Thiene.

Nel 2013 ha accolto 55 persone per 18 gioni di degenza media come

ospedale di comunità, oltre a 161 persone per quasi 13 giornate di

degenza media come hospice. I posti letto disponibili nella struttura

sono finalizzati alla gestione di dimissioni protette, di moduli respiro per

pazienti Assistenza Domiciliare Integrata, delle cure palliative e dei

pazienti fragili gestiti dai medici di famiglia. Sulla base delle nuove

Schede Territoriali Regionali sono previsti altri 20 posti di Ospedale di

Comunità in Ulss 4.

Centro di Riabilitazione Neurocognitiva

Si tratta di un servizio collocato nella struttura Villa Miari di

Santorso ed è dedicato al trattamento riabilitativo, con il

metodo Perfetti, delle lesioni al sistema nervoso centrale.

Sono previsti 10 posti letto residenziali e 5 semiresidenziali.

La struttura è inserita nella rete riabilitativa di area vasta

provinciale e regionale, conseguentemente viene data

priorità alle richieste di ammissione dei pazienti provenienti

dalle altre Ulss della Provincia di Vicenza, quindi dalle altre Ulss della Regione Veneto e

infine da Aziende Sanitarie extra regionali. Per i residenti extra Regione è richiesta

l’autorizzazione e l’impegnativa di spesa da parte dell’Ulss di residenza. La proposta del

piano e della tipologia di trattamento avviene a seguito di visita specialistica fisiatrica da

parte dei fisiatri afferenti al Dipartimento di Riabilitazione.

Opera Immacolata Concezione di Thiene

RSA “Muzan” di Malo

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

98

Assistenza domiciliare integrata (ADI)

L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è una delle modalità più importanti di assistenza

sul territorio. Infatti, attraverso l’intervento di più figure professionali, realizza

direttamente al domicilio del paziente un progetto di assistenza unitario, limitato o

continuativo nel tempo.

Il Servizio è utilizzato prevalentemente da anziani con più di 74 anni (76,7%), gli utenti

tra i 65 e i 74 anni sono il 12,7% mentre con meno di 65 anni sono il 10,5% del totale.

L’Assistenza domiciliare integrata nel corso del 2013 ha gestito 4.855 persone uniche

(contando anche eventuali accessi di più figure professionali) a domicilio, per le quali

sono stati fatti oltre 82.000 accessi a domicilio, con una media di 17 accessi per persona

nel corso del 2013. Oltre il 46% delle persone seguite (2.247 utenti) hanno avuto accesso

di più di una figura professionale.

Grafico 5.10 Assistenza Domiciliare Integrata, numero di accessi e numero di persone per figura professionale. Anno 2013. Ulss 4.

1. Area Adulti Anziani

Strutture semiresidenziali e residenziali

I Centri Diurni per anziani non autosufficienti

presenti nel territorio dell’Ulss 4 sono due:

Centro Diurno Comunale “Brolatti” a Marano

Vicentino ed il Centro Diurno “La Compagnia”

a Breganze dell’IPAB La Pieve.

Infermiere4.428

Med. Spec.sta

544

Med.esp. cure pall.

247

MMG progr.ta1.164

MMG adimed234

MMG malati oncol.

26

Fisioterap.276 Logoped.

227

Numero di persone per figura professionale

Infermiere62.527

Med. Spec.sta

616

Med.esp. cure pall.

370

MMG progr.ta13.774

MMG adimed2.390

MMG malati oncol.592

Fisioterap.1.731 Logoped.

341

Numero di accessi per figura professionale

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

99

Tabella 5.32 Dati attività semi-residenzialità e residenzialità. Area Adulti – Anziani. Anno 2013. Ulss 4.

Attività Indicatori Valori

dati attività correlati ai conti della residenzialità

9

giornate degenza x istituto giornate degenza

352.315

costi residenzialità per istituto costi € 17.846.897

dati attività correlati ai conti della semi-residenzialità

10

giornate per istituto giornate 8.007

costi semi-residenzialità per istituto

costi € 224.116

Nella tabella seguente, in dettaglio, l’elenco dei posti residenziali nei Centri Servizi (ex

Case di riposo).

Tabella 5.33 Centri Servizi nei comuni dell’Ulss 4 e posti letto. Anno 2013.

Comune Totale ..di cui religiosi

p.l. di I° livello

p.l. di I° livello

religiosi

p.l. di II°

livello

p.l. di II° livello di cui Sapa

SVP Hospice Auto-suff.

Auto-suff.

religiosi

Non auto. non accr.bili

di impegn.va

A. Rossi Arsiero 75 75

A. Penasa Valli del P. 67 67

Casa di Riposo Comunale Caltrano 41 41

Casa Charitas Schio 42 42 16 26

Casa Nostra Valdastico 52 52

Casa Panciera Schio 45 45

IPAB La Pieve Breganze 156 72 48 10 (1) 36

La Casa Baratto Schio 190 166 24

La Casa Valbella Schio 108 62 46

Muzan Malo 145 49 80 (6)

6 10

O.I.C. Thiene 333 251 48 9 25

San Giuseppe Pedemonte 60 60

Villa S. Angela Breganze 67 15 52 15

Villa Miari Santorso 23 (5)

23

Casa Annunziata (4) Schio 67 42 25

Totale Ulss 4 1.471 57 1.015 31 246 10 (1) 6 9 113 26 25

Tetto Ulss 4: 979 impegnative equiv. di residenzialità per anziani non autosuff., esclusi religiosi

1.298 posti accreditabili per non autosuff. (3) 164 altri posti letto

Nucleo Cure Palliative

In attuazione della LR 7/2009, è attivo dal 2010 un nucleo specificatamente dedicato alle

cure palliative ed una rete di cure palliative (servizi domiciliari, ambulatoriali,

residenziali) in grado di far fronte alle fasi più delicate dell’assistenza ai malati in stato di

9 Costi e giornate di strutture residenziali, come da normativa regionale, vengono calcolati per: pazienti provenienti da ULSS 4

inseriti in strutture ULSS 4 e pazienti ULSS 4 inseriti in strutture del Veneto. Sono esclusi i pazienti provenienti da altre Ulss, i religiosi ed i pazienti con “impegnative nominative” assegnate con decreto regionale. Le giornate sono calcolate al lordo di eventuali assenze (anche ospedaliere): rappresentano, quindi, il totale delle giornate di occupazione del letto. I costi si riferiscono solamente alle impegnative che vanno a contribuire al tetto regionale. 10

I costi e le giornate relativamente riguardano le presenze al netto delle assenze (che non implicano uscite economiche).

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

100

inguaribilità avanzata o a fine vita, nonché di assicurare l’accessibilità ai trattamenti

antalgici efficaci per sostenere la lotta al dolore.

Un importante parametro per valutare la qualità del sistema delle cure palliative e

dell’assistenza territoriale in genere può essere desunta dall’analisi dell’indicatore

relativo al luogo di decesso di seguito riportata: si tratta di un indicatore di qualità e di

efficacia delle cure domiciliari e delle cure palliative; testimonia lo spostamento sul

territorio dei malati complessi gestiti attraverso l’Assistenza Domicilire Integrata (ADI), le

strutture residenziali e le cure palliative in particolare per i malati terminali.

Negli ultimi 5 anni vi è stato l’incremento dei decessi a domicilio e in ospedale di

comunità/hospice ed una corrispondente riduzione dei decessi avvenuti in ospedale.

Tabella 5.34 Mortalità per luogo di decesso. Anno 2013. Ulss 4

Luogo del decesso Donne Uomini Totale

Numero % Numero % Numero %

Ospedale 317 34,5% 317 39,9% 634 37,0%

Abitazione 265 28,8% 261 32,9% 526 30,7%

Struttura socio-assistenziale 261 28,4% 107 13,5% 368 21,5%

Ospedale di Comunità/Hospice 58 6,3% 63 7,9% 121 7,1%

Altro 8 0,9% 27 3,4% 35 2,0%

Non riportato 11 1,2% 19 2,4% 30 1,8%

Totale 920 65,5% 794 60,1% 1.714 63,0%

2. Area Minori e Famiglia

La visione dell’Unità complessa bambino

famiglia è quella di accogliere, fin dall’inizio

della presa in carico del problema, la famiglia

nel suo insieme e di costruire un percorso

congiunto di presa in carico.

In tale visione l’assetto dei servizi dedicati alla

famiglia ed ai minori è volto ad accentuare

l’integrazione funzionale (processo sempre in

evoluzione) tra il Consultorio Familiare, la

pediatria di Comunità, i 22 Pediatri di libera

scelta, il servizio di Neuropsichiatria infantile

e per l’età evolutiva, il Servizio Tutela Minori ed il Servizio per l’Affido e le Adozioni.

Nel 2013 si sono attivate una serie di azioni per adeguare i servizi alle nuove esigenze

sociali.

L’azione prioritaria è stata la messa a regime dei percorsi di protezione nei confronti

della violenza di genere grazie ad una azione coordinata, formalizzata nel "Protocollo di

intesa per l'accoglienza in situazioni di urgenza delle vittime di violenza", tra i servizi

dedicati dell’Ulss 4, i servizi sociali dei Comuni, il Pronto Soccorso e le Forze dell’Ordine,

con la protezione concreta della persona in pericolo in una delle 5 strutture di

accoglienza convenzionate.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

101

La seconda azione di grande rilevanza è stato il potenziamento del trattamento dei

bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), con l’inserimento, attraverso

una specifica progettualità di raccolta fondi legata alla responsabilità sociale d’impresa

(25 imprese aderenti) di nuovi operatori specializzati in grado di formulare diagnosi

precoci e tempestive e di effettuare i relativi trattamenti (aumento di 50 ore del servizio

logopedico dedicato con 8 ore di uno psicologo e di un neuropsichiatra infantile

supervisore).

La terza azione prioritaria è rappresentata dal sostegno alla genitorialità fragile: nel 2013

sono stati attivati 40 interventi di educativa territoriale con progetto personalizzato,

realizzati attraverso Cooperative sociali.

I Consultori Familiari

Il Servizio eroga interventi di consulenza e di assistenza alla famiglia, alla maternità, ai

minori attraverso prestazioni mediche, sociali e psicologiche. Svolge l’attività in forma

interdisciplinare, in équipe con l’apporto di diverse professionalità ed in collegamento

con gli altri servizi sociosanitari.

Vi si può accedere per assistenza psicologica, educativa, sociale e legale al singolo e ai

familiari, in caso di problemi personali ed interpersonali. Offre assistenza sanitaria per la

tutela della salute della donna, in caso di gravidanze con problemi psicosociali, nel caso

della prevenzione dei tumori dell’apparato genitale femminile o di problematiche della

menopausa ed offre consulenza ed assistenza psicologica, sociale e sanitaria in caso di

interruzione della gravidanza (IVG) nei modi previsti dalla L. 194/78. Fornisce altresì

informazioni sulla sessualità, sulla maternità consapevole, organizza corsi di

preparazione al parto e affronta le problematiche psicosociali della coppia, della

famiglia, dell’infanzia, dei minori.

Tabella 5.35 Dati di attività dei Consultori Ulss 4. Anno 2013.

Attività Valori

Attività Ostetrico-Ginecologica

a) n. accessi consulenze ostetriche ginecologiche 3.230

n. utenti 2.180

n. nuovi utenti 489

di cui n. donne in gravidanza 784

n. accessi con l’Ostetrica 1.205

Attività Psico-Sociale

a) n. casi seguiti 1.069

di cui n. nuclei familiari seguiti 116

di cui n. coppie seguite 170

di cui nuovi casi 107

di cui n. mediazione familiare 26

n. bambini in affido 2

n. bambini in casa famiglia/comun. 1

Spazio Adolescenti n. accessi per consulenze sanitarie 872

n. accessi per consulenze psico–sociali 142

Corso Preparazione Nascita

n. gestanti partecipanti 996

di cui extracomunitarie 93

Interruzioni volontarie di gravidanza

n. richieste totali 133

di cui n. richieste di minorenni 3

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

102

Assistenza ostetrica alle gravidanze a rischio e nel puerperio

Superata la fase sperimentale del 2012 e con l’arrivo di un’ostetrica, è stato possibile

strutturare degli ambulatori gestiti autonomamente dalle ostetriche nel Centro Sanitario

Polifunzionale di Thiene e nella Casa della Salute di Schio, tali ambulatori forniscono alla

popolazione femminile un supporto costante durante la gravidanza e il puerperio.

Nel 2013 ci sono stati 1.205 accessi presso gli ambulatori ostetrici, con un incremento

del 6,2% rispetto al 2012.

Il Servizio Accoglienza Famigliare

L’Ulss 4, grazie ad un team di psicologi e assistenti sociali, si prende cura delle coppie e

delle famiglie che scelgono di adottare o avere in affido un bambino: il Servizio

Accoglienza Famigliare ne segue l’iter ed offre supporto, consulenza e informazione. Al

fine di sensibilizzare e promuovere l’affido familiare nel territorio il Servizio istituisce

corsi di informazione/formazione per le adozioni e per l’affido familiare.

Esegue inoltre studi di coppie aspiranti all’adozione su mandato del Tribunale dei Minori

ed esprime una valutazione delle disponibilità all’affido familiare con colloqui

psicosociali. Offre sostegno e vigilanza nella fase dell’affido preadottivo e nel post-

adozione, gestendo anche un gruppo di auto–mutuo–aiuto per genitori adottivi e

garantisce formazione continua per le famiglie affidatarie. È il Servizio preposto per

coloro che intendono procedere con adozioni nazionali e internazionali.

Tabella 5.36 Dati Adozioni e affido. Anno 2013. Ulss 4.

Valori

Adozione N. domande adozione pervenute 22

N. minori seguiti in post–adozioni o affido Preadottivo 73

Affido N. famiglie con affido in corso 39

N. famiglie affidatarie disponibili 71

Costi affidi: minori in famiglia o istituto

Costi in migliaia di € € 775.402

L’Unità Operativa Tutela Minori

L’Unità Operativa Tutela Minori è dedicata alla presa in carico del minore in situazione di

rischio e pregiudizio nell’ambito delle problematiche della trascuratezza, del

maltrattamento, dell’abuso sessuale e della sua famiglia.

Il Servizio si avvale di un modello di intervento multi–professionale e di rete, integrato

con le unità operative interaziendali, con enti e strutture del territorio e con le istituzioni

della giustizia minorile.

Assumono in questo contesto particolare rilevanza gli interventi di sostegno alla

genitorialità, incontri di verifica con il minore e la famiglia degli interventi in atto ed

interventi di sostegno e controllo delle situazioni in carico, anche su mandato

dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

103

3. Area Disabilità

E’ opportuno distinguere due macro

categorie di utenti: i disabili fisici e quelli

psichici; si assiste talvolta ad una

commistione di entrambe in un unico

paziente (ad es. l’anziano con problemi

motori e affetto da Alzheimer o un soggetto

adulto con disturbi mentali e problemi di

dipendenza, ecc.) e ciò comporta un

intervento coordinato per molteplici aspetti.

Sul sito aziendale è reperibile

la mappa delle strutture per disabili nell’Ulss 4 e una guida sui Diritti dei cittadini con disabilità,

all’indirizzo:

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/DSS/ass_disabili

L’unità operativa Disabilità opera con un’équipe multidisciplinare (Assistenti sociali,

Educatori, Psicologo, Operatori) ed agisce in raccordo con il medico di famiglia,

integrandosi con i servizi territoriali distrettuali.

I servizi aziendali si occupano dei vari aspetti legati alla disabilità, sia da un punto di vista

clinico e riabilitativo, che sociale.

Tabella 5.37 Attività dei Servizi Disabilità. Anno 2013. Ulss 4.

