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Cernuschi - Marinai e Spie

Date post:01-Dec-2015
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Articolo sullo spionaggio navale.
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  • Ancora oggi, con la regolarit di unamoneta falsa, presunte storie di spionaggioe tradimenti in capo alla Regia Marina du-rante la seconda guerra mondiale continua-no a far capolino sulla stampa quotidiana ein libreria.

    In un mondo che continua a credere, alivello diffuso, a leggende come quelledella papessa Giovanna e di Anastasia, fi-glia sopravvissuta dello Zar, le speranzedi riuscire a raddrizzare, col passare deltempo, questo stato di cose sono presso-ch nulle. Niente impedisce, per, di esa-minare, sulla solida base degli atti proces-suali del tempo, quello che successe dav-vero, prima e durante lultimo conflittomondiale, tra le file della Marina e di for-mulare, alla fine, qualche conclusione nonperegrina in merito a questa particolareforma di guerra indiretta sul mare, di pers eterna come tutto quello cha attiene al-lacqua salata.

    Dodici pallottole

    I termini della questione sono, dal puntodi vista giuridico e procedurale, assoluta-mente netti e definiti. Il reato di spionaggiorientrava, infatti, nella competenza del Tri-bunale Speciale per la difesa dello Stato,istituito dal nascente regime nel 1926 ecompetente esclusivo in materia di Tradi-mento della Patria. Tra il 1926 e il 1943quella corte, priva della possibilit di ricor-rere in appello o di impugnarne la senten-za, irrog 42 condanne capitali, 31 dellequali eseguite, tutte mediante fucilazione(1). 25 delle 31 esecuzioni erano attinential reato di spionaggio (2); cinque dei fuci-lati erano coinvolti in episodi relativi allaRegia Marina e tre di costoro erano ufficia-li, sottufficiali o dipendenti di questa ForzaArmata, richiamati oppure in Servizio Per-manente Effettivo. Data una forza media dicirca 80.000 uomini, tra ufficiali, sottuffi-

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    MARINAI E SPIE

    ENRICO CERNUSCHI (*)

    SAGGISTICA E DOCUMENTAZIONE

    Processi per spionaggio e fucilazioni in Italia, 1933-1943

    (*) Cultore di storia navale fa parte del Comitato scientifico della rivista STORIA militare. Pubblica rego-larmente in Italia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. I suoi libri pi recenti sono On Seas Contested e Lenavi ospedale italiane 1935-1945.Classe 1960, un bolognese radicato a Pavia dove lavora come funziona-rio di una delle maggiori banche italiane.

  • ciali, graduati e comuni fino alla guerra edi oltre 250.000 nel corso del conflitto unpo poco per scrivere, come ha fatto qual-cuno, di una: () Marina piena zeppa ditraditori, dalle furerie fino al piano nobiledel Ministero e ai vertici dello Stato Mag-giore, come testimoniano le carte proces-suali, ma andiamo con ordine.

    Il primo caso fu quello, emerso nel 1933e descritto con abbondanza di particolari daEnzo Magr nel di lui saggio citato in bi-bliografia, del Capo Ugo Travaglia. Vittimadel sistema classico consistente nel fargliperdere la testa per una bella francese, anzi

    monegasca, anzi italiana da Brescia, taleCamilla Agliardi, afflitta apparentementeda parecchi quattrini, lo sventurato sottuffi-ciale and incontro alla propria rovina pas-sando al Deuxime Bureau transalpino al-cuni lucidi di disegni relativi ai piani co-struttivi di alcune unit in quel momentosullo scalo. Scoperto affront la condanna elesecuzione, avvenuta a Forte Braschi, congrande dignit. La donna, condannata an-chessa e definita, dopo la guerra, con unacerta esagerazione, la Mata Hari italianatrascorse i successivi undici anni in prigio-ne prima di essere sbrigativamente liberatadai Francesi grazie alla collaudata acquie-scenza davanti a tutto del primo ministroBadoglio pochissimi giorni prima della dilui caduta e del correlato, definitivo allon-tanamento del Maresciallo dalla vita pub-blica italiana (3).

    Segu, nellagosto 1938, la scoperta, aopera dei Carabinieri per la Marina e dellaPolizia, di una rete spionistica inglese for-mata in buona parte da elementi gi au-striaci passati, dopo il 1919, nelle file dellaRegia Marina. Il maggiore imputato, de-gradato con infamia e fucilato subito dopo,il 6 marzo 1939, da un plotone di marinaial comando del tenente del CREM AntonioLangiu, fu, come ha ricordato lammiraglioDe Courten nelle proprie memorie editedallUfficio Storico della Marina Militare,il tenente di vascello Antonio Scarpa. Co-stui aveva fatto in precedenza, tra il 1915 eil 1918, per conto degli Italiani, lo stessomestiere di spia fornendo al Reparto Infor-mazioni della Regia Marina parecchie utilinotizie da comandante di torpediniere del-lImperial Regia Marina asburgica. Il flus-so di informazioni, spesso molto tempesti-ve, attinenti alle uscite, alle operazioni eagli sbarramenti in Alto Adriatico era statoanzi tale che a un certo punto la KuK Ma-rine, avendo mangiato la foglia, aveva cer-

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    Un manifesto italiano dellepocadi Gino Boccasile celebre illustratore italiano.

