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Disturbi della condotta 2

Date post:21-Nov-2014
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  • 1. Disturbi della condotta Dott.ssa Alice Sanguigni Psichiatra Psicoterapeuta

2. Disturbi della condotta Ampia classe di problematiche ad esordio in et evolutiva il cui denominatore comune la tendenza a tradurre in comportamenti disadattivi determinati conflitti. Tali disturbi si traducono spesso in comportamenti devianti dellet adulta 3. Disturbi della condotta Si caratterizzano per comportament di aggressivit, impulsivit, mancato rispetto delle regole che tendono a stabilizzarsi con il passare del tempo associati a vari esiti disadattivi quali: a) Rifiuto dei pari b) Uso di sostanze c) Delinquenza in adolescenza 4. Disturbi della condotta Classificazione 1) Disturbo da deficit dellattenzione e iperattivit ( DDAI o ADHD) 2) Disturbo della condotta ( DC) 3) Disturbo oppositivo provocatorio 4) Disturbo da Comportamento dirompente 5. Disturbo della condotta Criteri diagnostici Modalit di comportamento ripetitiva e persitente i cui diritti fondamentali degli altri oppure le norme e le regole societarie appropriate per let vengono violati: a) Aggressioni a persone o animali b) Distruzione della propriet c) Frode o furto d) Gravi violazioni di regole 6. Disturbo oppositivo provocatorio Criteri diagnostici Modalit di comportamento negativistico, ostile, provocatorio con almeno quattro dei seguenti sintomi: a) Collera b) Litigi con adulti c) Rifiuto di rispettare le richieste e le regole degli adulti d) Spesso accusa gli altri per i propri errori o il proprio cattivo comportamento 7. Disturbo oppositivo provocatorio Criteri diagnostici e) Irrita deliberatamente le persone f) Spesso arrabbiato e rancoroso g) Spesso dispettoso e vendicativo Lesordio del disturbo pi precoce rispetto al Disturbo della condotta 8. Disturbo da Deficit dellattenzione Comportamento iperattivo e impulsivo che pu essere dirompente ma non viola le regole sociali adeguate allet Comportamento iperattivo e impulsivo che pu essere dirompente ma non viola le regole sociali adeguate allet 9. Cenni storici Descritta per la prima volta nel 1845 dal medico H. Hoffman ma riconosciuta come un problema medico solo nel 1902 in seguito ad una serie di conferenze tenute da Sir George F.Still per il Royal College of Phisicians inglese, la sindrome da iperattivit/deficit dellattenzione fra i problemi di salute mentale pediatrica. 10. Epidemiologia A seconda degli studi ( condotti negli anni 1982 1996) si hanno valori di prevalenza che oscillano tra il 4% e il 12% della popolazione in et scolare, negli Stati Uniti. La prevalenza tra i maschi 3 volte pi alta che nelle femmine. 11. Epidemiologia Prevalenza nella popolazione urbana (9%) Prevalenza nella popolazione rurale ( 4%) 12. Disturbo da Deficit dellattenzione Sintomi di disattenzione: 1)spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, ecc. 2)spesso ha difficolt a mantenere lattenzione sui compiti o sulle et del gioco 13. Sintomi di iperattivit: 1)spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia 2)spesso lascia il suo posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto 3) non riesce a giocare in modo tranquillo 14. Sintomi di impulsivit: 1) spesso spara la risposta prima che le domande siano completate 2)spesso ha difficolt ad attendere il proprio turno 3) spesso interrompe gli altri o invadente nei loro confronti 15. Eziologia e fattori di rischio Genetica Ambiente: - gravi patologie dei genitori - esperienze di perdita - famiglie disfunzionali - quartieri degradati, sovraffollati - subcultura che si schiera contro le norme vigenti 16. Eziologia e fattori di rischio La TV e in particolare le ore trascorse quotidianamente dai bambini di fronte ad essa dallet di 0 fino ai 6 anni influiscono significatamente sullo sviluppo di disordini dellattenzione e iperattivit. 17. Comorbidit Disturbo da deficit dellattenzione e iperattivit Disturbi dellapprendimento Disturbi dansia Disturbi dellumore Disturbi correlati a sostanze 18. Comportamento aggressivo in ambito scolastico I bambini aggressivi presentano pi degli altri la tendenza ad interpretare come ostili gesti ambigui e finiscono per vedere il gruppo di coetanei come contrapposto a loro e a trattarlo, di conseguenza, con ostilit e in modo coercitivo 19. Comportamento aggressivo in ambito scolastico Una particolare forma il Bullismo. uno studente oggetto di azioni di bullismo (ovvero prevaricato o vittimizzato) quando esposto ripetutamente, nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da uno o pi compagni ( Olweus 1993) 20. Comportamento aggressivo in ambito scolastico Lintenzionalit, la persistenza e lasimmetria della relazione intesa come disuguaglianza di forze tra chi agisce la prepotenza e chi la subisce, sono gli elementi che caratterizzano il Bullismo. Esso si esprime in forma diretta, fisica o verbale, o in forma indiretta attraverso lisolamento o lesclusione dellaltro. 21. Comportamento aggressivo in ambito scolastico Secondo alcuni autori ( Olweus 1993,Sharp e Smith 1994) esistono diverse categorie di bullo: aggressivo, ansioso, passivo. Alcune azioni di prevaricazione e di comportamento antisociale possono rientrare nei criteri indicati dal DSM IV TR per diagnosticare un disturbo della condotta 22. Prognosi Gli studi di Follow-up hanno evidenziato la comparsa di un alta incidenza di disturbo antisociale di personalit, disturbi affettivi e comportamento criminale recidivo in et adulta 23. Trattamento e prevenzione Il trattamento dei disturbi della condotta focalizzato su forme di intervento che coinvolgono lindividuo, la famiglia e il contesto sociale Il trattamento farmacologico pu essere indicato per controllare episodi di aggressivit e violenza 24. Trattamento e prevenzione Si rende necessario creare un setting alternativo che possa essere modificato in base ai bisogni che il ragazzo esprime con i suoi comportamenti inadeguati favorendo lo sviluppo di una relazione terapeutica contenitiva 25. Trattamento e prevenzione La difficolt e gli insuccessi nella terapia dei giovani con comportamenti aggressivi e violenti hanno indotto i clinici e i ricercatori ad orientare la loro attenzione verso forme di trattamento e prevenzione indirizzate non solo al soggetto ma soprattutto ai genitori, alla famiglia e al contesto sociale ( scuola e gruppo dei pari). 26. FINE

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