Numero

Utenti in carico

Minori 415

Adulti 479

Segretariato sociale: Utenti minori ed adulti 250

Interventi per minori: Utenti in Assistenza scolastica 220

Interventi domiciliarità

Progetti Promozione autonomia personale 2

Progetti Aiuto personale 27

Progetti Vita indipendente 50

Accoglienza diurna temporanea 18

Assistenza semiresidenziale e residenziale

Utenti in Centri diurni a gestione diretta dell’Ulss 4 51

Utenti in Centri diurni gestione convenzionata 178

Utenti in struttura residenziale 75

Il servizio promuove progetti personalizzati offrendo una serie di interventi sociali, socio-

sanitari ed educativi: “Caleidoscopio”, “Piccola Oasi”, “Arti e mestieri” propongono

interventi educativi ed assistenziali rivolti ai minori, in stretto raccordo con il Servizio di

Neuropsichiatria Infantile, promuovendo autonomie personali e sociali; i progetti di

aiuto personale e di vita indipendente (ma anche accoglienze diurne e residenziali

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

104

temporanee, ecc.) sono finalizzati al mantenimento della persona al proprio domicilio e

nel proprio contesto di vita.

L’Ulss 4 si occupa della disabilità rivolgendosi all’utenza da 0 a 65 anni, ovvero prende in

carico la persona con disabilità nel percorso di vita: inizia alla nascita e prosegue fino al

passaggio all’età anziana, modulandosi in sintonia con i cambiamenti e le diverse

esigenze espresse dalla persona e dalla famiglia, con aiuti a partire dall’integrazione

scolastica negli asili nido, all’inserimento in centri diurni per ragazzi ed adulti, fino alla

residenzialità, frequenti anche i gruppi di auto-mutuo-aiuto.

Minori con disabilità

Neuropsichiatria, Psicologia e Riabilitazione Età Evolutiva Il servizio si rivolge a bambini e adolescenti affetti da patologia a carico del Sistema

Nervoso Centrale o Periferico con attività di tipo medico, psicologico, riabilitativo.

L’intervento nelle problematiche infantili vede una presa in carico globale del paziente e

della sua famiglia, attraverso la cooperazione di più professionalità in integrazione con il

pediatra ed il medico di famiglia.

Oltre alle attività diagnostiche e riabilitative di base, sono presenti ambulatori per

alcune specifiche aree:

• Ambulatorio integrato per la promozione dello sviluppo del bambino in

collaborazione con la Pediatria dell’ospedale e il servizio di Recupero e Riabilitazione

Funzionale con la presenza di un gruppo multidisciplinare dedicato all’individuazione

precoce delle anomalie dello sviluppo. È rivolto ai prematuri con meno di 32

settimana di gestazione, ai prematuri con peso inferiore ai 1.500 gr, ai neonati con

sofferenza del sistema nervoso centrale e patologie genetiche, metaboliche e

malformative, dimessi dalla Pediatria dell’Ospedale o provenienti da altri ospedali,

ma residenti nel territorio dell’Ulss 4. Nel 2013 sono state effettuate 164 visite.

• Ambulatorio Autismo e Disturbi Gravi dello Sviluppo, in collaborazione con il Servizio

Disabilità, per piccoli pazienti da 0 a 5 anni. Un gruppo multidisciplinare sovra-

distrettuale offre un intervento psicoeducativo moderno, intensivo e precoce; si

effettua la diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico, provvedendo

all’adozione del modello cognitivo–neocomportamentale. Lo scopo è di intervenire in

modo rapido e mirato, definendo un programma educativo individualizzato e

prevedendo l’eventuale riabilitazione con il coinvolgimento attivo dei genitori.

Tabella 5.38 Pazienti con disturbi generalizzati dello sviluppo. Anni 2010-2013. Ulss 4.

0-18 anni 11

2010 2011 2012 2013

Disturbi generalizzati dello sviluppo 54 49 50 48

• Ambulatorio per la psicopatologia dell’adolescente e del preadolescente. L’esigenza

di creare una procedura di consulenza in ambiente ospedaliero e di continuità

assistenziale ospedale–territorio fra il Servizio di Neuropsichiatria infantile, la

11

i numeri non si mantengono costanti poiché ogni anno ci sono delle entrate nei primi anni e delle uscite dopo il 18° anno, che sono variabili. ULSS 4 popolazione minori 0-17: circa 35.000.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

105

Pediatria e il Pronto Soccorso, ha portato, nel gennaio 2013, alla costituzione di un

gruppo di lavoro dedicato composto da operatori del Servizio di Neuropsichiatria

infantile. Lo scopo è stato di affrontare in modo integrato le emergenze legate alla

psicopatologia grave dell’età evolutiva e per favorire una adeguata e precoce presa in

carico dei disturbi. L’ambulatorio è rivolto a bambini e ragazzi (8-18 anni) con

sintomatologia psichiatrica in particolare in relazione a tentato suicidio, gravi

agitazioni psicomotorie, disturbi della condotta con comportamenti etero ed auto

lesivi. Nel 2013 sono stati seguiti 15 pazienti.

Il Servizio di Integrazione Scolastica Il Servizio di Integrazione Scolastica si rivolge agli studenti con disabilità che frequentano

la scuola dell’obbligo (tutti gli ordini di scuola, inclusi asili nido). Gli enti interessati, Ulss,

Comuni e Province, si coordinano per favorire l’inserimento scolastico di ogni studente

che presenta una forma di disabilità. L’Ulss 4 offre i seguenti servizi:

- individuazione degli alunni con disabilità e rilascio della relativa Certificazione

clinica ai fini dell’attivazione di tutte le forme di sostegno previste dalla L. 104/92

per gli alunni con disabilità, attività diagnostica e certificativa svolta dal Servizio di

Neuropsichiatria Infantile e Psicologi del Servizio;

- accompagnamento nel percorso scolastico: l’Ulss prende in carico lo studente e

collabora con la scuola elaborando il Profilo Dinamico Funzionale ed il Piano

Educativo Individualizzato;

- assistenza all’integrazione scolastica per studenti con grave limitazione

dell’autonomia personale; l’Ulss, su delega dei Comuni, assegna degli operatori ad

alunni con disabilità psicofisica, mentre è a carico dell’Amministrazione Provinciale

il supporto ad alunni con disabilità sensoriale;

- orientamento al termine del percorso scolastico: l’Ulss, in collaborazione con la

scuola, aiuta la persona con disabilità e la sua famiglia ad individuare delle soluzioni

compatibili con il grado di competenza e di autonomia raggiunto.

Nel 2013 sono stati assistiti 220 alunni.

Adulti con disabilità

Accoglienza semiresidenziale (Centri diurni) Tra gli interventi più significativi, riservato a persone con grave disabilità, vi è

l’inserimento in Centro Diurno (CD). Il Centro Diurno è un servizio a carattere diurno

rivolto a persone con disabilità con diversi profili di autosufficienza, che fornisce

interventi a carattere educativo-riabilitativo-assistenziale.

Alle persone accolte viene garantita, mediante la definizione di progetti personalizzati

condivisi con la famiglia, una gamma di interventi finalizzati allo sviluppo/mantenimento

di abilità e competenze nell’autonomia personale, nella relazione e nella socializzazione.

Nell’Ulss 4 nel 2013 sono state assistite in questo ambito 230 persone.

Il servizio viene fornito settimanalmente, nella fascia oraria compresa tra le ore 08:00 e

le ore 16:30 e prevede mensa e trasporto.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

106

I Centri diurni presenti nel territorio dell’Ulss 4 sono:

� Centro Diurno a gestione diretta dell’Ulss 4:

� Centro diurno di Lugo di Vicenza;

� Centro diurno di Malo;

� Centro diurno di Chiuppano.

� Centro Diurno in convenzione con il terzo settore:

� 3 centri diurni ANFFAS: “Valbella” a Schio; Centro Diurno di Torrebelvicino; Centro

Diurno “Seghe di Velo” a Velo d’Astico;

� Centro diurno “G. Tapparelli”, Cooperativa Sociale Schio Solidale, Schio;

� Centro diurno Cooperativa Sociale Verlata, Villaverla;

� Centro diurno “Vita Indipendente”, Ipab La Pieve, Breganze;

� Centro diurno “Casa Enrico”, Associazione “Il Filo di seta”, Fara Vicentino.

Tabella 5.39 Conti area Disabilità semiresidenzialità. Anno 2013. Ulss 4.

area handicap e disabilità costi

conti della semiresidenzialità12

costi semiresidenzialità per istituto € 4.163.892

Accoglienza residenziale I servizi residenziali si rivolgono a persone con disabilità che, per diverse ragioni, sono

impossibilitate a rimanere nel nucleo familiare di origine o nel proprio domicilio, anche

se supportati da altri tipi di intervento. Offrono accoglienza residenziale temporanea o

permanente a seconda dei bisogni delle persone. Si distinguono in:

• Residenze Sanitarie Assistite (RSA): destinate a disabili adulti con gravi limitazioni

dell’autonomia personale ed elevato bisogno socio-sanitario ed assistenziale.

Hanno una capacità ricettiva minima di 20 ospiti e massima di 40.

• Comunità Alloggio: accolgono utenza, priva di nucleo familiare, con minor bisogno

di assistenza sanitaria e forniscono accoglienza e gestione della vita quotidiana.

Sono organizzate per nuclei di 8 posti (più 2 posti in pronta accoglienza o

accoglienza programmata).

I servizi prevedono una compartecipazione alla spesa da parte dell’utente, della famiglia

o eventualmente, in caso di gravi problemi di natura economica, da parte del Comune di

residenza.

Sono presenti nel territorio: Rsa Il Cardo (38 posti) a Montecchio Precalcino, Rsa Villa

Miari (11 posti) a Santorso, Comunità Alloggio Abilè (20 posti) a Schio, Comunità Alloggio

Lisa (10 posti) a Villaverla. Sono possibili inserimenti anche in strutture fuori Ulss.

Tabella 5.40 Conti area Disabilità residenzialità. Anno 2013. Ulss 4.

area handicap e disabilità costi

conti della residenzialità13

(compresi Villa Miari disabilità e Il Cardo)

costi residenzialità per istituto € 4.197.261

12

Gli importi per i Centri Diurni a gestione diretta sono una stima approssimativa 13

La distinzione tra i due distretti è puramente indicativa ed approssimativa, in quanto non vigono regole certe per l'attribuzione del distretto.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

107

Gruppi appartamento protetto Nell’ambito dei progetti di residenzialità per le persone disabili, i gruppi appartamento

protetto (GAP) sono soluzioni abitative rispondenti ai bisogni della popolazione con

disabilità, compresi servizi domiciliari di supporto all’autonomia abitativa. I GAP sono

destinati a persone disabili, con buona autonomia residua, che restano privi di famiglia.

Ogni struttura è organizzata a moduli di 4 appartamenti individuali.

I gruppi appartamento (ciascuno con 4 appartamenti) presenti sono: Casa in Fiore a

Santorso, Casa di Piero a Villaverla, Castelletto a Breganze; 2 appartamenti a Piovene.

Negli ultimi anni sono stati attivati anche servizi residenziali a “bassa soglia” attraverso il

progetto “Le chiavi di casa”, supportato dalla Fondazione di Comunità Vicentina per la

Qualità di Vita (vedi pg. Errore. Il segnalibro non è definito.).

4. Area Dipendenze

Il Dipartimento delle Dipendenze si occupa

delle persone con problematiche legate

all’uso, abuso e dipendenza da sostanze

stupefacenti, alcol, tabacco e dipendenza da

gioco.

Il Dipartimento offre risposta sia ad esigenze

di tipo diagnostico che di cura, riabilitazione

e consulenza. Un settore è dedicato in

maniera particolare alla prevenzione.

Per le patologie legate alle dipendenze è

previsto l’accesso libero, su invio del medico

curante oppure con accesso programmato (anche su appuntamento telefonico).

L’accoglienza non contempla liste di attesa né ticket da pagare e le richieste per le visite

mediche trovano risposta in breve tempo (1/2 gg).

Per l’elenco delle strutture territoriali per assistenza, cura e riabilitazione delle dipendenze complete

di indirizzi e numeri telefonici si rimanda al sito aziendale al link:

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/DSS/territorio/DSS/territorio/sert/strutture_territorio_dipendenze

Il Dipartimento delle Dipendenze ha seguito complessivamente 1.306 utenti, di cui 349

sono nuovi casi. Delle persone seguite, 99 rappresentano casi di doppia diagnosi: si

tratta di soggetti che oltre alla dipendenza da sostanze hanno patologie psichiatriche.

Tossicodipendenze

Tra gli utenti in cura si conferma l’esistenza di due fasce d’età piuttosto eterogenee, una

numericamente inferiore ma fortemente problematica, costituita da utenti giovani,

consumatori in maggioranza di cannabis ma anche di eroina e cocaina, spesso poli–

assuntori, ed una più numerosa e con problematiche diverse ma altrettanto “pesanti”,

sia di tipo sanitario che sociale, costituita da utenti molto più vecchi con lunga storia

tossicomanica.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

108

Tabella 5.41 Dati Area tossicodipendenza. Anno 2013. Ulss 4.

Area tossicodipendenza Numero

Gestione casi di dipendenza Numero utenti 644

- di cui nuovi utenti 139

Casi doppia diagnosi con il CSM Numero casi doppia diagnosi 47

Gli utenti tossicodipendenti inseriti in comunità terapeutiche nel 2013 sono stati 74 per

un totale complessivo di giornate di presenza pari a 17.567.

Tabella 5.42 Dati residenzialità Area tossicodipendenze. Anno 2013. Ulss 4.

Area tossicodipendenza Costi

dati attività correlati ai conti della residenzialità

costi residenzialità per istituto € 1.272.719

Progetti specifici nell’ambito della tossicodipendenza hanno visto nel 2013:

- progetto “Gravidanze consapevoli”: effettuate 46 consulenze, con l’invio di 17

ragazze al Consultorio Familiare;

- progetto “Servizio Territoriale Occuparsi”: le attività proposte si svolgono

prevalentemente in un laboratorio occupazionale, che per l’anno 2013 registra un

numero di 4.904 giornate di presenza, e prevedono inoltre gruppi di auto-aiuto e

gestione di momenti ludico-ricreativi nel tempo libero. Il progetto ha coinvolto 39

pazienti in situazione di grave disagio con 13 nuovi ingressi nel corso del 2013.

Nel 2013 è proseguita l’attività di accertamento di assenza di tossicodipendenza in

lavoratori adibiti a particolari mansioni a rischio ai sensi dell’Accordo Stato – Regioni n.

178 del 18/09/08. Gli accertamenti di secondo livello nel corso dell’anno hanno

riguardato 27 lavoratori.

Inoltre nell’anno 2013 si sono effettuate 59 perizie relative a persone inviate dalla

Commissione Medica Patenti di Vicenza a seguito di guida in stato di intossicazione

alcolica.

Dipendenze da alcool

Il Servizio Alcologia, con ambulatorio protetto, collocato nella Casa della Salute di Schio,

nel 2013 ha seguito 426 alcolisti, di cui il 30% donne.

La bevanda più assunta è il vino, seguita dalla birra, quindi i superalcolici e da ultimo

aperitivi e digestivi. Frequente è la situazione di poli–abuso, cioè il consumo di tipi

diversi di bevande alcoliche ma soprattutto l’associazione con sostanze psicoattive

illegali o psicofarmaci.

Gli utenti alcolisti inseriti in comunità terapeutiche nel 2013 sono stati 21, di cui 15

uomini e 6 donne per un totale complessivo di giornate di presenza pari a 3.240.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

109

Tabella 5.43 Dati alcolismo. Anno 2013. Ulss 4.