  • cato con insistenza un inesistente cavo te-legrafico clandestino che, secondo lo StatoMaggiore di Pola, doveva collegare perforza la penisola istriana alle coste avver-sarie. In realt i messaggi erano saltuaria-mente ritirati da idrovolanti della RegiaMarina che ammaravano di notte in due lo-calit convenute.

    Contattato dai Britannici nel 1935 Scar-pa, assieme ad altri suoi ex connazionali,era stato successivamente richiamato e as-segnato alla base sommergibili di Augusta,cosa questa che permise agli Inglesi di met-tere le mani, nel 1937, sia sulla prima edi-zione di quellanno del cifrario di Marico-som SM 19 S sia, per un certo periodo, lerelative tabelle di sopracifratura. Preso incastagna dopo aver comunicato la sistema-zione difensiva di quella piazzaforte fu pro-cessato, condannato e giustiziato. I sospetticirca lavvenuta compromissione delle co-municazioni dei sommergibili erano peral-tro gi emersi, come testimonia il notissimoDiario di Ciano, gi l8 settembre 1937spingendo, di conseguenza, la Marina acambiare immediatamente le tabelle, intro-ducendo quello stesso mese le nuove serieBis e Ter, sia spingendo, di conseguenza,gli Inglesi a rubare, il 7 dicembre 1937, lamacchina cifrante meccanica Enigma ma-tricola K-203 venduta dai Tedeschi agliSpagnoli avviando poi, a partire dallaprile1938, una prima stagione di lettura, duratadodici mesi, dei messaggi amministrativitrasmessi dalla Regia Marina con quellamacchina cifrante grazie al periodico acqui-sto (e non, come stato detto, alla decritta-zione) del relativo libro delle chiavi.

    Successivamente, alla fine del maggio1940, essendo ormai imminente liniziodella guerra con la Francia, il controspio-naggio della Marina pose termine a uno-perazione di infiltrazione in atto sin dal-lanno precedente nei confronti di una rete

    informativa transalpina attiva tra la Liguriae Taranto. Come esca fu utilizzato, essendoormai compromesso, il piano delle difesedi Augusta. I vertici dellorganizzazionefrancese (avendo messo le mani, in prece-denza, su una copia dei disegni del torrio-ne delle Littorio passati loro da un dise-gnatore dellAnsaldo) abboccarono e fini-rono con le manette ai polsi nel giro di po-che ore. Nel dicembre 1939 erano gi statiarrestati anche due furieri dellArsenale diTaranto accusati di aver passato quellostesso anno ai Francesi le veline di alcunelettere dellArsenale. Processati assieme alloro contatto italiano, un disertore delle-sercito chiamato Aurelio Cocuzza, il cuinome era gi stato rivelato da MarcAnto-nio Bragadin nel 1969, uno degli sciagura-ti dipendenti dellArsenale, avvicinati an-chessi, inizialmente, da una bella crude-le, fu condannato a morte e fucilato il 22dicembre 1940. La notizia dellesecuzionefu opportunamente divulgata per vie tra-verse dando, in questo modo, limpressio-ne che si trattasse di una vicenda legata al-la di poco precedente notte di Tarantodell11 novembre 1940 allo scopo di soddi-sfare, in questo modo, il turbamento dello-pinione pubblica. Si tratt di uniniziativapropagandistica del partito fascista presa almassimo livello con lavvallo dello stessoMussolini e destinata, in seguito, come ve-dremo, a dare la stura alle voci contro laMarina con esiti negativi ancora oggi at-tuali. Mimmo Franzinelli ha successiva-mente fatto il nome, nel proprio Guerra dispie, del furiere condannato alla pena capi-tale: Francesco Ghezzi.

    Pi delicato , per contro, il caso di Lau-ra dOriano, unica donna fucilata in Italia,fino allarmistizio dell8 settembre 1943,per spionaggio. Lesecuzione ebbe luogo il16 gennaio 1943 a poco pi di un anno dal-larresto, avvenuto il 26 dicembre 1941, e

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  • del successivo processo. Secondo quanto sidisse la DOriano aveva iniziato la propriaattivit informativa a beneficio dei France-si e, per il loro tramite, degli Inglesi dal-lautunno del 1940 in poi. Messa sotto os-servazione, di l a un anno, dal RepartoInformazioni della Regia Marina, entrclandestinamente in Italia nel dicembre1941. Fece appena in tempo a spedire daGenova un paio di lettere (subito intercet-tate), scritte con linchiostro simpatico, re-lative alle navi da guerra osservate in por-to salvo essere arrestata subito dopo. Que-sta vicenda, ricordata anche in televisionenel 2011 mediante un appassionato sceneg-giato televisivo dovuto anche alla devozio-ne di una di lei discendente , complessiva-mente, abbastanza nota. Anche la memo-rialistica ha ricordato con simpatia questatrentenne sfortunata caduta in un giocotroppo grosso e pericoloso. La verit pro-cessuale, tuttavia, come si insegna a Giuri-sprudenza, non quella assoluta. Il con-fronto delle fonti permette, pertanto di ap-prezzare qualche cosa di pi circa quel ca-so tanto particolare da meritare, a cura delregime, uninsolita pubblicit nel gennaio1943 sul genere di quella, per intenderci,gi propagandata nel dicembre 1940.

    Il generale Cesare Am, responsabile delServizio Informazioni Militare del RegioEsercito tra il settembre 1940 e lagosto1943, ricord, invero, nel proprio Guerraseg