Attività Indicatori Numero

Gestione ambulatorio protetto di alcologia Numero utenti 79

di cui nuovi utenti 43

Gestione casi di dipendenza Numero utenti 426

di cui nuovi utenti 101

Casi doppia diagnosi con il Centro Salute Mentale Numero casi doppia diagnosi 52

Dipendenze da fumo

L’ambulatorio per il trattamento della dipendenza da nicotina e per la prevenzione della

ricaduta, attivo dal 2006, è destinato a fumatori (con richiesta autonoma oppure inviati

dal medico di famiglia) preoccupati di non riuscire a smettere da soli e spesso con una

storia di più tentativi non andati a buon fine, affetti da patologie causate o aggravate dal

fumo.

Nel 2013 gli utenti sono stati 101, di cui 48 sono le nuove prese in carico. Di questi 34

hanno frequentato il “Corso per smettere di Fumare” organizzato in collaborazione con

l’Associazione degli Ex Fumatori Alto Vicentino (E.F.A.V.) e 67 sono quelli che si sono

rivolti all’ambulatorio di secondo livello o hanno frequentato il gruppo settimanale

tenuto nella sede del Ser.T.

Dipendenza da gioco d’azzardo patologico

All’interno dell’Dipartimento delle Dipendenze è svolta attività di ascolto e trattamento

a favore delle persone con problemi di dipendenza patologica da gioco d’azzardo.

Il giocatore problematico può facilmente evolvere in giocatore patologico se continua a

giocare. I possibili rischi correlati al gioco d’azzardo sono: sviluppo di dipendenza

patologica, stress psicofisico, depressione e altri disturbi psicologici e psichiatrici, perdita

della credibilità personale, conflitti famigliari, insuccessi personali, sociali, lavorativi,

indebitamento e problemi legali.

Durante il 2013 sono state seguite 108 persone per dipendenza da gioco patologico, di

cui 42 sono nuovi utenti.

Grafico 5.11 Numero di utenti seguiti per dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Anni 2010-2013. Ulss 4.

Utenti noti Nuovi utenti Totale

2010 9 19 28

2011 20 34 54

2012 37 30 67

2013 66 42 108

0

20

40

60

80

100

120

2010 2011 2012 2013

nuovi

noti

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

110

Da settembre 2012 è attivo inoltre al Servizio di alcologia di Schio, in collaborazione con

la comunità terapeutica San Gaetano, un gruppo terapeutico a frequenza settimanale

per il gioco d’azzardo patologico, frequentato in media da 8 pazienti.

Sul sito dell’Ulss 4 è possibile scaricare ed effettuare l’autotest per verificare

autonomamente il proprio livello di dipendenza dal gioco.

L’autotest può essere scaricato dal sito aziendale ed effettuato in pochi minuti:

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/DSS/territorio/DSS/territorio/sert/all/locandina_gioco.pdf

Attività di Prevenzione

Il Ser.T. è impegnato in numerose attività di prevenzione, alcune delle

quali in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione (Progetto “Guadagnare

Salute” e “Non solo cura ma cultura”).

Nel 2013 sono state interessate il 58% delle scuole secondarie di primo grado del

territorio dell’Ulss 4, con il coinvolgimento di 1.250 studenti di età tra i 10 ed i 16 anni.

Tabella 5.44 Attività di prevenzione svolte dal Dipartimento delle Dipendenze. Anno 2013. Ulss 4.

Attività Indicatore Valori

Progettualità Scolastiche % Scuole Aderenti al Progetto

Sc. Medie 58% Sc. Superiori 27%

% Adesione Popolazione Target 36%

Progettualità Territoriali Numero Incontri complessivi 103

5. Area Salute Mentale

Le politiche per la salute mentale del Piano di

comunità, coerentemente al Progetto

Obiettivo Regionale ed al Piano Socio-Sanitario

Regionale 2012-2016 , si fondano sui seguenti

valori condivisi:

- servizi accessibili alle persone, ossia servizi

realmente inseriti nella comunità locale,

in grado di adattarsi ad una domanda

sempre più attenta ed in evoluzione;

- empowerment delle persone,

riconoscendo il ruolo di protagonista dell’utente nei processi di terapia e riabilitazione

che lo coinvolgono, la sua partecipazione alla definizione degli obiettivi, degli strumenti,

il suo essere interlocutore fondamentale nella organizzazione e nel funzionamento dei

servizi;

- efficacia degli interventi, tramite attenta valutazione dei processi e dei risultati, con

attenzione continua anche agli strumenti organizzativi;

- centratura dei servizi sulla persona e non sulla logica delle strutture;

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

111

- attenzione alla cultura e alle identità etniche di provenienza;

- promozione delle progettualità innovative e della ricerca scientifica nella pratica dei

servizi.

Alcuni elementi di rilievo hanno caratterizzato il 2013:

a) L’innovazione aziendale dell’Ospedale Alto Vicentino, dove è collocato il Servizio

Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), si è stabilizzata. Le tendenze assistenziali in

atto in SPDC sono quindi oggi note e documentabili dai dati di attività: il numero

ricoveri e il numero consulenze è incrementato nell’ultimo semestre 2013 così come

le richieste di intervento ospedaliero per nuovi bisogni, come in area dipendenze,

doppia diagnosi, disturbi del comportamento alimentare e casi complessi per

comorbilità somatica grave.

b) L’adeguamento delle azioni in area salute mentale in funzione del Superamento degli

Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), in applicazione del DPCM 1/04/2008 e dei

correlati provvedimenti della Regione Veneto, è proseguita nel 2013.

c) Il servizio Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), precedentemente in

collocazione distrettuale, è stato ripianificato dall’Ulss 4 nella cornice del

Dipartimento di Salute Mentale, in linea con il modello di riferimento regionale.

d) È proseguita la rimodulazione degli inserimenti residenziali, a seguito dell’avvio di

nuova tipologia di Struttura (Comunità Alloggio Estensiva), prevista dal Piano di

Comunità, che integra e completa le precedenti strutture in rete dipartimentale, che

vengono da un lato confermate e dall’altro specializzate tramite migliore gradiente di

tipologia assistenziale. L’attività svolta nel corso del 2013 si è perciò concretizzata

nella rivalutazione sistematica, accurata e continua dell’appropriatezza degli

inserimenti, con la conseguente variazione di struttura per alcuni utenti.

Il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) per svolgere la propria missione si avvale della

disponibilità di vari servizi e strutture organizzati in rete.

Le strutture del Dipartimento di Salute Mentale sono: i due Centri di Salute Mentale a

Schio e Thiene (CSM), Il Centro Diurno e il Day Hospital territoriale, il Servizio Psichiatrico

di Diagnosi e Cura (SPDC), il Day-Hospital Ospedaliero, la Comunità Terapeutica

Riabilitativa Protetta (CTRP), le Comunità Alloggio (CA) che includono la nuova tipologia

della Comunità Alloggio di tipo estensivo, i Gruppi Appartamento Protetto.

I servizi sono in parte a gestione diretta del Dipartimento di Salute Mentale e in parte a

gestione indiretta attraverso convenzioni, prevalentemente con cooperative sociali.

I Centri di Salute Mentale (CSM), a Thiene e a Schio, sono preposti al coordinamento

degli interventi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e reinserimento sociale nel

territorio di competenza. Nei CSM si attuano programmi personalizzati di cura con

interventi ambulatoriali, domiciliari, semiresidenziali (Centro Diurno) e residenziali

(Comunità). Vi si svolgono funzioni di ascolto, accoglienza, filtro e valutazione della

domanda in situazioni di disagio psichico con definizione dei relativi interventi. Il

Dipartimento di Salute Mentale si rivolge ad adulti (maggiorenni) con disturbi psichici, i

loro familiari e altre figure professionali (medico di base, operatori sociali).

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

112

Interventi specifici sono attuati attraverso la psicoterapia individuale e di gruppo ed

anche offrendo cure e sostegno alla persona ed ai familiari con interventi ambulatoriali e

domiciliari.

Tabella 5.45 Utenti e giornate di assistenza per sede. Anno 2013. Ulss 4.

Utenti Giorni assistenza

Comunità terapeutica riabilitativa protetta (CTRP) 27 5.260

- di cui in strutture extra Ulss 6 1.410

Nel corso del 2013 è stata perseguita anzitutto la continuità del modello Veneto e locale

dell’Alto Vicentino, che conferma un sistema di assistenza fondato sulla Psichiatria di

Comunità. A tal fine le risorse assegnate all’Area Salute Mentale sono state redistribuite

durante l’anno in modo proporzionato alle varie linee d’intervento della salute mentale,

alle effettive necessità dei bacini di utenza e con prevalente assegnazione delle risorse di

personale medico all’area territoriale rispetto all’area ospedaliera tramite verifiche e

revisioni organizzative continue del sistema.

Inoltre è proseguita la rimodulazione degli inserimenti residenziali, a seguito dell’avvio di

nuova tipologia di Struttura (Comunità Alloggio Estensiva), prevista dal Piano di

Comunità, che integra e completa le precedenti strutture in rete dipartimentale, che

vengono da un lato confermate e dall’altro specializzate tramite migliore gradiente di

tipologia assistenziale. L’attività svolta nel corso dell’anno si è perciò concretizzata nella

rivalutazione sistematica, accurata e continua dell’appropriatezza degli inserimenti, con

la conseguente variazione di struttura per alcuni utenti.

Tabella 5.46 Indicatori di attività del Dipartimento di Salute Mentale. Anno 2011-2013. Ulss 4.

Indicatori 2011 2012 2013

Numero utenti dell’assistenza psichiatrica ambulatoriale (gennaio- settembre) 2.279* 2.294** 2.439***

Numero utenti dell’assistenza psichiatrica residenziale (gennaio-dicembre) 123 122 115

Numero Giornate di assistenza residenziale (gennaio-dicembre) 33.104 34.338 35.231

Numero utenti in Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta-CTRP Spazio Libero (Direzione clinica DSM, gestione mista pubblico-privato, 12 posti di cui 1 Pronta Accoglienza)

21 23 21

Numero utenti dell’assistenza psichiatrica semiresidenziale (gennaio-dicembre) (Centri Diurni dei due Centri di Salute Mentale e Centri Diurni convenzionati)

94 87 101

Numero giornate di assistenza semiresidenziale psichiatrica (gennaio-dicembre)

9.238 9.773 9.333

Numero ricoveri ordinari ospedalieri in S.P.D.C. (Dimissioni gennaio-dicembre)

340 316 339

Degenza media (gennaio-dicembre) 12,49 14,37 13,9

Numero ricoveri Day Hospital Ospedaliero (dimissioni gennaio-dicembre) 34 23 2

Numero utenti in Progetti Personalizzati di sostegno socio-relazionale (gennaio-dicembre) (sono progetti innovativi locali non previsti dal Progetto Obiettivo Regionale)

23 26 20

(*) Totale utenti assistenza psichiatrica anno 2011 = 2.779, (**) Totale utenti assistenza psichiatrica anno 2012 = 2.816, (***) Totale utenti assistenza psichiatrica anno 2013 = non determinato ma valore atteso oltre 2.900 (2.439 è dato al III° trimestre)

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

113

Tabella 5.47 Indicatori di risorsa-personale del Dipartimento di Salute Mentale. Anni 2008-2013. Ulss 4.

Indicatori 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Totale personale Dipartimento Salute Mentale 57 56 59 57 52 54

- di cui Medico Psichiatra (dipendente/convenzionato) 14 13 12 12 11 12

- di cui Psicologo (dipendente/convenzionato) 2 2 2 3 3 2

Tabella 5.48 Costi area Psichiatrica, residenzialità e semiresidenzialità. Anno 2013. Ulss 4.

I disturbi alimentari

Il Servizio per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) dell’Ulss

4 è sito nella Casa della Salute di Schio, opera in collaborazione con la clinica privata

convenzionata "Villa Margherita", all'interno dei servizi territoriali del distretto

sociosanitario.

L’equipe, composta da un medico internista e psichiatra, quattro psicologhe e due

dietiste, si rivolge a tutte le persone che hanno difficoltà nella gestione del proprio

comportamento alimentare, con disagi noti come anoressia e bulimia.

Dal 2003 il Servizio per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentari

dell’Ulss 4 ha effettuato circa 1.000 prime visite.

Attraverso uno sportello settimanale di ascolto ed

un gruppo di auto mutuo aiuto, sorto in collaborazione con l'Associazione per i Disturbi

Alimentari e l'Obesità (ADAO), i pazienti trovano adeguato supporto.

Tabella 5.49 Principali indicatori epidemiologici e di attività. Anno 2013 (dati al 30.11.13). Ulss 4.

Prime visite: 86 (donne 80%, uomini 20%) Diagnosi:

• 31,4% disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati

• 18,6% anoressia nervosa

• 15,2% bulimia nervosa

• 16,3% disturbo da alimentazione incontrollata;

• 6,9% disturbo in età evolutiva

• 11,6% obesità da fattori psicologici

Esiti a breve (solo prime visite 2013 pari a 86 persone)

• 5 dimissioni per remissione clinica

• 11interruzioni volontarie delle cure

• 6 dimissioni concordate (necessità solo di consulenza)

• 61 attualmente in cura

• 3 interruzioni per cambio residenza

Esiti a medio-lungo termine (circa 1.000 prime visite dal 2003)

• 35% dimissioni con remissione completa dei sintomi

• 15 % consulenze senza necessità di presa in carico o inviati ad altri servizi

• 15% tuttora in carico

• 29% dimissioni non concordate (drop-out) precoci o tardive

• 6%dimissioni con esito negativo

area psichiatrica Anno 2013 costi

dati attività correlati ai conti della residenzialità e semiresidenzialità

costi residenzialità e semiresidenzialità € 4.160.381

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

114

Centri per il Decadimento Cognitivo

Con Decreto n. 38 dell’ 8 maggio 2013, la Segreteria regionale per la Sanità ha costituito

un Gruppo di lavoro con il compito di esplicitare le disposizioni attuative della LR

23/2012 (PSSR 2012-2016) in materia di Rete per l’Alzheimer. Tale attività è svolta con

particolare riferimento al ruolo dei Centri per il Decadimento Cognitivo (CDC) e del CRIC

(attualmente operante all’interno della Azienda Ospedaliera di Padova) nel garantire ai

pazienti con demenza un appropriato percorso diagnostico terapeutico nella filiera dei

servizi socio-sanitari.

6. Area Marginalità e Servizio Integrazione Lavorativa (SILAS)

Il Servizio Integrazione Lavorativa promuove

e sostiene l’inserimento nel mondo del

lavoro di persone svantaggiate, con problemi

di disabilità, di salute mentale, di

tossicodipendenza, di alcoolismo e a rischio

di emarginazione sociale.

Uno specifico accordo in vigore con la

Provincia di Vicenza è finalizzato

all’applicazione della L. 68/99 sul diritto al

lavoro dei disabili ed alla gestione integrata

di percorsi lavorativi per persone disabili e

svantaggiate. Il processo d’integrazione lavorativa è svolto in rete con i Comuni, le

Cooperative sociali, i Centri di Formazione Professionale ed è sostenuto anche da

Associazioni Imprenditoriali, Organizzazioni Sindacali, Associazioni di rappresentanza di

persone disabili e loro famiglie, dal mondo del Volontariato.

Nel rispetto delle caratteristiche di ogni situazione e in un’ottica di collocamento mirato,

vengono realizzati percorsi personalizzati d’inserimento lavorativo. I progetti prevedono

l’abbinamento tra persona e azienda, la preparazione del sistema sociale dell’impresa,

l’analisi e la scelta delle mansioni, l’eventuale adeguamento del posto di lavoro,

l’individuazione delle modalità d’ingresso dei lavoratori in azienda, il supporto al

lavoratore, alla famiglia e all’impresa.

Tabella 5.50 Dati SILAS Ulss 4. Anno 2013.

Tipologia utenti Utenti Giornate lavorative Costo

Disabili 318 46.110 € 416.785

Psichiatrici 115 16.675 € 150.724

ex. Tossicodipendenti 65 9.425 € 85.192

Disagio psicosociale (svantaggiati) 21 3.045 € 27.524

Totale 519 75.255 € 680.225

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

115

7. Focus

Centro Servizi di Montecchio Precalcino

L’area ad alta integrazione sociosanitaria del Centro Servizi di Montecchio Precalcino è

stata riconosciuta dall’Ulss 4 con propria deliberazione a partire dal 2001, in

applicazione del precedente Piano di Zona 2001/03.

Il Centro riconosce come propria principale vocazione quella assistenziale, caratterizzata

dalla progressiva personalizzazione degli interventi e da un orientamento

socioriabilitativo che si articola in modo differenziato su diverse strutture:

- Comunità Residenziale Protetta, a gestione diretta Ulss 4 ed in grado di ospitare 17

persone.

- Residenziale Sanitaria Assistenziale (Rsa) “S. Michele”. Accoglie fino 102 persone

ospitate in quattro nuclei (due maschili e due femminili), è gestita in convenzione con

l’ente “La Casa” di Schio.

- Residenziale Sanitaria Assistenziale (Rsa) “Il Cardo”. Riconosciuta come grande

struttura per disabili gravi, in grado di accogliere 38 persone, è gestita in convenzione

con l’ente “La Casa” con standard definiti dalla DGR 2537 del 2000 - sulle grandi

strutture e con particolare attenzione a percorsi individuali di tipo riabilitativo;

l’assunto di base che muove le iniziative del centro è l’effettivo superamento del

concetto assistenziale e di vita rappresentato dall’ospedale psichiatrico dapprima ed

in seguito dal residuo psichiatrico esistenti in precedenza.

L’assistenza alla persona è garantita da quattro medici di famiglia in apposita

convenzione.

Centro Pet Therapy

Il Centro di Pet Therapy, in Villa Bonin-Longare a Montecchio

Precalcino, è un punto di eccellenza per la sanità nazionale: il

Centro svolge attività clinica, di ricerca e formazione. La Pet

Therapy è una co-terapia che si affianca e/o integra le normali

terapie e si avvale della presenza dell’animale e delle sue

caratteristiche.

La Regione del Veneto, con la L. 3 del 03/01/2005 intende promuovere la conoscenza, lo

studio e l’utilizzo di nuovi trattamenti di supporto e integrazione delle cure clinico–

terapeutiche quali la terapia assistita dagli animali affiancata alle terapie di medicina

tradizionale.

Con il Progetto Europeo Leo Toi Te.D - Therapy Dog Trainer il Centro Pet Therapy

dell'Ulss 4 è partner assieme a Spagna, Inghilterra, Polonia e Germania di un progetto

europeo, finanziato dalla Commissione Europea, denominato Te.D - Therapy Dog

Trainer. L’obiettivo è quello di condividere modelli formativi e di lavoro che possano

portare ad un aumento di competenze e dunque a nuove opportunità occupazionali.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

116

Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza.

Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La promozione della salute si

sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci.

Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità. Carta

di Ottawa

Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale.

Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

117

Il Dipartimento di Prevenzione è l’articolazione dell’Ulss 4 preposta alla promozione e tutela della salute

della popolazione umana ed animale, per mezzo di azioni tendenti a prevenire ed eliminare/contenere le

cause di danno e di malattia. Strumenti essenziali e caratteristici del Dipartimento sono l'analisi

epidemiologica, l'educazione alla salute e l'assicurazione della qualità.

SERVIZI VETERINARI PREVENZIONE INVALIDITÀ CIVILE E

PROTESICA

SERVIZIO IGIENE ALIMENTI

E NUTRIZIONE

Prevenzione

Alto Vicentino

SERVIZIO PREVENZIONE E SICUREZZA

NEGLI AMBIENTI DI

LAVORO

SERVIZIO IGIENE E SANITÀ PUBBLICA

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

118

1 Dipartimento Prevenzione

1. Prevenzione

Prevenzione tumori

Lo screening oncologico è un complesso ed

organico programma di sanità pubblica

condotto con mezzi clinici, strumentali e di

laboratorio finalizzato alla diagnosi precoce

di una patologia neoplastica o

all’individuazione di alterazioni pre–

neoplastiche in sottogruppi selezionati di

popolazione. L’Ulss, con il programma di

screening, si fa carico di offrire attivamente a

tutta la popolazione bersaglio, nei tempi e

nei modi previsti, un percorso che prevede un primo test di ingresso ed eventuali

successivi accertamenti diagnostici di approfondimento ed i trattamenti più appropriati.

Gli screening oncologici offerti dall’Ulss 4 alla popolazione sono: screening della

mammella, screening citologico (utero), screening del colon-retto.

Tabella 5.51 Adesione all’attività di screening per tipologia. Anno 2013. Ulss 4.

Tipologia di screening Ulss 4* Valore Soglia indicato dalla Regione DGRV 1237/2013

Mammografico 82,50% >=80%

Citologico 78.20% >=60%

Colorettale 78,80% >=65% *i dati si riferiscono al 31/12 ma non sono definitivi

Lo Screening mammografico è rivolto a tutte le donne residenti nell’Ulss 4 di età

compresa tra i 50 e i 69 anni; è un test di 1° livello che utilizza la mammografia

bilaterale, proposta ogni 2 anni. Se la mammografia riscontra una lesione “sospetta” si

procede all’approfondimento diagnostico di 2° livello.

Il carcinoma alla mammella è il tumore più frequente tra le donne italiane per incidenza

e mortalità. Mentre quest’ultima è in lieve flessione, è invece in costante aumento

l’incidenza (numero nuovi casi all’anno/popolazione a rischio) che, almeno in parte, si

può giustificare con il diffondersi della cultura della prevenzione. La mammografia

permette infatti di individuare il tumore in una fase molto precoce, in modo che possa

essere curato efficacemente: la mammografia, eseguita ogni 2 anni, riduce del 35% la

probabilità di morire per tumore della mammella. Inoltre l’80–90% delle donne con un

tumore di piccole dimensioni e senza linfonodi colpiti può guarire definitivamente.

Lo Screening Citologico (Pap test) è finalizzato a individuare tra la popolazione

femminile le donne a rischio di sviluppare un tumore del collo uterino; per la diagnosi

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

119

precoce è utilizzato il pap test, proposto ogni 3 anni a tutte le donne residenti nell’Ulss 4

di età compresa tra i 25 e i 64 anni.

Insieme al tumore del colon-retto, il tumore del collo dell’utero è al secondo posto tra i

tumori femminili, dopo quello della mammella. Negli ultimi vent’anni la mortalità per

tumore dell’utero è diminuita di oltre il 50% nei Paesi in cui sono stati attuati gli

screening, tuttavia ogni anno in Italia si registrano in media 3.500 casi di tumore al collo

dell’utero e circa 1.000 decessi. Il programma è particolarmente efficace nel ridurre

incidenza e mortalità di questo tipo di tumore.

Lo screening per i tumori del colon retto ha la finalità di individuare lesioni pre–

cancerose e casi di neoplasia negli stadi precoci, in modo da ridurre l’incidenza e la

mortalità. È rivolto a tutti i residenti dell’Ulss 4, sia uomini che donne, di età compresa

tra i 50 e i 70 anni. Il test di I° livello utilizzato è un esame feci (FOBT) per la ricerca del

sangue occulto (sangue che non si vede ad occhio nudo) e viene proposto ogni 2 anni. Il

cancro al colon–retto si colloca ai vertici della categoria per incidenza e mortalità.

Servizio di Educazione e Promozione della Salute

Il Servizio di Educazione e Promozione alla Salute (SEPS) attua interventi diretti e svolge

funzioni di supporto metodologico e operativo ai Servizi aziendali per lo sviluppo di

programmi educativi rivolti alla popolazione del territorio, con particolare attenzione

agli stili di vita.

Opera raccordandosi con i Centri di Riferimento Regionali e le altre agenzie del territorio

impegnate in attività educative: Scuole, Enti Locali, Associazioni.

Scuola e Salute: Il Servizio Educazione e Promozione della Salute mette a disposizione

delle scuole:

- l’offerta di iniziative e progetti;

- la consulenza metodologica a progetti di Istituto;

- la collaborazione nella costruzione di percorsi didattici e iniziative insieme alle singole

scuole sulla base di esigenze specifiche;

- il supporto nella ricerca di esperienze e nella costruzione di materiale didattico.

Tabella 5.52 Percentuale adesione ai progetti di promozione della salute. Anno 2013. Ulss 4.

Tipologia promozione Indicatori 2012 2013

Partecipazione delle scuole

% scuole superiori aderenti a Teen-box 40,0% 59,0%

% scuole superiori aderenti a Hiv 94,0% 94,0%

% scuole superiori aderenti Donazioni 76,0% 88,0%

% scuole materne aderenti Clik fa Clak 19,0% 22,0%

Collaborazione ai progetti Guadagnare salute collaborazione alle iniziative in Valleogra / 100%

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

120

Foto: Sede di Ca’ Dotta - Sarcedo.

Progetti Distrettuali di Prevenzione

Percorsi di prevenzione per cittadini di ogni età sono progettati e monitorati dall’Unità

Operativa Progetti Distrettuali di Prevenzione.

In particolare, l’obiettivo è quello di creare un ambiente favorevole, di mettere a

disposizione le informazioni, di monitorare la salute tramite interventi strutturati e con il

coinvolgimento di Medici di famiglia e personale del territorio, di facilitare le abilità

personali e le opportunità che consentono alle persone di fare scelte sane. Si cita:

• Prosecuzione del Progetto di prevenzione Cardiovascolare Primaria nelle Utap di Zugliano e

Arsiero e nella Medicina di Gruppo Integrata di Malo;

• Nell’ambito del progetto “Genitori +, sette azioni per la vita del tuo bambino” referenza per

l’azione “Lettura Precoce ad alta voce”;

• Progetto ministeriale “Guadagnare Salute” nato dall’esigenza di rendere più facili le scelte

salutari e promuovere campagne informative atte a modificare comportamenti inadeguati,

promuove i quattro stili di vita sani (alimentazione corretta, non fumare, non abusare di

alcol, svolgere adeguata attività fisica) tramite la Progettazione Partecipata con le Comunità.

Guadagnare Salute nel 2013 è attivo in 5 comuni dell’Ulss 4: Sarcedo, Malo, Velo d’Astico,

Torrebelvicino e Valli del Pasubio.

Dal 2009 è attivo il Laboratorio didattico multimediale “Le vie del fumo”

realizzato a Ca’ Dotta. I laboratori di Ca’ Dotta sono un’esperienza di forte

impatto emozionale, centrata sull’immaginario individuale e collettivo

legato al fumo di sigaretta e all’alcol.

Si è scelto di privilegiare i contributi di linguaggi diversi nell’analisi di questi

temi perché la pluralità degli stessi può consentire l’attivazione di strategie

di difesa e fattori protettivi (life skills) indispensabili per fronteggiare le

diverse pressioni che possono portare a comportamenti a rischio.

La libertà, la scelta, la dipendenza, l’amicizia, la compagnia sono solo alcuni temi

che i ragazzi stessi affrontano e rielaborano attraverso le attività proposte.

2. Invalidità civile e protesica

Il Servizio di Medicina Legale assicura pubbliche

funzioni di natura accertativa, legate ad

esigenze di sicurezza sociale, assistenza e tutela

del cittadino rispetto a specifiche situazioni di

bisogno o di esercizio di diritti soggettivi in

campo sociale, assistenziale e lavorativo.

Svolge attività di medicina necroscopica e di

polizia mortuaria e provvede agli Accertamenti

collegiali per il riconoscimento dello stato di

invalido civile, di sordo, di cieco civile, dello

stato di handicap (L. 104/92) e dello stato di

disabilità (L. 68/99).

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

121

Tabella 5.53 Attività più significative svolte dal Servizio Medicina Legale. Anni 2012-2013. Ulss 4.

Descrizione aree di attività Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Assistenza protesica Autorizzazione forniture protesiche e presidi

Giorni dalla richiesta all'ordine 3 4

Altri accertamenti collegiali Tempo attesa Giorni di attesa 15 15

Vigilanza Professioni Sanitarie con L. 22

Tempo istruttoria Giorni di istruttoria 2 1,5

Certificazioni medicina legale semplici: patenti

Tempo attesa Giorni di attesa 0 0

Certificazioni rilasciate Numero certificazioni rilasciate 3.787 3.193

Medicina Necroscopica % visite entro 30 ore 100% 100%

Radioprotezione Verifica nuove segnalazioni

% verifiche /segnalazioni uso sanitario

100% 100%

Idoneità igienico sanitaria estetisti, ecc.

Rilascio parere Tempo attesa max per risposta (gg)

2 2,5

Certificazioni Med. Legale–Collegiale: Inv.Civile 104/92-68/99

Tempo di attesa per eseguire accertamenti

Giorni di attesa 13 18,25

Sportello Unico per l’Invalidità Civile Dal 2001, all’interno del Servizio di Medicina Legale, è attivo lo Sportello

Unico per l’Invalidità civile articolato in tre uffici: ufficio invalidi civile,

ufficio informa handicap, ufficio protesi e ausili, situati in un’unica

struttura con il medesimo orario per il pubblico, sia di consulenza

telefonica che di ricevimento

L’Ufficio invalidi civili ha competenze specifiche nell’organizzazione delle

Commissioni sanitarie per il riconoscimento dell’invalidità civile, delle

Commissioni sociosanitarie integrate per il riconoscimento della

condizione di handicap (L. 104/92) e della disabilità per l’inserimento

lavorativo (L. 68/99).

L’ufficio informa handicap ha competenze nell’offrire al cittadino uno spazio all’interno

del quale trovare risposte adeguate su come ottenere un servizio, su quali sono i diritti

riconosciuti dalle leggi nazionali e regionali, su iniziative di vario genere inerenti alle

tematiche dell’handicap.

L’obiettivo principale dell’Informa handicap è di offrire alla persona con disabilità

strumenti di conoscenza che favoriscano la cultura del diritto rispetto alla cultura

dell’assistenza. L’informazione permette al cittadino non solo di orientarsi nel mondo

della normativa e dei diritti, o dei percorsi amministrativi da seguire per ottenere il

risultato desiderato, ma anche di aumentare la conoscenza sulle risorse presenti nel

territorio.

Tra le attività svolte da questo ufficio si ricorda l’intervento di sensibilizzazione nelle

scuole (istituto tecnico per geometri) sulla tematica della barriere architettoniche. Il

progetto ha fornito agli studenti coinvolti le informazioni necessarie per capire le

concrete esigenze per la fruibilità delle persone con disabilità temporanee o permanenti,

Sportello Unico per

l’Invalidità Civile

dal lunedì al venerdì

dalle 10 alle 13

lunedì e mercoledì

dalle 14 alle 16

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

122

di spazi abitativi privati e pubblici e lo svolgimento di attività quotidiane, anche in

relazione all’utilizzo di ausili personali.

L’ufficio protesi e ausili ha competenze specifiche nella gestione dell’assistenza

protesica. L’erogazione può avvenire nelle seguenti modalità:

- in caso di ricovero la prescrizione di ausili viene fatta direttamente dai medici di

reparto durante la degenza, mentre per i pazienti domiciliari, spetta al medico di

famiglia richiedere una visita specialistica nella quale saranno eventualmente

prescritte le protesi e gli ausili necessari;

- nel caso di ausili costruiti su misura (elenco 1 D.M. 332/99), l’Ufficio Protesi e Ausili

provvederà ad autorizzare la fornitura di quanto richiesto dagli specialisti alle

sanitarie convenzionate, scelte dagli utenti, previa la presentazione di un preventivo

di spesa;

- nel caso di ausili di serie o da gara (elenco 2 o 3 D.M. 332/99) o presenti in

magazzino, la consegna verrà effettuata direttamente dal personale dell’Ufficio

Protesi.

L’ufficio ha provveduto al miglioramento del percorso di ritiro, manutenzione,

sanificazione, immagazzinamento e riutilizzo dei presidi e dell’organizzazione e

collaborazione con i distretti, la rete di distribuzione di prodotti e ritiro dei beni non più

utilizzati dai cittadini.

Il progressivo aumento delle condizioni di non autosufficienza e disabilità richiedono

consistenti interventi di assistenza protesica; negli ultimi quattro anni la spesa si è

mantenuta pressoché costante, con variazioni abbastanza contenute. I valori riportati di

seguito sono comprensivi di tutto il materiale erogabile previsto dal DM 332/99 (ausili,

protesi, materiale per stomia e incontinenza o ritenzione).

Grafico 5.12 Spesa protesica (ausili ex DM 332/1999). Anni 2001-2013. Ulss 4.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

123

3. Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL)

Il Servizio SPISAL contribuisce alla prevenzione

degli infortuni e delle malattie professionali ed

al miglioramento del benessere dei lavoratori,

operando in rete con le Istituzioni che si

occupano, con diverse competenze, della

vigilanza negli ambienti di lavoro, le

Organizzazioni dei Datori di Lavoro e dei

Lavoratori dipendenti, i Comuni, la Provincia,

la Regione, le Scuole e le Aziende.

Attività di controllo e prevenzione

In accordo con i più recenti indirizzi emanati dalla Commissione Europea, la strategia

2013 dello SPISAL per le azioni di controllo e prevenzione ha promosso il “miglior

rispetto della legislazione, in primo luogo grazie all’istruzione, alla persuasione e

all’incoraggiamento, in secondo luogo, se del caso, mediante misure coercitive”.

Le azioni di controllo e prevenzione sono state principalmente attuate nei comparti

lavorativi più a rischio (edilizia, metalmeccanica, agricoltura) assicurando la copertura

del 5% delle unità locali con dipendenti (circa 500 aziende da controllare ogni anno sulle

circa 10.000 esistenti).

Interventi specifici: indagini per infortuni su lavoro e malattie professionali, interventi

nelle aziende per rimuovere i rischi di infortunio e di malattia professionale, interventi

nei comparti a maggior rischio e bonifiche amianto, valutazioni e pareri sulla

costruzione/modifica degli insediamenti produttivi.

Tabella 5.54 Principali attività dello SPISAL. Anni 2012-2013. Ulss 4.

Descrizione Lea Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Controllo ambienti di lavoro

Sopralluoghi nei Cantieri edili Nr. cantieri visitati 257 236

Sopralluoghi nelle altre attività produttive Nr. aziende visitate 105 105

Tutela della salute delle lavoratrici madri

Pareri rilasciati Nr. pareri 268 382

Visite di Medicina del Lavoro

Visite effettuate Nr. visite mediche 61 21

Valutazioni progetti di insediamenti produttivi e piani di bonifica manufatti contenenti Amianto

Insediamenti produttivi Nr. pareri rilasciati 162 222

Bonifica manufatti con Amianto Nr. disposizioni 156 128

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

124

Attività di formazione ed assistenza

Gli operatori del Servizio sono impegnati, collaborando con le Parti Sociali, nelle attività

di formazione rivolte a gruppi di lavoratori o alle figure aziendali della prevenzione,

come i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), i Responsabili dei Servizi di

Prevenzione e Protezione (RSPP) ed i Datori di lavoro (nel 2013 sono state formate 45

persone per un totale di 255 ore di formazione). Si interviene inoltre nell’ambito del

mondo della scuola partecipando alla Rete delle Scuole della Provincia di Vicenza con lo

scopo di migliorare la sicurezza degli edifici, formare le figure della prevenzione (RLS e

RSPP) e introdurre nei programmi didattici elementi di igiene e sicurezza sul lavoro.

Attività di semplificazione

Per aiutare i Datori di lavoro a realizzare gli interventi più efficaci per tutelare

la salute dei propri dipendenti e migliorare la competitività dell’Impresa,

anche in periodo di crisi ed anche in aziende di piccole dimensioni.

Semplificare la Valutazione del rischio. Con il DM 30/11/2012 sono state

emanate le “Procedure Standardizzate per la valutazione dei rischi” per le

micro e piccole imprese ed il Comitato Regionale di Coordinamento ha

approvato delle “Indicazioni per la stesura del Documento standardizzato di valutazione

dei rischi” per mettere in grado il Datore di Lavoro di elaborare in autonomia questo

importante strumento di pianificazione degli interventi aziendali di prevenzione.

Lo SPISAL contribuisce attivamente a diffondere tali indicazioni e a facilitarne l’adozione

da parte dei datori di lavoro, in particolare delle imprese fino a 10 lavoratori, che dal

31/05/2013 non possono più avvalersi della facoltà di autocertificare la valutazione dei

rischi.

In particolare è stato predisposto un Software per agevolare la stesura del Documento di

Valutazione dei Rischi che verrà messo gratuitamente a disposizione dei Datori di Lavoro

attraverso il sito aziendale.

Semplificare e promuovere i modelli di gestione della sicurezza. Lo SPISAL è impegnato

ad accrescere la cultura della sicurezza nelle aziende anche attraverso la promozione dei

Sistemi di Gestione della Sicurezza e proponendo modelli semplificati di gestione.

Tabella 5.55 Attività relative agli infortuni anni 2012/2013

Descrizione Lea Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Sorveglianza epidemiologica e costruzione del sistema informativo su rischi e danni da lavoro

Osservatorio locale infortuni sul lavoro (comunicati dal Pronto Soccorso)

Prognosi

Numero infortuni con prognosi 0/3 gioni

954 756

Numero. infortuni con prognosi oltre 4 giorni

1.899 1.788

Categorie specifiche

Numero infortuni a titolari d'azienda 185 172

Numero infortuni a lavoratori stranieri 612 598

Tipologia sul totale

Totali infortuni sul lavoro 2.853 2.703

Totali infortuni scolastici 207 236

Totali infortuni stradali 297 348

Infortuni sul lavoro Indagini svolte per infortuni sul lavoro

N° indagini per Infortunio 135 102

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

125

4. Servizio Igiene e Sanità pubblica (SISP)

Il Servizio Igiene e Sanità pubblica svolge

compiti e funzioni specifiche di igiene e

medicina preventiva con interventi rivolti sia

agli individui che agli ambienti di vita con il

fine della tutela e il controllo della salute

pubblica:

- attività vaccinale, effettuata nei

distretti, nei confronti delle persone per le

quali è raccomandata (bambini o categorie a

rischio) e che lo richiedono (anziani,

viaggiatori, ecc.);

- prevenzione e la sorveglianza attiva per il controllo della malattie infettive

e cronico-degenerative;

- interventi rapidi nelle emergenze infettive;

- valutazione degli strumenti urbanistici;

- rilascio di pareri su progetti di edilizia;

- vigilanza di palestre, piscine, alberghi, cosmetici;

- comunicazione sui rischi sanitari legati alla qualità delle matrici ambientali

Attività vaccinale

L’abolizione dell’obbligo vaccinale nella Regione Veneto ha imposto un

puntuale monitoraggio del livello di copertura vaccinale che risulta ancora

soddisfacente, ma in progressiva diminuzione: questo ha reso necessario lo

sviluppo di strategie ed azioni adeguate alla situazione epidemiologica. Ai

soggetti non aderenti viene attivamente proposta la vaccinazione tramite

sollecito telefonico, invito a colloquio individuale e comunicazione col

pediatra di libera scelta.

Tabella 5.56 Principali attività di prevenzione malattie infettive. Anni 2012-2013. Ulss 4.

Descrizione Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Vaccinazioni obbligatorie raccomandate

Copertura vaccinale a 24 mesi Polio Copertura a 24 mesi 94,8 % 94,5%

Copertura vaccinale a 24 mesi Morbillo Copertura a 24 mesi 92,2 % 91,2%

Copertura vaccinale DT (difterite-tetano) al 15° anno

% ragazzi vaccinati sul totale 83,4 % 78,8%

Campagna antinfluenzale anziani % anziani vaccinati (2012/2013) 55,4%

Copertura vaccinale HPV % copertura coorte di riferimento

78,1 % 76,60%

Copertura tetano in adulti > 65 anni % adulti > 65 anni vaccinati per tetano

62,5 % 34%

Malattie infettive

Notifiche malattie infettive Numero casi 302 74

Indagini epidemiologiche (m.i. soggette ad indagini)

Numero indagini/notifiche 67 74

Infezione da clostridium difficile Numero nuovi casi 30 10

Profilassi Internazionale

Vaccinazioni eseguite per viaggiatori Numero vaccinazioni 1.809 1.455

Utenti viaggiatori Numero utenti 1.068 1.019

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

126

Ambulatorio Viaggiatori Internazionali

Nell’Ambulatorio, situato nel Centro Sanitario Polifunzionale di Thiene (ex ospedale

Boldrini), gli utenti possono ricevere informazioni e dati aggiornati circa le malattie

presenti nei Paesi visitati e le norme igieniche e le raccomandazioni da tenere presenti

durante la permanenza in Paesi stranieri. Nel sito aziendale il Servizio riporta una serie di

consigli utili ed un opuscolo redatto dalla Regione Veneto tradotto in lingua araba,

francese, inglese e spagnolo.

Igiene urbana e ambientale Per l’attività rivolta agli ambienti di vita si citano solo alcune delle rilevazioni ed indagini

che vengono regolarmente effettuate.

Tabella 5.57 Principali attività di Igiene urbana e ambientale. Anni 2012-2013. Ulss 4.

Descrizione Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Rischi ambienti di vita (e di lavoro)

Osservatorio incidenti domestici Numero accessi Pronto Soccorso

9.388 8.207

Osservatorio incidenti stradali Numero accessi Pronto Soccorso

1.822 1.421

Vigilanza Piscine Numero ispezioni per impianto

38 60

Igiene edilizia

Valutazione strumenti urbanistici Numero 17 19

Pareri ex art. 220 Numero 540 403

LR 22 (Accreditamento strutture socio-sanitarie) Numero pareri 37 58

Ambiente e Salute

Disagio fisico (inconvenienti igienici) Numero esposti istruiti/richieste

100% (31)

100% (59)

Trattamenti di disinfezione/derattizzazione strutture Ulss 4

Numero interventi 191 148

Interventi prevenzione insetti infestanti Numero interventi 196 176

Prove di efficacia prevenzione zanzara tigre % negative / 12.4%

5. Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN)

Il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione

(SIAN) si pone l’obiettivo di migliorare la

salute individuale e collettiva garantendo

alimenti sicuri e di qualità, attraverso misure

di sorveglianza di tutela igienico-sanitaria e

promuovendo la diffusione di un corretto

stile alimentare.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

127

Igiene degli Alimenti e Tutela delle Acque

L’Unità Operativa Igiene degli alimenti e Tutela delle Acque opera nei seguenti ambiti:

� Sicurezza Alimenti: provvede alla vigilanza e controllo igienico-sanitario nelle

imprese alimentari e nei pubblici esercizi, rilascia Registrazioni Igienico Sanitarie

Permanenti per l’apertura o l’ampliamento di laboratori o depositi di alimenti, di

pubblici Esercizi di ristorazione (quali Bar, Ristoranti, Pizzerie, Tavole calde,

agriturismi, ecc.) e trasporto degli alimenti. Provvede inoltre al rilascio di pareri per

Registrazioni Igienico Sanitarie Temporanee in occasione di manifestazioni come

sagre, eventi fieristici, ecc. Fornisce certificazione di non conformità (distruzione

alimenti) e di idoneità sanitaria (locali, materiali a contatto con alimenti,

esportazione di alimenti, ecc.); effettua ricerca di sostanze pericolose/tossiche negli

alimenti e bevande tramite campionamenti e controlli ed esegue controlli sulla

produzione e commercio dei prodotti dietetici e degli alimenti per la prima infanzia.

Rilascia l’abilitazione alla vendita di prodotti Fitosanitari e l’autorizzazione al

relativo deposito/commercio, offre corsi di formazione per l’abilitazione alla

vendita e provvede alla vidimazione dei registri di carico e scarico di tali prodotti;

� Acque: effettua prelievi e controlli dell’acqua di acquedotto e della falda acquifera,

emette giudizi di idoneità per acqua destinata al consumo umano, esegue ispezioni

negli impianti acquedottistici, rilascia pareri sui progetti di acquedotti pubblici e

privati e per la tutela delle fonti idropotabili. Inoltre rilascia pareri per la

sostenibilità della risorsa idrica potabile sui Piani Assetto Territoriale, Interventi

Urbanistici. Effettua attività di vigilanza e controlli, e fornisce pareri sulla

progettazione di piscine pubbliche e private ed informazioni ai gestori sulla

gestione in sicurezza igienica.

Tabella 5.58 Attività correlate alla sicurezza alimentare, acque e ristorazione collettiva.

Descrizione Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Sicurezza alimentare Ispezioni iniziativa Nr ispezioni iniziativa 604 553

Prelievi alimenti Nr prelievi-PRIC2011 439 289

Ispezioni autorizzative /amministrative Nr ispezioni 1.068 727

Istruttoria progetti Nr istruttorie 40 28

Pareri preventivi Nr pareri 37 102

Prelievi acque minerali sorgente Nr prelievi 137 52

Acqua potabile Prelievi acque potabili rete e falda Nr campioni/verbali 860 768

Fitofarmaci Ispezioni iniziativa rivendite Nr ispezioni 14 40

Ispettorato micologico

Riconoscimento specie fungine per privati Nr consulenze 29

Analisi speciografica funghi in vincolo doganale interventi / richieste 100%

Nutrizione

La nutrizione è un fattore in grado di modificare profondamente lo stato di salute

dell’individuo e della popolazione nel suo complesso attraverso anzitutto la verifica e il

controllo sulle tabelle dietetiche ma anche con l’indagine sulla qualità nutrizionale dei

pasti forniti nella ristorazione. L’Unità Operativa Nutrizionale opera principalmente in

quattro ambiti:

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

128

� Sorveglianza nutrizionale. Grazie alla raccolta di dati epidemiologici, quali consumi ed

abitudini alimentari, rilevazioni dello stato nutrizionale per gruppi di popolazione, in

particolare quella scolastica, in collaborazione con programmi locali, regionali e

nazionali.

� Educazione nutrizionale. Con interventi di prevenzione nutrizionale finalizzati alla

diffusione delle conoscenze di stili alimentari corretti e protettivi nella popolazione

generale e per gruppi di popolazione con l’utilizzo di tecniche e strumenti propri

dell’informazione, dell’educazione sanitaria e della promozione alla salute. Attività

informative, per la diffusione delle linee guida per la prevenzione nutrizionale.

Interventi nei settori produttivi e commerciali di competenza per la promozione della

qualità nutrizionale.

� Nutrizione collettiva. Oltre all’attività di valutazione di menù di ristorazione collettiva

e assistenza, vigilanza e formazione, si è consolidata l’attività di consulenza dietetico

nutrizionale nella ristorazione collettiva scolastica del territorio. Particolare

attenzione è posta alla progettazione di interventi nella prevenzione dell’obesità.

� Consulenza dietetico-nutrizionale per fasce di popolazione a rischio, con particolare

attenzione ai gruppi di auto aiuto.

Tabella 5.59 Attività correlate alla sicurezza alimentare, acque e ristorazione collettiva.

Descrizione Attività rilevate Indicatore 2012 2013

Progetti Educazione Alimentare Progetti vari Adesioni / inviti 49% 43%

Sorveglianza Alimentare

Okkio alla salute % screenati 100% Rilevazione

biennale

Ispezioni nelle scuole Nr ispezioni/plesso 165 195

Ispezioni nelle case di riposo Nr ispezioni 26 29

Consulenza dietetico nutrizionale

Stesura diete speciali Nr diete elaborate

219 185

Valutaz./validaz./menù ristorazione collettiva

Nr menù validati/richieste

208 (100%) 169 (100%)

correzione diari auto aiuto Nr diari / n° iscritti

96 (100%) 83 (100%)

Interventi nella ristorazione collettiva

Consulenza tecnico-nutrizionale

Nr consulenze 38 21

6. Servizi Veterinari

Servizio Veterinari Igiene degli alimenti di Origine animale

La tutela della salute e del benessere

animale, l’igiene e la sicurezza degli alimenti

di origine animale e la corretta informazione

ai consumatori sono le finalità della sanità

pubblica veterinaria.

Il Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti

di Origine Animale e loro derivati esercita il

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

129

controllo ufficiale delle filiere di produzione e commercializzazione di alimenti di origine

animale. Sono inoltre previsti interventi in caso di inconvenienti igienico-sanitari o di

tossinfezioni alimentari.

L’attività di controllo ufficiale, modulata in base a classi di rischio definite, è rivolta

principalmente ai seguenti settori:

- Filiera delle carni fresche congelate, preparate e dei prodotti a base di carne;

- Filiera del latte e dei prodotti a base di latte;

- Filiera dei prodotti ittici;

- Controllo sanitario sulla produzione del miele;

- Controllo sanitario sulla produzione delle uova.

Il Servizio provvede inoltre alla Registrazione ai sensi del

Reg. (CE) 852/2004 e/o al Riconoscimento ai sensi del Reg. (CE) 853/2004 di tutti gli

stabilimenti del settore alimentare che svolgono una qualsiasi delle fasi di produzione,

trasformazione, trasporto, magazzinaggio, somministrazione e vendita di alimenti di

origine animale con le modalità previste dalla specifica normativa regionale, cura

l’istruttoria per gli stabilimenti che intendono essere autorizzati ad esportare verso i

Paesi Terzi e provvede al rilascio dei certificati di prodotti destinati all'esportazione.

Tabella 5.60 Attività 2012-2013 del Servizio veterinario - Igiene degli alimenti di origine animale. Ulss 4.

LEA di riferimento Descrizione attività o tipologia prestazione

Indicatore 2012 2013

Ispezione negli impianti di macellazione

Piano ispezioni ordinario Nr prestazioni eseguite/programmate

727 691 (>100%)

Controllo igienico-sanitario nei settori della produzione, trasformazione, conservazione, commercializzazione, trasporto e deposito, distribuzione e somministrazione degli alimenti di origine animale

Ispezioni nelle imprese di produzione alimenti di origine animale riconosciute

Nr prestazioni eseguite/programmate

536 495 (>100%)

Ispezioni nelle imprese alimentari di vendita alimenti di origine animale registrate

Nr prestazioni eseguite 107 101

Audit nelle imprese di produzione alimenti di origine animale riconosciute

Nr prestazioni eseguite 19 20

Ri-categorizzazione del rischio imprese alimentari riconosciute

Nr prestazioni eseguite 52 51

Disposizioni di indagini microbiologiche in tutte le fasi della produzione e dei prodotti

Programma regionale campionamento alimenti

Nr campioni eseguiti 131 124

Certificazioni sanitarie sui prodotti destinati all’esportazione o ad usi particolari

Certificazioni Nr certificati emessi 623 608

Monitoraggio della presenza di residui di farmaci e contaminanti ambientali negli alimenti di origine animale

Piano Nazionale Residui -Farmaci e sostanze anabolizzanti -Farmaci veterinari e contaminanti ambientali -Settore volatili da cortile, conigli, selvaggina allevata

Nr campioni eseguiti (al macello)

179 103

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

130

Servizio Sanità Animale e Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche

Il Servizio Sanità Animale e Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche attua

la sorveglianza sui concentramenti e spostamenti animali, sulla riproduzione animale e

provvede ad alimentare il sistema informativo per il controllo delle aziende zootecniche

su anagrafe nazionale. Effettua vigilanza sul benessere degli animali da reddito e

profilassi ai fini della eradicazione delle malattie infettive e diffusive degli animali.

Predispone sistemi di risposta ad emergenze epidemiche delle popolazioni animali e

prevenzione e controllo delle zoonosi; svolge attività di sorveglianza sull’impiego del

farmaco veterinario, sull’alimentazione animale e sulla produzione e distribuzione dei

mangimi. Provvede inoltre alla lotta al randagismo e al controllo del benessere degli

animali d’affezione.

Tabella 5.61 Attività 2012-2013 del Servizio veterinario - Servizio Sanità animale. Ulss 4.

LEA di riferimento Descrizione attività/tipologia prestazione

Indicatore 2012 2013

Sorveglianza epidemiologica e profilassi ai fini della eradicazione delle malattie infettive e diffusive degli animali

Programma regionale per la profilassi della Tubercolosi bovina, della brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina e della leucosi bovina enzootica

% aziende controllate

98% 97%

% animali controllati

99% 99%

Piano Blue Tongue N° campioni eseguiti insetti + sangue

178 15

Piano nazionale di eradicazione e sorveglianza della malattia vescicolare e sorveglianza per la peste suina classica

N° campioni eseguiti

451 541

Piano di sorveglianza BSE N° campioni eseguiti (in allevamento)

207 182

Controllo dell’influenza aviare N° campioni eseguiti

1.289 2.065

Piano di sorveglianza dell’Anemia infettiva degli equini

N° campioni eseguiti

543 0

Vigilanza sui concentramenti e spostamenti animali, compresa l’importazione e esporta- zione e su strutture e attrezzature.. utilizzate

Sopralluogo per vigilanza stalla di sosta bovini e suini

N° prestazioni eseguite

49 9

Controllo e vigilanza sulla alimentazione animale e sulla produzione e distribuzione dei mangimi

Prelevamento animali ad uso zootecnico N° campioni eseguiti

79 76

Ispezioni nelle ditte registrate ai sensi del reg. CE 183/2005

N° interventi eseguiti

22 17

Controllo sul latte e sulle produzioni lattiero casearie

Ispezioni nelle aziende di produzione latte Alta Qualità

N° controlli eseguiti

73 79

Certificazioni sanitarie sui prodotti destinati all’esportazione o ad usi particolari

Certificazioni N° certificati 120 92

Monitoraggio della presenza di residui di farmaci e contaminanti ambientali negli alimenti di origine animale

Piano Nazionale Residui -Farmaci e sostanze anabolizzanti -Farmaci veterinari e contaminanti ambientali - volatili da cortile, conigli, selvaggina allevata

N° campioni eseguiti (in allevamento)

87 102

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

131

Il Sistema rapido di Allerta Comunitario

Il meccanismo delle comunicazioni rapide è uno strumento essenziale per

la valutazione di eventuali rischi e per la tutela del consumatore.

Per notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica

connessi al consumo di alimenti o mangimi è stato istituito il sistema

rapido di allerta comunitario (RASFF), sotto forma di rete, a cui partecipano la

Commissione Europea, l’EFSA (Autorità per la sicurezza alimentare) e gli Stati membri

dell’Unione.

Il flusso delle “allerte” deve garantire sia la completezza delle informazioni che la

tempestività della comunicazione. Le notifiche vengono comunicate e condivise tra gli

Stati membri via rete, in tempo reale. L’attività del sistema di allerta prevede il ritiro di

prodotti pericolosi per la salute umana o animale. Nel caso di rischio grave ed

immediato (es. tossina botulinica), oltre a disporre immediatamente il sequestro dei

prodotti tramite l’intervento del Comando Carabinieri della Sanità e degli Assessorati

Regionali, la procedura di emergenza può essere integrata con comunicati stampa. In

questo caso vengono informati i cittadini sul rischio legato al consumo di un

determinato prodotto e sulle modalità di riconsegna dell’alimento alla Ulss

territorialmente competente.

Tabella 5.62 Notifiche pervenute al Servizio Veterinario. Anno 2013. Ulss 4.

Classificazione Categoria del pericolo Categoria del prodotto Nr.

Notifica allarme (Alert) aspetti organolettici carne di pollame e prodotti avicoli a base di carne 1

micro-organismi patogeni (potenzialmente)

carni e prodotti della carne (diverso dal pollame) 2

latte e prodotti del latte 1

Notifica informazione per follow up

biocontaminanti (altri) carni e prodotti della carne (diverso dal pollame) 1

biotossine (altre) frutta e verdura 1

molluschi bivalvi e loro derivati 1

composizione chimica cereali e prodotti da forno 1

contaminanti industriali (altri) pesce e prodotti detivati 1

contaminazione chimica (altro)

cereali e prodotti da forno 1

grassi e olii 1

infestazione di parassiti frutta e verdura 1

pesce e prodotti detivati 2

metalli pesanti pesce e prodotti detivati 2

micotossine cereali e prodotti da forno 3

foraggio per aninali 1

micro-organismi patogeni (potenzialmente)

carni e prodotti della carne (diverso dal pollame) 1

frutta e verdura 2

radiazione cibo dietetico, integratori 1

erbe aromatiche e spezie 1

residui di pesticidi frutta e verdura 2

residui prodotti medici veterinari

cibo per animali 1

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

132

Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza.

Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci.

Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità.

Carta

di Ottawa

Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale.

Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

133

1 Organizzazioni del Terzo settore

Le Organizzazioni del Terzo Settore (Associazioni di volontariato, Comitati, Cooperative

Sociali) svolgono una funzione di grande supporto al sistema socio-sanitario dell’Ulss 4.

I soggetti del Terzo Settore sono depositari di conoscenze e professionalità che si sono

sedimentate in oltre un trentennio di impegno nei servizi alla persona, un tempo spesso

erano l’unica risposta ai bisogni dei cittadini, oggi sono partner insostituibili per l’ente

pubblico azienda socio-sanitaria e amministrazione comunale. In tal modo oggi si è

concretizzato appieno quel principio costituzionale di sussidiarietà verticale ed

orizzontale.

L’Ulss 4, facendo proprio questo principio fondamentale, vuole essere parte della

propria comunità e strumento capace di valorizzare l’apporto di ognuno allo sviluppo e

alla qualità della vita nell’alto vicentino.

Con le Conferenza dei sindaci, Provincia e

Camera di Commercio, l’Ulss 4 ha istituito nel

2004 la “Fondazione di Comunità Vicentina per

la qualità di vita”.

L’istituzione, sul modello delle Community Foundation americane, ha lo scopo di

sostenere mediante erogazioni di fondi, iniziative e progetti di pubblica utilità, di

assistenza sociale e socio sanitaria, provenienti dalla propria Comunità e finalizzati a

migliorare la qualità di vita dei propri cittadini. In Veneto la Fondazione è uno dei primi

esperimenti riusciti di Welfare Community e rappresenta un prezioso strumento

integrativo di sostegno e solidarietà sociale per tutto il territorio provinciale.

Nel corso di 8 anni la fondazione ha operato su due direttrici: da un lato il sostegno a

piccole iniziative locali, rivolto soprattutto a scuole e centri giovanili (per il sostegno a

giovani ed adolescenti) finanziando nel complesso 125 progetti per complessivi €

273.000; dall’altro si è impegnata in un importante progetto per il sostegno al “Dopo di

noi” delle persone con disabilità, ideando e sostenendo l’azione “Le chiavi di casa” che

con il fondamentale sostegno della CariVerona ha creato una rete di partner tra cui in

primis le cooperative sociali che hanno partecipato non solo come soggetti attuatori ma

anche direttamente come cofinanziatori del progetto, grazie a due specifiche iniziative: il

5 per mille ed agli investimenti diretti delle cooperative.

L’azione “Le chiavi di casa, progetti di residenzialità per le persone con disabilità” ha

promosso diverse tipologie di servizi. Dal 2009 sono state seguite 48 persone con 52

progetti: 19 gruppi appartamento, 4 inserimenti in comunità alloggio, 4 inserimenti in

appartamenti protetti, 10 progetti di formazione all’autonomia durante i week-end, 15

progetti di sostegno all’autonomia abitativa a domicilio.

Le risorse economiche investite ammontano a € 5,8 milioni, con circa € 650 mila di

fondo vincolato disponibile per la continuità dei servizi.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

134

Progetti finanziati

Oltre alla CariVerona vi sono altri enti esterni e/o associazioni che finanziano o co-

finanziato progetti con scopi sociali assistenziali e umanitari a supporto dell’attività

svolta dall’Ulss 4. Si ricordano brevemente:

- "Inserimento di un podologo nell’Unità di Diabetologia". Progetto iniziato nel 2011

e concluso nel 2013. L'associazione Diabetici Altovicentino ha stanziato

complessivamente € 10.000,00.

- "Ambulatorio Autismo per la diagnosi precoce dei disturbi generalizzati dello

sviluppo". Contributo di € 1.743,19 ricevuto da "La Fulminea Running Team" in

seguito alla manifestazione "Stragiaxà Race" destinati all'Ambulatorio autismo.

- "Clinica Transculturale". Contributo di € 10.000,00 ricevuto dalla Fondazione Only

the Brave Foundation Onlus destinato all'apertura di uno sportello di mediazione

linguistico culturale.

- "Progetto delle Fate - Disturbi specifici nell'apprendimento". Contributo di

€50.800,00 nel 2013 da parte della Fondazione "I Bambini delle Fate".

2 Volontariato

Il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di

partecipazione, solidarietà, pluralismo sono riconosciute dalla L. 266/1991 e dalla

L. 328/2000. In particolare l’art.1 della L. 328/2000 recita

«Gli Enti Locali, le Regioni e lo Stato, nell’ambito delle rispettive competenze riconoscono

e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della

cooperazione, delle associazioni e degli Enti di promozione sociale, delle fondazioni e

degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato […]».

E ancora «alla gestione e all’offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché in

qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli

interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione,

organizzazione del volontariato […]».

Uno dei determinanti della qualità in sanità è la partecipazione dei cittadini,

partecipazione che può realizzarsi anche con il coinvolgimento attivo delle associazioni

sia nella fase di programmazione dei servizi che di valutazione della qualità delle

prestazioni.

L’Ulss 4, nell’ambito delle proprie competenze, riconosce e agevola il ruolo delle

Associazioni di Volontariato con le quali, nel corso degli anni, ha stretto intese e

stipulato accordi e protocolli operativi sia in ambito sanitario ed ospedaliero, sia in

ambito sociale.

L’Ulss 4 ha istituito nel giugno 2009 (Delibera n. 557/2009 del 25/06/2009) l’Ufficio per i

Rapporti con il volontariato con lo scopo di promuovere, sviluppare e consolidare i

rapporti con le Associazioni di Volontariato, in particolare in ambito socio sanitario per

diffondere “buone prassi” maturate nel territorio; favorire, nel pieno rispetto

dell’autonomia delle singole realtà associative, la nascita di iniziative che moltiplichino la

reciproca conoscenza, migliorando al tempo stesso i rapporti sia sul piano della

formazione che della operatività; favorire ogni iniziativa utile a creare una più profonda

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

135

integrazione ed un più efficace collegamento fra istituzioni pubbliche e volontariato

locale.

Si riporta di seguito l’elenco delle associazioni di Volontariato che si interfacciano con

l’Ulss 4 ed operano nel territorio dei comuni dell’Alto Vicentino. Le Associazioni di

Volontariato sono regolarmente iscritte al Registro Regionale del Volontariato e sono

suddivise per ambito di intervento.

Tabella 5.63 Le Associazioni di Volontariato che collaborano con l’Ulss 4.

Denominazione Obiettivo Attività Regionale

A.C.A.T. PEDEMONTANA socio - sanitario

A.C.A.T. VALORI NUOVI socio - sanitario

A.D.A.O. ASSOCIAZIONE DISTURBI ALIMENTARI E OBESITÀ sociale

A.Do.S.Al.Vi. Associazione Donatori Sangue Alto Vicentino socio - sanitario

A.Ge. Associazione Genitori Distrettuale di Thiene sociale

A.I.D.O.- SEZIONE PROVINCIALE DI VICENZA socio - sanitario

A.I.T.SA.M. – SEZ. DI SCHIO sociale

A.N.C. Associazione Nazionale Carabinieri - Nucleo Volontariato e Protezione Civile 182° Schio

soccorso e protezione civile

A.N.C. Associazione Nazionale Carabinieri - Gruppo Alto Astico e Posina soccorso e protezione civile

A.R.S. Amici della Radio Sarcedo soccorso e protezione civile

A.S.A. ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' IN AZIONE ONLUS sociale

A.V.I.S Comunale Schio Alto Vicentino socio - sanitario

A.V.I.S Provinciale di Vicenza socio - sanitario

A.V.I.S. Comunale Malo socio - sanitario

A.V.I.S. Comunale Piovene Rocchette socio - sanitario

A.V.I.S. Comunale Velo D'Astico socio - sanitario

A.V.O. Associazione Volontari Ospedalieri "Alto Vicentino" socio - sanitario

A.VI.L.L. - A.I.L. ASSOCIAZIONE VICENTINA PER LE LEUCEMIE E I LINFOMI socio - sanitario

ADMO VICENZA ONLUS Associazione donatori di midollo Osseo della provincia di Vicenza socio - sanitario

ADMO Donatori Midollo Osseo - Sezione di Thiene socio - sanitario

Amici del Cuore “Alto Vicentino” socio - sanitario

Amici di Enrico Onlus sociale

Amici Solidali sociale

ANEMOS sociale

ANFFAS Onlus di Schio socio - sanitario

Breganze Solidale socio - sanitario

Cantare Suonando socio - sanitario

Centro Aiuto alla Vita Schio socio - sanitario

Centro Aiuto alla Vita Thiene socio - sanitario

Centro Missionario Fratel Faccin sociale

Centro per i Diritti del Malato socio - sanitario

Circolo Auser Arsiero sociale

Circolo Auser Thiene sociale

Comitato A.N.D.O.S. Alto Vicentino Onlus socio - sanitario

Comitato per l'Accoglienza Il Girasole sociale

Contro l'Esclusione socio - sanitario

Contromano Associazione Onlus sociale

Dei Due Terzi sociale

Diabetici “Alto Vicentino” socio - sanitario

Don Gianfranco Sacchiero sociale

Donne per le Donne sociale

Famiglie Adottive Altovicentino valorizzazione e assistenza

Famiglie Insieme sociale

FIDAS Gruppo di Thiene socio - sanitario

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

136

Denominazione Obiettivo Attività Regionale

FIDAS Provinciale Vicenza - Associazione donatori di sangue socio - sanitario

Giemme sociale

Gruppo Alpini Marano Vicentino soccorso e protezione civile

Gruppo Insieme sociale

Gruppo Missionario San Vito - Solidarietà e Ambiente sociale

Gruppo Protezione Civile "Clipeus" soccorso e protezione civile

Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio di Poleo sociale

Gruppo Volontari Centro Servizi Montecchio Precalcino valorizzazione e assistenza

I CAN Associazione sociale

Insieme per Comunicare Onlus sociale

Integrazione Onlus sociale

L.I.L.T. Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale Vicenza socio - sanitario

La Famiglia valorizzazione e assistenza

La Solidarietà socio - sanitario

Marano Solidarietà Onlus sociale

MIR Montecchio Precalcino sociale

Olosmed socio - sanitario

Oltre il Confine della Disabilità valorizzazione e assistenza

Oncologica di Volontariato Raggio di Sole socio - sanitario

Parco Robinson Associazione di Volontariato Sociale sociale

Pensionati Cogollo del Cengio Anteas sociale

Percorsi Solidali socio - sanitario

Protezione Civile "Claudio De Pretto" Coordinamento Provinciale Associazioni Volontariato

soccorso e protezione civile

Protezione Civile “El Castelo” soccorso e protezione civile

Protezione Civile Alto Astico soccorso e protezione civile

Protezione Civile Ambientale Val Leogra/Timonchio soccorso e protezione civile

Protezione Civile Arsiero soccorso e protezione civile

Protezione Civile Breganze soccorso e protezione civile

Protezione Civile Comune di Fara e Zugliano soccorso e protezione civile

Protezione Civile di Caltrano soccorso e protezione civile

Protezione Civile di Salcedo soccorso e protezione civile

Protezione Civile e Ambientale "La Rocca" Calvene soccorso e protezione civile

Protezione Civile e Antincendio Cogollo del Cengio soccorso e protezione civile

Protezione Civile Malo soccorso e protezione civile

Protezione Civile Sarcedo soccorso e protezione civile

Psiche 2000 sociale

S.M.M. Kolbe Associazione sociale

S.O.G.I.T “Alto Vicentino” socio - sanitario

Salzena Solidale Anteas sociale

SERV.VO.S ONLUS socio - sanitario

Silicon Klaun sociale

Sintonia sociale

Solidarietà e Carità sociale

Solidarietà e Speranza Onlus sociale

UILDM Sezione di Vicenza socio - sanitario

V.A.D.A. “Guido Negri” Thiene Volontari Amici degli Anziani c/o O.I.C. sociale

VIP Viviamo in Positivo Vicenza sociale

Volontariato Alzheimer Onlus socio - sanitario

Volontariato in Rete Federazione Provinciale Vicenza sociale

FEDERAZIONE ITALIANA RICETRASMISSIONI SERVIZIO EMERGENZA RADIO F.I.R. soccorso e protezione civile

A.P.A.A. PROTEZIONE ANIMALI AMBIENTE cultura e ambiente

A.N.P.A. ASSOCIAZIONE NOFROFIT PROTEZIONE ANIMALI sociale

SERAV SERVIZIO EMERGENZA RADIO ALTO VICENTINO soccorso e protezione civile

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

137

I Volontari e i programmi di prevenzione aziendali

Per la realizzazione dell’attività di prevenzione oncologica fondamentale è

il ruolo di alcune associazione di volontariato: Associazione Volontari

Ospedalieri di Schio e Thiene, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori,

sottosezioni di Arsiero e Thiene, Associazione “Raggio di Sole” di Marano

Vicentino partecipano alla campagna dell’Ulss contro i tumori del colon retto. I Volontari

effettuano la parte più consistente della distribuzione dei kit per lo screening e

contribuiscono alla sensibilizzazione e corretta informazione delle persone.

Indispensabile è poi la partecipazione delle Farmacie territoriali (FederFarma Vicenza),

nelle quali si effettua la raccolta dei campioni, oltre che un’importante attività

informativa e di sensibilizzazione.

Un riconoscimento va anche ai Comuni ed alle varie Associazioni locali che

contribuiscono mettendo a disposizione gli ambienti ove effettuare la distribuzione dei

kit, diffondendo manifesti e depliant ed attivando il potente mezzo del “passaparola”.

L’Associazione Amici del Cuore Alto Vicentino Onlus può

contare ora circa 1.200 Soci ed è presente nei 32 Comuni

che costituiscono il territorio dell’Ulss 4.

Come previsto dallo Statuto, l’Associazione opera nei settori

dell’assistenza sanitaria, socio sanitaria e della ricerca

scientifica collegati con la cardiologia in generale. Tutto questo ai fini della prevenzione

sia primaria che secondaria delle cardiopatie, per realizzare una maggior partecipazione

ai problemi attinenti il recupero fisico e psicologico dei cardiopatici ed alla diffusione

della riabilitazione cardiologica oltre che per sensibilizzare le istituzioni alle

problematiche dei pazienti.

L’Associazione si occupa di:

• prevenzione: sono operativi 11 Centri di Prevenzione dove, grazie alla disponibilità di

Volontari, si possono eseguire il controllo dei valori pressori, del taso glicemico e della

colesterolemia; vengono organizzate in media sei “conferenze” divulgative/formative

all’anno; delle mattinate di prevenzione e dei corsi di cucina, riservati ai Soci, con la

collaborazione della dietista di Cardio Action e del cuoco dell’Ulss 4;

• riabilitazione: l’Associazione organizza e gestisce, in collaborazione con l’Ulss 4 e le

rispettive Amministrazioni Comunali, le palestre di Zanè e Malo dove viene svolta

attività fisica protetta riservata al Soci con l’assistenza di due fisioterapiste e di due

infermiere e la presenza in loco di un defibrillatore. Il personale appena citato dispone

del brevetto per l’utilizzo di questo prezioso strumento;

• attività associativa: viene editato il notiziario “L’informacuore” per la comunicazione

tra i Soci.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

138

Servizio di trasporto per i malati oncologici dell'Ulss 4

"Vieni con noi" è un nuovo servizio di trasporto giornaliero per i malati oncologici

dell'Ulss 4 che devono recarsi all'Ospedale di Vicenza per la radioterapia. Promosso

dall’Ulss 4 il progetto è un forte segnale di attenzione nei confronti dei malati oncologici.

I Direttori dei reparti di Radioterapia di Vicenza e di Oncologia dell’Ulss 4 hanno

concordato la disponibilità di una fascia oraria giornaliera pomeridiana, dalle 14 alle 16.

Con un unico viaggio, partendo dall'Ospedale Alto Vicentino, il mezzo trasporta 6

pazienti al giorno a Vicenza, attendendone l’espletamento del trattamento, per poi

riportarli a Santorso.

Le associazioni di volontariato che collaborano con l'Ulss 4 effettuando il trasporto sono:

Sogit di Fara Vicentino, Raggio di Sole di Marano, Comitato Andos Alto Vicentino e

Associazione Volontariato in rete federazione provinciale di Vicenza - gruppo di 191

associazioni vicentine. I pazienti che usufruiscono del servizio devono essere

autosufficienti o con una patologia che non richiede assistenza sanitaria durante il

trasporto.

Accoglienza da parte dei volontari in ospedale

All’ingresso dell’ospedale, in orari prestabiliti, dal lunedì al venerdì funziona un

servizio di accoglienza, gestito dai volontari dell’Avo-Associazione Volontari

Ospedalieri Alto Vicentino, che forniscono indicazioni riguardo agli spostamenti

interni alla struttura e accompagnano utenti e visitatori in difficoltà.

3 Istituti Creditizi

La Fondazione Cariverona ha disposto in favore dell’Ulss 4 un impegno

contributivo per la fornitura di alcune importanti attrezzature nel corso

degli ultimi anni, inoltre l’istituto si è impegnato anche alla realizzazione

di alcuni progetti in ambito sociale.

Di seguito si riporta un breve elenco di ciò che avuto un “impatto” sul 2013, ricordando

che la realizzazione delle progettualità può concludersi nell’arco temporale di più anni.

Tabella 5.64 Progetti finanziati da CariVerina. Anno 2013. Ulss 4.

attrezzature / Progetti per il sociale valore

Introduzione nuove tecnologie nell’Ospedale (importo co- finanziato) € 224.433,67

Famiglie aperte sul mondo ( progetto in corso) impegnati € 130.000,00

SRL - Socializzazione Riabilitazione Lavoro ( progetto in corso) impegnati € 170.000,00

Neuroriabilitazione dei pazienti affetti da ictus e gravi cerebrolesioni acquisite (progetto concluso) € 160.000,00

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

139

4 Società partecipate e associazionismo tra Comuni

L’Ulss 4 può avvalersi della collaborazione di alcune società partecipate. Si propone di

seguito l’elenco delle società completo degli importi detenuti (ai sensi dell’art 8 del D.L.

98/2011, Legge di conversione n. 111 del 15/07/11).

Tabella 5.65 Elenco partecipazioni detenute dall’Ulss 4.

Partecipata Importo detenuto

% sul capitale

Pareggio di Bilancio nel triennio

Consorzio Arsenàl.IT- Treviso 12.000,00 4,35% Raggiunto pareggio

Veneto Formss Società consortile Srl - Camposanpiero (PD)

4.000,00 3,45% Raggiunto pareggio

Consorzio Energia Assindustria Vicenza - Vicenza 516,45 0,09% Raggiunto pareggio

Fondazione di Comunità Vicentina per la qualità di vita - Montecchio P. (VI)

76.744,19 27,96% Raggiunto pareggio

Pasubio Tecnologia Srl- Schio (VI) 414,00 0,97081% Raggiunto pareggio

L’associazionismo tra Comuni ed Ulss, tramite Pasubio Tecnologia, ha visto siglato nel

2013 un Accordo di programma per la realizzazione del progetto di connettività fisica in

fibra ottica tra il Comune di Thiene, il Comune di Schio, l’Ulss 4 e la Società Pasubio

Tecnologia S.r.l.. per la tratta Santorso-Schio di collegamento tra l’Ospedale Alto

Vicentino e la Casa della Salute

di Schio.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

140

Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza.

Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci.

Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità.

Carta

di Ottawa

Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale.

Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

141

1 Ufficio Relazioni con il pubblico

Con l’avvio dell’Ospedale Alto Vicentino è stata riorganizzata anche la

comunicazione aziendale sia per quanto riguarda le attività di informazione

(Ufficio Stampa) che quelle di comunicazione (Ufficio per le relazioni con il

Pubblico) al fine di migliorare l’informazione, la tutela e la partecipazione dei

cittadini, quali interlocutori privilegiati e non solo come destinatari dei servizi aziendali.

Si è pertanto provveduto ad attivare una sede dell’ Ufficio per le Relazioni col Pubblico

(URP) nel nuovo polo ospedaliero ed in sede centrale è attiva una sezione per le attività

di informazione (ufficio stampa).

Lo spostamento nell’Ospedale Alto Vicentino dell’URP ha consentito un rapporto

immediato e diretto tra utente e Amministrazione che ha avuto riscontro in un

incremento sia della segnalazione di comportamenti negativi o limitativi della fruibilità

delle prestazioni di assistenza sanitaria (+141%) sia degli apprezzamenti relativi alla

prestazione ricevuta (+873%).

Tutte le richieste dei cittadini ricevono una risposta, come previsto dal Regolamento di

Pubblica Tutela: l’URP dispone di un’apposita sezione sul sito aziendale nella quale, oltre

ad orari e recapiti dell’Ufficio, è presente il modulo per la segnalazione di eventuali

suggerimenti/reclami/apprezzamenti, l’informativa sulla privacy in merito alle

segnalazioni e, infine, il collegamento al Portale Sanità Regione Veneto per i reclami sui

tempi di attesa relativi a prestazioni specialistiche.

Nel 2013 sono pervenuti 107 apprezzamenti. Il gradimento riguarda perlopiù aspetti

tecnico professionali.

Grafico 5.13 Reclami e apprezzamenti con contenuto apprezzamenti suddivisi per macroaspetti. Anno 2013.

Ulss 4

Il 78% dei reclami è pervenuto in forma scritta al competente ufficio, il 22% è pervenuto

via mail.

In generale i reclami vengono prodotti per sé stessi, ovvero è il soggetto insoddisfatto

che effettua la segnalazione. Inferiore è la percentuale di chi segnala per un minore o un

famigliare anziano.

Reclami87%

6%12%

22%

54%

6%

Apprezzamenti 13%

Aspettialberghieri ecomfort

Aspettiorganizzativi

Aspettirelazionali

Aspetti tecnico-professionali

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

142

Quasi la metà dei reclami riguarda aspetti economici, in particolare per quanto riguarda

il pagamento del ticket (specialmente del Pronto Soccorso).

Gli aspetti tecnico–professionali, ovvero segnalazioni relative a prestazioni ritenute

inadeguate, mancate prestazioni, errori nella procedura, sono al secondo posto con un

netto distacco. Altro aspetto oggetto di rimostranze sono stati i tempi d’attesa (14%).

Grafico 5.14 Reclami e apprezzamenti con contenuto dei reclami, suddivisi per macroaspetti. Anno 2013.

Ulss 4.

Dall’analisi dell’esito dei reclami emerge che nel 30% dei casi vi è la conferma

dell’operato dell’Ulss 4. Inoltre nel 16% dei casi vi è l’accoglimento della richiesta di

rimborso.

Grafico 5.15 Esiti dei reclami. Anno 2013. Ulss 4.

Apprezzamenti13%

46%

22%

7%

14%3%5%1%

Reclami87%

Aspetti economici

Aspetti tecnico-professionaliAspetti relazionali

Tempo di attesa

Aspetti organizzativi

Aspetti alberghieri ecomfort

Accoglimento richiesta rimborso

16%

Altro1%

Assunzione di impegno

13%

Chiarimento19%

Conferma operato Ulss 4

30%

Lettera di scusa13%

Risoluzione8%

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

143

Carta dei Servizi

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico elabora, aggiorna e diffonde la Carta dei Servizi1, in

essa sono descritte finalità, modi, criteri e strutture attraverso cui il servizio viene

attuato, nonché diritti e doveri, modalità e tempi di partecipazione e le procedure di

controllo che il Cittadino ha a sua disposizione, promuovendone anche la responsabilità

di quest’ultimo nei confronti dell’Ulss 4.

Nel documento sono indicate tutte le informazioni relative ai singoli Dipartimenti e

Unità Operative dell’Ulss 4, completo di orari degli ambulatori/reparti/uffici, indirizzi

delle strutture e numeri di telefono, Responsabili dei Servizi, modalità di accesso e

descrizione dell’offerta socio sanitaria, allo scopo di rendere più agevole l’utilizzo dei

Servizi e delle prestazioni.

Periodico informativo “Alto Vicentino”

L’URP si occupa della redazione e della pubblicazione del periodico informativo “Alto

Vicentino”, inviato tre volte all’anno alle famiglie dei Comuni del territorio di

competenza. Il notiziario presenta informazioni utili, nuovi progetti e approfondimenti

ed iniziative volte a promuovere uno stile di vita più sano nella popolazione.

Il sito dell’Ulss 4 ….informa

Tra principali sistemi di informazione rivolti a cittadini, operatori, imprese vi è il sito

internet aziendale, dove è possibile trovare informazioni suddivise nelle diverse aree di

interesse.

2 Amministrazione trasparente

L’Ulss 4 ha creato nella home page del proprio sito aziendale una sezione denominata

“Amministrazione Trasparente” al fine di favorire un controllo diffuso da parte del

cittadino sull'operato dell’Ulss e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

1 La Carta dei Servizi è lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza ed è adottata in conformità al

D.P.C.M. del 27.01.1994 “Principi sull’erogazione dei servizi pubblici” e al D.P.C.M. del 19.05.1995 “Schema generale di riferimento della carta dei servizi pubblici sanitari” e successive modifiche e integrazioni.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

144

Da tale sezione è possibile accedere ai dati, alle informazioni e ai documenti che

riguardano l’ente, tra cui: curriculum del personale, bandi di concorso, bandi di gara e

contratti, liste di attesa, bilanci.

Il principio della trasparenza, inteso come «accessibilità totale» alle informazioni che

riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, è stato

affermato con D. Lgs. n. 33 del 14 marzo 2013. Dal monitoraggio effettuabile attraverso

la Bussola della Trasparenza (http://www.magellanopa.it/bussola/), lo strumento messo

a disposizione dei cittadini dal Ministero per la pubblica amministrazione e la

semplificazione per verificare il livello di attuazione della trasparenza in tutte le

Pubbliche Amministrazioni, risulta che l’Ulss 4 ha adempiuto a tutti gli obblighi di

trasparenza.

3 Centro Unico di Prenotazione (CUP)

Il Centro Unico di Prenotazionre è un sistema unico di intermediazione tra la

cittadinanza e le strutture, che consente di accedere alle prestazioni ambulatoriali e di

diagnostica strumentale erogate da ospedale e poliambulatori distrettuali.

Sono attivi 10 punti di prenotazione e nel 2013 sono state effettuate 311.641

prenotazioni.

4 “Help voice”

In Ulss 4 è attivo 24 ore su 24 il Servizio di interpretariato telefonico “Help voice”, che

permette a medici e infermieri di mettersi in comunicazione con interpreti che

traducono dall’italiano in più di novanta lingue in tempo reale (tutte le lingue europee,

latino-americane, medio-orientali, orientali, oltre a lingue e dialetti minori). All’interno

della Direzione Amministrativa dell’ospedale è attivo l’Ufficio per l'assistenza sanitaria al

momento del ricovero degli stranieri in regola con l'iscrizione al Servizio Sanitario

Nazionale, che opera in sinergia con le unità operative ospedaliere, la Direzione medica

dell’Ospedale e il Distretto socio sanitari.

5 Sportello di mediazione linguistico

E’ attivo lo sportello di mediazione linguistico culturale per

orientare i circa 19 mila stranieri residenti nei 32 Comuni

dell'Ulss 4 all’utilizzo dei servizi ospedalieri e territoriali. Lo

Sportello di Mediazione all’interno dell’Ospedale è gestito da

trenta Mediatori Linguistici Culturali, provenienti dai Paesi

maggiormente rappresentati nel territorio, in collaborazione

con la Cooperativa Samarcanda di Schio. I cittadini stranieri

possono ottenere tutte le informazioni utili non solo per

orientarsi all'interno dell'Ospedale, ma anche in tutti gli altri

servizi aziendali.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

145

Riorientare i servizi sanitari Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della sua responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari dovrebbero sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dell’ambiente fisico. Tutto ciò deve portare a una modifica dell’atteggiamento e dell’organizzazione dei servizi sanitari, che devono ricalibrare la loro attenzione sui bisogni complessivi dell’individuo visto nella sua interezza.

Creare ambienti fisici e sociali favorevoli alla salute La Promozione della salute si sforza di creare ambienti di vita e di lavoro sicuri, stimolanti e soddisfacenti; incoraggia nelle organizzazioni e nelle comunità il sostegno e la tutela reciproci.

Costruire politiche pubbliche per la salute La promozione della salute va oltre l’assistenza sanitaria; essa

mette la salute nell’agenda di chi decide in tutti i settori ed a tutti i livelli, rendendolo responsabile della salute e consapevole delle conseguenze delle decisioni prese per la salute dei singoli e delle comunità.

Carta

di Ottawa

Rafforzare l’azione della comunità La promozione della salute agisce attraverso gli sforzi della comunità, informata e competente, nel definire le priorità, assumere le decisioni, pianificare e realizzare le strategie, per raggiungere un migliore livello di salute; migliora l’auto mutuo aiuto ed il supporto sociale.

Sviluppare le capacità personali La promozione della salute si preoccupa di fornire alle persone informazione ed educazione lungo tutta la vita, di migliorare di continuo le capacità per la vita quotidiana.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

146

1 La Regione Veneto

Le Regioni, responsabili in via esclusiva dell’organizzazione delle strutture e dei servizi

sanitari, sono direttamente impegnate ad assicurare l’effettiva erogazione delle

prestazioni incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sulla base delle esigenze

specifiche del territorio nazionale.

La Regione Veneto ha un ruolo centrale nel governo delle politiche sanitarie e socio-

sanitarie che esplica mediante la nomina del Direttore Generale. Inoltre, è l’Ente con il

quale l’Ulss 4 intrattiene il maggior numero di rapporti istituzionali, in particolare la

Regione:

- approva i bilanci economici preventivi e consuntivi, attestandone la congruità;

- definisce tariffe e tetti di attività per determinare le tipologie di prestazioni;

- autorizza gli investimenti dell’Ulss;

- detta i vincoli per le assunzioni del personale dipendente;

- definisce la dotazione organica ospedaliera nell’ottica della programmazione regionale;

- integra il finanziamento destinato all’area sociale a parziale copertura da parte dei Comuni;

- definisce obiettivi specifici per la direzione strategica;

- determina i principi sull’organizzazione dei servizi e i criteri di finanziamento dell’Ulss;

- fornisce gli indirizzi per la definizione del Piano Attuativo Locale quale strumento di

programmazione sanitaria e socio-sanitaria nelle specifiche realtà territoriali e provvede alla

sua approvazione;

- definisce l’articolazione territoriale delle Aziende Socio-Sanitarie, i principi ed i criteri per

l’adozione dell’Atto Aziendale volto a disciplinarne l’organizzazione ed il funzionamento.

L’attività dell’Ulss 4 è costantemente rilevata dalla Regione alla quale vengono inviati,

attraverso flussi informativi istituzionali, informazioni relative all’attività erogata, al

personale, ai dati economico-finanziari. Ai Direttori Generali, all’atto della nomina, la

Regione assegna obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi con riferimento alle

relative risorse. Periodicamente, con decreti della Giunta Regionale, vengono individuati

i tempi e le modalità di raggiungimento dei suddetti obiettivi.

2 Conferenza dei Sindaci ed esecutivo

La Conferenza dei Sindaci dei Comuni che costituiscono l’ambito territoriale dell’Ulss 4 è

l'organismo rappresentativo delle Autonomie Locali cui spetta esprimere i bisogni socio-

sanitari dei cittadini delle comunità amministrate.

La Conferenza nomina i componenti dell’Esecutivo, partecipa al processo di

programmazione socio-sanitaria locale, approva il Piano di Zona dei Servizi Sociali ed

esamina gli atti di bilancio.

L’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci è l'organismo ristretto, mediante il quale la

stessa Conferenza esercita le proprie funzioni di indirizzo e valutazione.

L’Esecutivo della Conferenza formula le osservazioni sulla proposta di piano socio-

sanitario regionale, provvede alla definizione, nell'ambito della programmazione socio-

sanitaria regionale, delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica dell'attività,

provvede all'elaborazione del Piano di Comunità, esamina il Bilancio Pluriennale di

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

147

Previsione e il Bilancio di Esercizio, verifica l'andamento generale dell'attività dell'Ulss 4

e trasmette le proprie valutazioni e proposte alla stessa e alla Regione del Veneto con

cadenza semestrale, delibera l'adozione dei provvedimenti in base ai quali l’Ulss 4

assicura le prestazioni e i servizi contemplati dai livelli aggiuntivi di assistenza finanziati

dai Comuni, formula parere al Direttore Generale in merito alla nomina del Direttore dei

Servizi Sociali e della Funzione Territoriale.

I rapporti tra Ulss 4 e Conferenza dei Sindaci sono assicurati dai rispettivi Direttore

Generale e Presidente.

Nel 2013 è stato firmato il Protocollo di intesa “Flussi informativi dei dati della

procedura per la realizzazione dell’Ospedale Alto Vicentino” con il quale l’Ulss 4 si è

impegnata a rendere disponibili alla Conferenza dei Sindaci i dati informativi relativi alla

realizzazione dell’Ospedale, necessari allo svolgimento delle funzioni della stessa.

3 L’Università

Dall’Anno Accademico 2010/11 l’Ulss 4 ospita il Corso di

Laurea in Infermieristica ed il Corso di Laurea in

Fisioterapia, come polo didattico dell’Università degli Studi

di Padova. Il percorso di studi è triennale e comprende

lezioni didattiche, laboratori, esercitazioni, tirocini.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ulss 4 alla voce seguente:

http://www.ulss4.veneto.it/web/ulss4/HOME_PAGE/laurea_prof_sanitarie

Corso di laurea in Fisioterapia

La Laurea triennale in Fisioterapia, afferente all’Università degli Studi di Padova, è stata

attivata a Santorso (VI) in Villa Miari con una disponibilità di 20 posti anno.

Tabella 5.66 Dati corso in Fisioterapia anno accademico. Anni 2012-2013.

Anno di frequenza studenti

Primo anno 30

Secondo anno 21

Terzo anno 25

Primo anno 2014-15 25

Corso di laurea in Infermieristica

La Laurea triennale in Infermieristica, afferente all’Università degli Studi di Padova, è

stata attivata a Montecchio Precalcino (VI) a Villa Nievo Bonin Longare con una

disponibilità di 160 posti per il primo anno.

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

148

Tabella 5.67 Dati corso in Infermieristica anno accademico. Anni 2012-2013.

Anno di frequenza studenti

Primo anno 96

Secondo anno 60

Terzo anno 56

Neolaureati 2013 67

4 Empowerment dei pazienti - Carta dei rapporti

L’empowerment è un processo attraverso cui le persone assumono il controllo della

propria vita e aumentano la capacità di gestire le questioni per loro importanti. In

ambito sanitario uno dei principali obiettivi diventa pertanto incrementare il

coinvolgimento del paziente e della famiglia nel percorso di cura.

Nel 2013 l’Ulss 4 ha aderito al progetto europeo di ricerca su persone con condizioni

croniche promossa dal consorzio EMPATiE che intende produrre un’analisi dei possibili

vantaggi dell’empowerment per il paziente cronico e degli ostacoli al suo impiego.

Il progetto ha previsto l’organizzazione di un focus group con le associazioni di

volontariato per individuare le azioni da intraprendere per sviluppare l’empowerment

del paziente cronico.

La Carta dei rapporti regolamenta i rapporti tra l’Ulss 4, le organizzazioni di

rappresentanza dei cittadini/utenti e le associazioni di volontariato. Viene aggiornata in

relazione a modifiche istituzionali ed organizzative di rilevanza per l’ambito specifico.

Essa costituisce una base di confronto per garantire la massima efficacia e produttività,

nella prospettiva di una sanità per i cittadini; la finalità della Carta è infatti di:

- esplicitare i rapporti tra Ulss 4, cittadini/utenti e le associazioni di rappresentanza dei

cittadini e di volontariato, al fine di favorire la reciproca conoscenza, la trasparenza ed il

continuo impegno per il miglioramento;

- definire criteri, sedi e modalità di tali rapporti.

La Carta coinvolge l’ULSS 4, i cittadini potenzialmente ed effettivamente fruitori dei

servizi sanitari, le organizzazioni di rappresentanza dei cittadini e tutte le associazioni di

volontariato.

5 L’Ulss 4 per il territorio

Nel corso del 2013 l'Ulss 4 ha aderito, assieme ad altri 17 partners, pubblici e privati al

Patto per il Lavoro.

L'iniziativa, nata per dare risposta ai quasi 50 mila senza lavoro iscritti nelle liste di

disoccupazione (6,83% nel 2012 contro il 3,70% del 2008), si è articolata in tre grandi

azioni, finanziate per complessivi € 5 milioni da Fondazione Cariverona (€ 3.900 mila),

dalle Conferenze dei Sindaci (€ 625 mila) e dalla Provincia di Vicenza (€ 500 mila).

Nell'alto vicentino l’Ulss 4 ha garantito un importante sostegno economico alle fasce

deboli da inserire in azienda con tirocini e sostegni al reddito (€ 200 mila del bilancio

sociale Ulss 4).

BILANCIO SOCIALE 2013 OBIETTIVI

149

La prima azione del Patto per il lavoro, finanziata con € 2.534 mila, si è rivolta al

sostegno al reddito, con borse di lavoro e lavori socialmente utili in cambio di contributi

economici. 837 persone (250 per l'alto vicentino) ne hanno beneficiato.

La seconda azione, finanziata con € 2.474 mila, si è rivolta a realizzare percorsi di

Formazione Interna Assistita nelle 840 imprese che hanno aderito (198 nell'alto

vicentino) per 1.102 persone (280 dell'alto vicentino). Di queste 431 hanno visto il

tirocinio trasformarsi in un rapporto di lavoro a tempo determinato (232), di

apprendistato (140) e a tempo indeterminato (59).

La terza azione si è indirizzata alla creazione di 6 nuove imprese (su 25 progetti

presentati) nei settori dell' agricoltura, dell'artigianato e dei servizi, per un costo di € 100

mila e 15 nuovi occupati.

Il progetto, ancora in corso grazie ad un ulteriore finanziamento della Fondazione

CariVerona (€ 1.700 mila) e della Unione Europea (€ 750 mila) si sta strutturando

nell'alto vicentino con una governance integrata (Provincia/Comuni/Ulss 4 e categorie

economiche e sindacali) per rendere più concreto l'incontro tra domanda ed offerta di

lavoro.


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